martedì 25 febbraio 2014

Quattro chiacchere con M.P.Black!

Salve a tutti gente, rubo questo tempo allo studio dell'astronomia e lo dedico un po' al mio piccolo piccolo blog, visto che lo trascurerò già abbastanza nelle prossime settimane ( purtroppo, la Maturità si fa sempre più vicina T.T). Oggi il blog ospita M.P.Black, una scrittrice proprio della mia zona, di cui ho letto e recensito i libri ( le recensioni le trovate cliccando su link delle pagine con gli elenchi delle recensioni). Visto che M.P.Black ha avuto la santa pazienza di rispondere alle mie domande nonostante tutti i suoi impegni, lascio direttamente spazio all'intervista, senza rubare altro tempo! Buona lettura!

                                                           
1)      Per chi ancora non ti conoscesse: che cosa ci dici di te?
Ciao! Mi chiamo Paola, sono una mamma-lavoratrice-moglie-scrittrice a 360 gradi. Una giornata è sempre troppo corta per tutti gli impegni che devo affrontare quotidianamente! Adoro scrivere naturalmente, leggere, guardare DVD e andare al cinema, ascoltare musica e in particolare Mika, di cui ormai sono assolutamente dipendente e oziare (praticamente quasi mai!). Mangerei pizza e nutella ogni giorno, ma per ovvi motivi non si può, sono glitter dipendente e cambierei taglio e colore dei capelli un giorno sì e un giorno no. Amo tutto quello che è paranormale e comunque inspiegabile, sono tendenzialmente pazzoide e molto strana, ingredienti sani per riuscire a scrivere fantasy, sono solare ma timida, anche se non ci crede nessuno. Eccomi qui.

2)      Forse è una domanda scontata, ma questo non significa che non sia importante: che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura?
Ho iniziato a scrivere sin da piccola, credo di aver cominciato a stendere qualche breve racconto quando avevo nove o dieci anni. La passione è nata così, senza un motivo particolare. È un qualcosa che si ha o che non si ha, che cresce dentro di te giorno dopo giorno e che infine, quando meno te l’aspetti, ti obbliga a “buttare” su carta le tue emozioni e quanto ti frulla per il cervello. O scrivi o impazzisci, non ci sono alternative.

3)      Parlaci un po’ dei tuoi libri: di che cosa trattano, qual è il genere, come sono nati… siamo lettori molto curiosi!
Finora ho pubblicato dieci libri: la trilogia di “Lisa Verdi”, con la casa editrice 0111 edizioni, che mi ha fatta conoscere al pubblico e che ha avuto un buon successo. I primi due libri della trilogia dei “Guardiani delle anime”, con la casa editrice Domino di Piacenza, “La rosa e il pugnale”, sempre con la casa editrice Domino di Piacenza, in auto pubblicazione come ebook su Amazon e con la Youcanprint per il cartaceo, la duologia “Brilliant”, e infine i primi due libri della saga de “I Viaggiatori del tempo”, con la casa editrice Dri di Treviso. Fino ad ora mi sono dedicata sempre al fantasy, spaziando da quello per gli adulti, a volte con una vena sottile di erotismo, a quello per ragazzi, arrivando a toccare però anche l’horror e il thriller. Le trame, quasi sempre, mi nascono così, all’improvviso, mentre ad esempio sto facendo la doccia o i lavori di casa. In qualche caso, sono scaturite da precisi progetti editoriali che mi sono stati affidati e che io poi ho sviluppato e portato a termine.

4)       Quali sono i tuoi modelli ispiratori, quali sono state le letture che più di tutte ti hanno formata?
La mia maestra è J.K. Rowling. Lei mi ha insegnato a scrivere. Però posso dire che la prima formazione verso il fantasy mi è stata data dalla lettura di “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Carrol. Un libro che tuttora considero uno dei miei preferiti e che ha influenzato anche la trama della trilogia di “Lisa Verdi”.

5)       Nella tua esperienza editoriale, quali sono quegli aspetti che ti hanno soddisfatta e cosa, al contrario, cambieresti?
Il mondo dell’editoria italiana è molto variegato e difficile. È complicato, per un esordiente, arrivare a una casa editrice grande, ma fortunatamente vi sono case editrici piccole che credono negli esordienti e che danno loro una possibilità. Purtroppo, però, le case editrici piccole, non per loro colpa, difficilmente riescono ad effettuare una grande distribuzione del romanzo, per vari motivi: perché pagare un distributore costa, e tanto, perché spesso il distributore poi non porta i libri alle librerie, perché le librerie stesse diffidano dal prendersi in carico libri di esordienti od emergenti non famosi. Per quanto riguarda invece le case editrici grandi, queste non si assumono la responsabilità di pubblicare autori non famosi. Preferiscono andare sul sicuro con autori già ben conosciuti e soprattutto non italiani, dato che in Italia, purtroppo, si leggono ancora più autori stranieri che connazionali, con l’idea assolutamente errata e malsana che scrivano meglio di quelli di casa nostra.

6)      A questo punto ti chiedo, che cosa ne pensi in generale dell’editoria italiana nelle sue diverse forme?
Quello che ho già detto sopra. È complicata, troppo variegata. E non consente a un bravo autore di riuscire ad affermarsi per davvero. Questo è un peccato, perché di autori italiani bravi e professionali in giro ce ne sono molti.

7)      Il consiglio che non daresti a nessuno scrittore alle prime armi?
Quello di voler strafare. Non presentatevi mai a una casa editrice scrivendo “Ho pubblicato il miglior romanzo del mondo”, oppure “Non potete rinunciare a un autore come il sottoscritto”. Siate sempre umili, partite dal basso e, soprattutto, abbiate tanta pazienza. Col tempo, se siete bravi e riuscite a esprimere con efficacia i vostri pensieri, le soddisfazioni arriveranno.

8)      Se dovessi scrivere una storia in cui il protagonista è un animale, che animale sarebbe? Perché?
Un gatto. Adoro i gatti, perché sono contemporaneamente ruffiani e bastardi. Sanno riempirti di coccole e pochi istanti dopo graffiarti perché li devi lasciare in pace. Sono autonomi, indipendenti, coccoloni, morbidi e puliti. Non finirò mai di amare i gatti. La mia gatta si chiama Blacky e racchiude tutte le caratteristiche che ho evidenziato sopra. Ma ne ho altri otto, randagi, che girano attorno a casa e che io, da brava gattaia, sfamo ogni giorno.

9)      Ti viene data la possibilità di compiere un lungo viaggio a tua scelta: dove ti piacerebbe andare e per quale motivo?
In Scozia, sul lago di Lockness, per riuscire a scoprire se esiste davvero il famigerato e famoso mostro. Adoro la Scozia, per le tradizioni storiche, per le leggende fantastiche, per il modo di vivere degli abitanti, e soprattutto per i paesaggi che sono da togliere il fiato. È vero, piove spesso, ma l’incanto che mi procura la visione del verde sfolgorante dell’erba, in contrasto con l’azzurro turchese del cielo, giustifica pienamente la presenza di un clima non proprio salutare.

10)  Per finire, hai attualmente altri progetti nel cassetto, libri da pubblicare, storie da raccontare, cose da dire?
Eh sì, parecchi. Devo scrivere il terzo libro della saga de “I Viaggiatori del tempo”, con la casa editrice Dri di Piacenza, e a marzo inizierò un tour che mi porterà in parecchie scuole medie del Veneto. Poi devo dedicarmi alla scrittura del terzo libro della saga de “I Guardiani delle anime”, con la casa editrice Domino di Piacenza.
Poi si vedrà, ma le idee che girano per la testa sono tante.
 

Grazie per avermi ospitata qui e buona scrittura a tutti!


 

Le cover di alcuni dei libri di M.P.Black... belle vero? :)

sabato 15 febbraio 2014

[ Recensione] Black Diamond di Erika Corvo

So che avrei dovuto scrivere questa recensione giorni fa, ma è sempre la solita storia: non c'è mai tempo a sufficienza per fare tutto quello che si vuole. Adesso poi, che a scuola hanno cominciato anche a consigliarci libri da leggere che poi finiranno in programma, il tempo per leggere quello che vorrei io è ancora più limitato. 
Ma passiamo a noi. Come da titolo, il libro recensito quest'oggi è Black Diamond di Erika Corvo 
( intervista qui se volete scoprire di chi stiamo parlando). La recensione del libro precedente, Fratelli dello Spazio Profondo, la potete trovare qui

 

TITOLO: Black Diamond
AUTORE: Erika Corvo
CASA EDITRICE: Youcanprint Self- Publishing
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE: 327
GENERE: fantascienza
Ringrazio l'autrice per avermi gentilmente inviato il libro in formato PDF.

ESTRATTO

"Le nostre vite erano nelle mani di Heinz e Stylo. Appese a un filo, e quel filo, quant'era sottile! Inspirai profondamente con il viso tra le mani per schiarirmi le idee, pensando alle manovre da attuare. Non avrò mai abbastanza potenza nei motori da poter contrastare il suo moto rotatorio e la sua direzione. Quindi dovrò assecondarne il movimento, accentuandone la spinta ad ogni rivoluzione sul suo asse ogni qualvolta potrò dirigerlo nella mia direzione. Ma sarà maledettamente difficile. È già un'impresa disperata pensare di riuscire a governare questo povero relitto, figuriamoci un relitto attaccato a macigno più grosso di lui. Forza, Brian. Devi farlo. Possibile, non so se sarà possibile, ma almeno devi provarci. Riaccesi il surrounding flash cercando ancora una volta, caparbiamente, di capovolgere la situazione a nostro favore. Nella semioscurità del ponte di comando, qualcuno scoppiò in singhiozzi isterici. Qualcun altro cercò di calmare l'uomo e farlo smettere, ma inutilmente. La voce isterica, invece di placarsi, salì di tono. <<Non ce la faremo mai! Non ce la faremo! Moriremo tutti!>> <<Fatelo tacere!>> ordinai con rabbia senza voltarmi. Ci mancava solo un disfattista imbecille! Se il panico fosse dilagato, sarebbe stata veramente la fine. <<Siamo già tutti morti, non lo capite? Non ci salveremo!>> <<FATE TACERE QUELL'UOMO, HO DETTO! FATELO STAR ZITTO!>> gridai, fuori dai gangheri. Ekra e André balzarono in piedi e si lanciarono sullo sciagurato in preda alla crisi di nervi. Mentre uno dei due lo teneva fermo, l'altro lo imbavagliò con uno straccio. Dopo avergli immobilizzato le mani legandole dietro la schiena con la cintura dei suoi stessi calzoni, tornarono a sedersi ai loro posti. Ho già abbastanza cose di cui preoccuparmi, pensai, una volta ristabilito il silenzio, anche senza quell'idiota. Idiota. E chi l'ha detto, poi, che sia un idiota? Chi l'ha detto, che non abbia ragione lui? Quanto tempo potranno reggere, tutti quanti, senza crollare? E quanto tempo potrò reggere, io, senza crollare? Perché Stylo e Heinz non si sbrigano? Sono fuori già da dieci minuti e ancora niente. Mi sentivo sempre meno sicuro, man mano che i secondi trascorrevano senza che il pannello segnalasse qualcosa di nuovo. Ora devo dare una spinta coi motori... ecco, così va bene. Non gli sarà successo qualcosa? E se non si fossero ancorati bene allo scafo per la fretta e fossero finiti a volarsene via? E se gli fosse piovuto un asteroide sulla testa? No, brutta miseria, NO! Queste cose non devo neanche pensarle. Stylo non mi deluderà. Ma ha con sé soltanto tre tubi. E che ci fa, con tre tubi? Bastano, tre tubi, a schiodarci dalla coda quel macigno? E se non bastano? Chi glielo spiega, a questi uomini, che è davvero finita? Oh Dèi! Tredici minuti e ancora niente. Perché non si sente nessuna esplosione? Cosa stanno combinando, quei due, là fuori? CI SARÀ ANCORA, qualcuno, là fuori? Quindici minuti. Tanto valeva farsi ammazzare da quei federali. Almeno sarebbe stata una fine rapida. Dai, Brian, dov'è finito il tuo coraggio? Non mollare. Ora devi dare un'altra spinta coi motori, eccolo che si rigira di nuovo. Devi crederci, devi crederci ancora un po'. Diciotto minuti. Credere A CHE COSA? Non è possibile che non abbiano ancora piazzato quelle cariche, non è possibile; qualcosa dev'essere andata storta: è finita davvero, dunque? Stylo! Perché, Stylo?! Dèi del cielo, ma perché sto ancora qui seduto davanti a questo arnese, se è veramente tutto inutile? Che cosa sto facendo, io, qui? I secondi continuavano a scorrere, lenti come un'agonia, e ad ogni secondo in più, ognuno dei presenti si rendeva conto che si sarebbero dovute sentire delle esplosioni, e che invece non si sentiva nulla. Una voce prese a singhiozzare sommessamente. Un pianto dolce, composto, che nulla aveva a che vedere con l'isteria di poco prima, e che, paradossalmente, ebbe un effetto ancora più devastante. Una seconda voce si unì ai singhiozzi, poi una terza, una quarta, e poi un'altra ancora. Ma non riuscii ad ordinar loro di smetterla: avevo anch'io un nodo che mi attanagliava la gola, e non riuscivo a parlare. All'improvviso, una voce femminile iniziò a cantare, una voce piena di armonia che riconobbi istantaneamente: Louise. E il canto era lo stesso Inno di Fede che aveva intonato il giorno del nostro primo incontro, lo stesso giorno in cui aveva messo piede sulla Diamond. <<Ovunque mi trovi, spersa, impaurita o prigioniera, so che è il mio signore a guidare i miei passi. Egli mi condurrà a casa.>> Francamente, non sapevo che la Fratellanza della Divina Luce contasse tanti adepti anche tra i miei uomini: lo conoscevano tutti, a quanto pareva, quell'inno. Una seconda voce si unì quasi subito alla prima, seguita da una terza, una quarta, finché il ponte di comando non divenne un unico coro. Si mise a cantare anche chi non condivideva la loro stessa fede nel Signore della Luce: fu subito chiaro a tutti in modo inequivocabile che il Dio a cui alludessero non fosse tanto il Signore della Luce, quanto il signore seduto sotto il cono di luce, immobile al centro della sala davanti alla console di comando. Il solo ed unico Dio che li potesse salvare. <<...Egli vede più lontano del mio sguardo. Egli sa ciò che io non conosco. Sceglierà per me la Via da percorrere. Potrà sembrare impervia, potrà sembrare impossibile, ma so che Egli mi condurrà a casa...>> Impressi un'altra spinta all'asteroide con un impulso dei motori, e impercettibilmente mi raddrizzai sul sedile. Bastardi Dèi, non posso mollare, no, NO! Fino al mio ultimo respiro, io NON AVRÒ IL DIRITTO di arrendermi, pensai, ricacciando indietro il nodo che mi serrava la gola. Forza, Brian. Non puoi deluderli. Vedi di portarli a casa davvero. Un'esplosione echeggiò nello scafo, seguita da altre due; ma a quel punto nessuno sembrò farci caso più di tanto, a parte Jayzee che, eccitatissimo, levò gli occhi dal pannello esclamando <<Si è staccato, comandante! Si è staccato! Ce l'hanno fatta!>> <<Sì. Lo vedo anche sul flash.>> risposi semplicemente. <<...così io cammino nella Tenebra e nient'altro mi rimane se non la fede in Lui. Ma il mio cuore è sereno e la mia voce canta Il mio Signore mi condurrà a casa.>> "

RECENSIONE

Di "Fratelli dello Spazio Profondo" avevo scritto che la storia, pur coinvolgendomi, mi era sembrata un po' fredda e distaccata, un po' troppo manchevole del coinvolgimento dell'autrice e quindi, un po' priva di quel calore che conferisce la partecipazione della scrittrice stessa all'azione.  Questo giudizio però non si addice proprio a Black Diamond: l'impressione iniziale che ho avuto, approcciandomi a questa lettura subito dopo il suo prequel, è stata quella di una narrazione più vissuta, più coinvolta e coinvolgente. 
Protagonista assoluto è ancora una volta il pirata spaziale Brian Black, il Diamante Nero, accompagnato dal fedele Stylo: due personaggi che si impara subito ad apprezzare e, per quanto riguarda Brian, sono assolutamente curiosa di leggere le sue prossime avventure, che spero non tarderanno ad arrivare. Il Diamante Nero è un personaggio assolutamente geniale, e ha la possibilità di dimostrarlo più volte nel corso del romanzo: le soluzioni che è in grado di ideare per uscire dalle situazioni più difficili lasciano il lettore letteralmente a bocca aperta, e la cosa ancora più incredibile è che questo avviene senza che si abbia l'impressione di qualcosa di impossibile, insensato o ridicolo. Insomma, è un personaggio che si lascia ammirare. Altra cosa, la salvezza degli stessi personaggi principali non è mai scontata.

La trama è avvincente, ma per volontà dell'autrice, non dirò nulla, lasciando a voi tutto il gusto della scoperta e dell'avventura. Elemento, questo, che non manca: azione e colpi di scena la fanno da padroni, anche se, rispetto al primo episodio, ho trovato un equilibrio maggiore tra azione e relazioni personali dei personaggi. Inoltre, troviamo anche un personaggio molto particolare, Louise, una "Spunk" che rivelerà un bel caratterino, e di cui mi è piaciuta molto l'evoluzione. 
Per quanto riguarda questo aspetto dell'adrenalina, però, devo inserire anche un "ma": troppa azione finisce, paradossalmente, per rendere troppo monotono il tutto, perché diventa una condizione naturale e cessa quindi di essere qualcosa di eccezionale. Emozionante lo è, soprattutto nella prima parte, dopo, sinceramente, anche se non scade nè nel tono nè nei contenuti, diventa un po' meno eccitante. In pratica, c'è abbanstanza materiale per due storie.

Pro e contro anche per quanto riguarda i punti di vista. Mi è piaciuta l'idea, già applicata nel primo volume, di far raccontare la storia da personaggi diversi, che non fossero soltanto Brian e Stylo, ma allo stesso tempo, la scelta di questa tecnica implica di necessità che tali personaggi non possano raccontare nulla al di fuori di quello che vedono e sentono, ciò insomma di cui sono testimoni diretti. Invece questo non accade: il narratore del momento è in grado di riferire anche su ciò che avviene in un altro luogo, a persone che egli non ha mai visto e quindi di cui non può sapere nè il nome, nè tanto meno gli stati d'animo e i pensieri.  Un piccolo difettuccio che, comunque, è accompagnato da uno lessico corretto e appropiato, da una lingua scorrevole e con pochi errori, piacevole da leggere anche se a volte un po' troppo "asettica", troppo asciutta. Vero è anche che una simile impostazione rispecchia il carattere del protagonista, lontano da ogni stucchevolezza, ma sempre padrone di sè e della situazione. 

Un po' mi è dispiaciuto non ritrovare Juno Lancert, un personaggio che invece aveva avuto un ruolo di primo piano nel capitolo precedente, ma sapendo che la storia di Brian Black non si ferma a questo secondo libro, spero ti ritrovarla in futuro!
In definitiva, Black Diamond mi è piaciuto, anche se non è privo di qualche difettuccio: è un'opera di fantascienza che spazia tra una pluralità di temi, con situazioni che, nonostante siano ambientate nello spazio, possono benissimo essere associate a quelle terrestri e quindi rendono molto più semplice l'immedesimazione del lettore. Lo consiglio! E vi lascio anche il booktrailer!


                                            
   




mercoledì 5 febbraio 2014

Recensione: Il Diario di Mr. Darcy di Amanda Grange

"La storia di Orgoglio e pregiudizio" come non l'avete mai letta: e per una volta è proprio il caso di dirlo. Ho deciso che dovevo leggere questo libro non appena l'ho addocchiato, segnalato in anteprima su un blog, e ora eccomi qua a parlarvene. Il titolo rivela già di per sè sia la novità dell'opera sia un motivo sufficiente per aggiungerlo alla propria libreria o wishlist, soprattutto se siete degli appassionati di Jane Austen!


TITOLO:  Il Diario di Mr. Darcy
TITOLO ORIGINALE: Darcy's Diary
AUTORE: Amanda Grange
CASA EDITRICE: Tre60
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE: 286
PREZZO DI COPERTINA: euro 12, 90

SINOSSI

"Fitzwilliam Darcy è l'eroe romantico che da duecento anni a questa parte continua a conquistare il cuore di milioni di lettrici in tutto il mondo. In questa coinvolgente e fedele rivisitazione di Orgoglio e pregiudizio, finalmente la storia di Darcy ed Elizabeth viene raccontata dal punto di vista di lui. Per la prima volta abbiamo accesso ai suoi pensieri e sentimenti più intimi, riversati nelle pagine del suo diario, e a tutti quei momenti e quelle situazioni a cui nell'originale si fa solo cenno. All'apparenza freddo e distaccato, Darcy in realtà ha un temperamento passionale: possiamo condividere la sua furia e la sua indignazione nello scoprire il proposito della sorella di fuggire con George Wickham, la sua buona fede nell'adoperarsi per separare l'amico Charles Bingley da Jane Bennet e il suo disgusto nel dover di nuovo aver a che fare con Wickham, che ora insidia proprio la famiglia Bennet. Ma, sopra ogni altra cosa, attraverso le parole di Darcy ripercorriamo la sua storia d'amore con Elizabeth in tutte le sue sfumature, dall'iniziale ostilità all'irresistibile attrazione, dal conflitto interiore fino all'indimenticabile lieto fine.
Il diario di Mr. Darcy è un rispettoso omaggio al capolavoro di Jane Austen, e un'occasione imperdibile per rivivere ancora una volta le emozioni e le atmosfere che ha saputo creare."


RECENSIONE
Di tutti i personaggi di Orgoglio e pregiudizio, Mr. Darcy è sempre stato quello che mi ha affascinata di più, forse proprio perché con Jane Austen la vicenda è raccontata dal punto di vista di Elizabeth, e quindi il lettore è costretto a lavorare di fantasia per immaginare che cosa porti l'aristocratico e apparentemente orgoglioso Darcy a comportarsi in un determinato modo. Ma Amanda Grance concede davvero poco al lettore e alla fantasia, delineando, appunto, quel profondo conflitto interiore che, pur tra mille difficoltà, porterà al sereno lieto fine del romanzo che tutti conoscono.
Ripercorrendo quasi giorno per giorno, e in questo va riconosciuta una grande pazienza alla Grange per aver ricostruito la cronologia di Orgoglio e pregiudizio attraverso i pochi dettagli del libro, la vita di Mr. Darcy, alle lettrici viene finalmente data la possibilità di approfondire la sua conoscenza: l'attaccamento alla sorella Georgiana, il senso del dovere e delle buone maniere, di ciò che si addice alla sua posizione sociale, ma anche un inevitabile orgoglio per la sua posizione altolocata, orgoglio che lo farà lottare duramente contro i sentimenti che i "begli occhi" di Elizabeth Bennet gli hanno suo malgrado fatto nascere in petto. 

La nascita di una passione passata alla storia viene delineata con precisione e grande abilità, rendendo un vero piacere la lettura di queste pagine. Rivedere e rivivere le scene già note del romanzo attraverso gli occhi di lui, guardare Elizabeth per come la vede Mr. Darcy, essere nella sua testa e partecipi dei suoi pensieri è un regalo che la Grange fa a tutti gli amanti del capolavoro di Jane Austen o semplicemente a chi ha una seppur lieve vena romantica ( nel mio caso, proprio lieve lieve). 
La lettura è stata assolutamente emozionante e coinvolgente, e direi perfino appassionante e intrigante: non riuscivo a smettere di leggere, tanto che dovevo portarmi il libro nello zaino di scuola e leggere in corriera, in ricreazione e perfino in quei cinque minuti tra i cambi dei professori. E dato che ho letto Orgoglio e pregiudizio e visto il film, ossia sapevo perfettamente come sarebbe andata a finire, il fatto che mi abbia preso così tanto da non farmi pensare ad altro la dice lunga sulla qualità del libro.
Nelle foto, David Matthew Macfadyen interpreta Mr.Darcy
E poi, se Mr. Darcy lo si immagina così, come nella versione cinematografica del 2005 di Joe Wright, beh, c'è fin gusto d averlo sempre in testa. 
                   
   
Mi ha fatto venire voglia di leggere ancora una volta il capolavoro della Austin, peccato non avere il tempo materiale per farlo, mannaggia alla scuola e alle interrogazioni! 
"Il Diario di Mr. Darcy" è un libro che consiglio caldamente, ha tutti i requisiti per garantire una buona lettura, soprattutto adesso che, almeno da me, comincia ad arrivare il primo freddo dell'inverno... con questo libro in mano, una tazza di cioccolata calda ( o the se state provando a stare a dieta) e un bel fuocherello che crepita nel caminetto, la vostra serata diventerà perfetta:


domenica 2 febbraio 2014

Il blog si allarga! Diamo il benvenuto a Giulia "Ziggy" Ghirelli

Buona piovosa domenica a tutti! Qui da me ha ripreso a piovere e si prospetta un pomeriggio domenicale di puro studio, ma voglio prendermi cinque minuti per darvi un annuncio importante: la redazione di "Libri del cuore e cuori di libri" si allarga! Da oggi collaborerà con me un'altra accanita lettrice, che mi aiuterà ad alimentare il blog con nuove recensioni. Perciò diamo un caloroso benvenuto a Giulia "Ziggy" Ghirelli.  Ecco cosa ci racconta di sè:

"Lunghi giorni e piacevoli notti, signori!
All’anagrafe sono Giulia Ghirelli, ma vuoi potete chiamarmi Ziggy o in qualsiasi altro modo vi parrà oppurtuno. Ho sedici anni, frequento il liceo classico e vivo in un bucolico paesotto dell’Emilia Romagna immerso nella campagna. Sono quel tipo di persona che si potrebbe definire “vulcanica”, con mille hobby e passatempi, tra cui cosplay, fumetti, videogiochi e ovviamente libri. Sin da bambina coltivo la passione per il teatro (ho l’abitudine di recitare ad alta voce brani che mi colpiscono particolarmente), per la danza (classica prima, moderna e orientale poi) e per la scritttura (dovrei, piacendo al Ka, cominciare a pubblicare una storia a capitoli entro questa primavera). Per quanto riguarda la “Ziggy lettrice”, sono piuttosto eclettica pure riguardo ai libri, amo spaziare dal fantasy classico agli scritti greci e latini, dagli young adults sentimentali alla fantascienza. Credo che i libri rimasti a me più impressi siano “Looking for Alaska” di Green, “Morte a Venezia” di Mann, “L’aulularia” di Plauto, la saga della Torre Nera di King, “Brave new world” di Huxley, i poemi Omerici.
Ma veniamo al sodo, perché dovrei recensire? 
1) Perché rappresento il lettore forte che ama sì leggere ma vuole libri di qualità, con un minimo di conoscenze di scrittura e narratologia che gli permettono di distinguere il buon materiale dalla fuffa commerciale. Tutto questo rimanendo in primis un lettore, senza avere l’aria di superiorità che spesso i critici assumono. 
2) Perché pure io posso essere definita un’aspirante scrittrice e mi rendo conto di quanto sia difficile scrivere una storia, specialmente se si è esordienti. Per esempio eviterei di accannirmi su un romanzo d’esordio imperfetto dicendo che l’autore non sa scrivere e cose simili, ma mi limiterei ad evidenziarne i difetti.
Detto ciò, ringrazio Chiara per avermi dato questa possibilità e comincio a mettermi sotto." 

Grazie a te Giulia per la tua disponibilità a collaborare! E buona domenica a tutti i lettori :)