domenica 6 aprile 2014

[Recensione] Il Signore degli Anelli - La Compagnia dell'Anello di J.R.R.Tolkien

 

Ha senso recensire un libro che ormai tutti conoscono, e di cui si è detto di tutto e di più? Può darsi di no, ma se non posso parlare di quello che voglio nel mio piccolo blog, allora mi imbavaglio e non parlo più per il resto della mia vita! So che avrei dovuto farlo molto tempo fa, ma per un motivo o per l'altro, "Il Signore degli Anelli" è rimasto sul mio scaffale per anni, e il primo tentativo di lettura è fallito. Lo giuro, sono una fan dei film, ma all'inizio il libro era troppo pesante per me all'epoca... per fortuna questa volta non è stato così!


TITOLO: Il Signore degli Anelli
SOTTOTITOLO: La Compagnia dell'Anello ( #1/3)
TITOLO ORIGINALE: The Lord of the Rings - The Fellowship of the Ring
AUTORE: J.R.R.Tolkien
CASA EDITRICE: Bompiani
ANNO DI PUBBLICAZIONE DELL'EDIZIONE:2000
PAGINE: 502

SINOSSI

"In questo primo romanzo della trilogia di Tolkien, il lettore conosce gli Hobbit, minuscoli esseri saggi e longevi. Frodo, venuto in possesso dell'Anello del Potere, è costretto a partire per il paese delle tenebre. Un gruppo di Hobbit lo accompagna e, strada facendo, si associano alla compagnia altri esseri: Elfi, Nani e Uomini, anch'essi legati al destino di Frodo. Le tappe del cammino li conducono attraverso molte esperienze diverse, finché la scomparsa di Gandalf, trascinato negli abissi da un'orrenda creatura, li lascia senza guida. Così si scioglie la Compagnia dell'Anello e i suoi membri si disperdono, minacciati da forze tenebrose, mentre la meta sembra disperatamente allontanarsi."

RECENSIONE

Non linciatemi ma... ci credereste che un pochino all'inizio mi ha lasciata delusa?  Il ritmo è davvero molto lento, il tono è quello di una fiaba piuttosto che di un romanzo fantasy, perfino quando si comincia a parlare di nazgul e della missione di Frodo non sembra poi così terribile. Purtroppo io ho avuto la sfortuna - si fa per dire - di crescere con i film di Peter Jackson e soltanto dopo anni mi sono accostata ai libri, credendo di trovare gesta epiche ed eroiche. E queste in effetti non mancano, ma il modo in cui sono narrate è molto secco, nessuno viene esaltato, sta al lettore riconoscere se un'impresa vale la pena di essere commemorata o no.
Mi ha lasciata un po' scontenta trovare il libro così diverso dal film. A grandi linee, la storia è quella e il "succo" è rimasto inalterato, ma credo che Jackson abbia calcato un po' la mano in alcuni punti per attirare di più il consenso del pubblico, facendo dei tagli anche consistenti sulla trama del libro.
Nel film non c'è traccia di Tom Bombadil, e i nazgul sono molto più terribili di come appaiono nel libro. E' vero che Tolkien attraverso i suoi personaggi ribadisce più volte la pericolosità di queste creature, ma sarà stata la mancanza della colonna sonora da brivido che invece c'è nella trasposizione cinematografica, i servi di Sauron non mi hanno fatto chissà quale impressione. Un'altra grande differenza la si trova proprio all'inizio della storia: dalla partenza di Bilbo, passano anni prima che Frodo decida di lasciare la Contea, mentre nel film questo accade la sera stessa del compleanno di Bilbo Baggins.
Ma devo dire che alla fine si è rifatto e l'ho letto davvero con molto piacere, storcendo il naso qua e là dove le differenze con il film erano più evidenti.Se già ero appassionata alla trilogia dei film, adesso amo ancora di più Frodo e i suoi compagni,. e ho scoperto di avere un debole per Sam Gangee: ha qual qualcosa di particolare che fa sì che non lo si possa odiare, è fedele fino alla fine e, dietro la sua ingenuità, alla fine dimostra di essere molto più perspicace degli altri. Invece Legolas e Glimli, e in parte anche Aragorn,  li ho trovati molto diversi dai personaggi del film e non è stato facile conciliare l'immagine che ormai di loro mi ero fatta con quella che mi sono costruita leggendo il testo.
Legolas è molto meno agguerrito, è più una creatura al di fuori del mondo che un guerriero, e lo stesso per Gimli, nonostante abbiano sempre le armi pronte per l'uso.



E poi, ho ammirato moltissimo l'abilità che Tolkien ha avuto nel creare la Terra di Mezzo, un vero e proprio "mondo secondario", perfettamente coerente al suo interno, con una geografia perfettamente organizzata anche se dubito che arriverò mai ad impararla - detesto la geografia, tra parentesi - e una storia lunga millenni, che emerge a tratti attraverso le parole dei personaggi.
E' stato comunque emozionante tuffarmi tra queste pagine, non mi aspettavo esattamente quello che ho letto ma mi è piaciuto, e mi sono subito fiondata sul secondo, con la voglia irrealizzabile di guardare ancora una volta i film - irrealizzabile perché devo studiare, studiare, studiare, siamo già ad aprile!!!! - per cui credo che mi prenderò qualche giorno di vacanza dopo gli esami (!) per fare un viaggetto nella Terra di Mezzo. Per adesso, viaggio a sistemare il caos cosmico che regna nella mia stanza. Alla prossima!




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