giovedì 31 luglio 2014

[Recensione] L'ultima alba di guerra di Paul Dowswell

Eh sì, anche questo libro l'ho preso dallo scaffale di mia sorella, ma che volete farci, ogni tanto c'è bisogno anche di letture veloci e poco impegnative. E poi la copertina mi ha ispirato fin da subito, e siccome non mi dispiace la storia, l'ho inserito tra le mie letture.

TITOLO: L'ultima alba di guerra
TITOLO ORIGINALE: Eleven Eleven
AUTORE: Paul Dowswell
CASA EDITRICE: Feltrinelli
ANNO DI PUBBLICAZIONE:2012
PAGINE:174

TRAMA

"11 novembre 1918. Durante la notte, su un treno privato a nord di Parigi, la Germania firma l'armistizio con le Forze alleate, ma devono trascorrere sei ore prima che sia reso ufficiale e che abbia fine la più grande e sangiunosa guerra mai vista fino ad allora. Sul fronte occidentale s'incontrano tre soldati: sono Axel, un giovanissimo fante tedesco, Will, suo coetaneo inglese, e Eddie, un rampollo americano entrato in aviazione per far colpo sulle ragazze. Nel giro di poche ore, i loro destini d'incroceranno e le loro vite cambieranno per sempre. Sullo sfondo dell'imponente macchina di propaganda, paure, desideri e speranze condivise fanno emergere l'assurdità di una guerra feroce, combattuta da ragazzi simili ma dalle uniformi diverse."


Premetto subito che la quarta di copertina ingigantisce parecchio quella che è la storia effettiva del libro, e anche la copertina stessa, con tre soldati abbracciati amichevolmente e che si intuisce appartenere a schieramenti diversi, è un'idealizzazione della storia piuttosto che un'abbraccio, simbolico o meno, che avviene tra i tre giovani protagonisti di questo romanzo di Dowswell.
Inutile ribadire che lo scenario è quello della Grande Guerra, e più precisamente la mattina dell'11 novembre 1918, quando la guerra sul fronte occidentale è terminata. Proprio perchè mancano poche ore alla fine di tutto, è naturale seguire con apprensione ancora maggiore le mosse di Axel, di Will e di Eddie, perché sarebbe un'ingiustizia bella e buona se rimanessero sul campo di battaglia proprio la mattina del "cessate il fuoco".
Le storie di questi soldati si intrecciano solo alla fine e in modo imprevisto, non proprio sul fronte, ma piuttosto su un campo martoriato dai colpi di mortaio. Questi, insieme alle esplosioni e agli spari ripetitivi delle mitragliatrici, costituiscono il sottofondo sonoro di tutto il libro. 
Non succede granché, a dire la verità: il libro è abbastanza sottile e 174 pagine scritte in un carattere discretamente grande non possono contenere più di tante parole.
E' evidentemente e senza dubbio un libro creato appositamente per i ragazzi delle medie e dei primi anni del liceo, anche perchè l'elemento storico c'è ma è opportunamente adattato al target a cui il libro è rivolto.
Per cui sì, l'ho letto, ma riconosco che non è un vero libro sulla Grande Guerra, e non lo consiglierei se qualcuno volesse leggere qualcosa sull'argomento, ma può essere molto utile qualora si tenti di avvicinare i più giovani al tema senza sconvolgerli e senza annoiarli troppo.
Il finale minaccia di lasciare un po' delusi, ma alla fine si interrompe con uno spiraglio di speranza. Niente di epico, comunque.

 

mercoledì 30 luglio 2014

W...W...W... Wednesday # 4

Incredibile ma vero, siamo già arrivati a un altro mercoledì, e quindi è ora del WWW Wednesday. Per partecipare basta rispondere a queste tre semplici domande:


Cosa stai leggendo?


L'oceano in fondo al sentiero di Neil Gaiman. L'ho preso in prestito da mia sorella, alla quale non è piaciuto, più per curiosità che per altro. Adesso vedremo se concorderò almeno in questo con lei!

Cosa hai appena finito di leggere?

 
 Questa settimana mi sono data da fare: ho letto L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, Ogni giorno di David Levithan e L'ultima alba di guerra di Paul Dowswell.
Il primo è un classico, gli altri due li ho presi in prestito da mia sorella. Nessuno è malaccio, anzi, presto vi propèorrò la recensione di tutti e tre :)

 Quale sarà il prossimo libro che leggerai?
 

St.Jillian Carol, di Marika Cavaletto e Chiara Bianca D'Oria. So che è completamente fuori stagione, ma è una lettura che ho in arretrato da mesi - da Natale appunto - e, almeno da me, piove in continuazione, tanto da farmi davvero pensare di essere a novembre. Quindi, vada per questo.


E voi? Quali sono le vostre letture?



martedì 29 luglio 2014

Quel che c'è di nuovo sullo scaffale # 2

So che mi ero ripromessa di non comprare più alcun libro, nemmeno in ebook, finché non avessi finito quelli che sono in attesa di essere letti da mesi, ma come resistere alla tentazione dei nuovi MINIMAMMUT? Avete presente qui libri con la copertina quasi imbottita, con le facce di scrittori famosi e ormai morti, pubblicati dalla Newton e Compton e venduti al modico prezzo di euro 3 e 90? Come potevo lasciarmi sfuggire un'occasione così?
Fortuna che ci sono mamma e papà, e sono riuscita a scroccare a entrambi un libro della collana. Dopo alcune indecisioni, ecco quali ho comprato:

Il Maestro e Margherita di Bulgakov
"Satana in persona, giunto a Mosca sotto le spoglie di un mago insieme con un bizzarro corteo di diavoli aiutanti, sconvolge la pigra routine della capitale sovietica. Alle tragicomiche sventure di piccoli funzionari e mediocri burocrati della vita e dell’arte, fa da contrappunto la magica storia d’amore tra uno scrittore, il maestro appunto, e Margherita, la sua inquieta e tenera amante. Pubblicato per la prima volta sulla rivista «Moskva» nel 1967, questo romanzo eccezionale, ironico, poetico, originalissimo ebbe subito un grande successo, conquistandosi a pieno diritto un posto tra i classici della letteratura del Novecento."
L'amante di Lady Chatterley di Lawrence
"L’amore adultero tra una nobildonna e il proprio guardiacaccia narrato in questo romanzo, il più celebre di D. H. Lawrence, scandalizzò a tal punto l’Inghilterra da essere immediatamente proibito in tutti i Paesi di lingua inglese. In realtà quest’opera bellissima difende appassionatamente le ragioni dell’amore, della passione più autentica e travolgente, della ricerca spregiudicata di un sentimento libero, genuino, intenso, di fronte a tutte le regole, i pregiudizi e le convenzioni che finiscono con l’incatenare ogni vero sentire. Giustamente i due personaggi di questo romanzo, diventato quasi mitico, Connie Chatterley e il guardiacaccia Mellors, si sono imposti, nell’immaginario contemporaneo, come modelli di una vitalità trasgressiva, intesa come ritorno alle energie pure della natura."
In più ho preso in prestito dalla libreria di mia sorella questi tre titoli, giusto per tuffarmi un po' nella letteratura contemporanea per ragazzi:


Trattasi di Ogni giorno di David Levithan, che ho letto proprio ieri, di In fondo al sentiero, di Neil Gaiman e di L'ultima alba di guerra di Paul Dowswell. Sono libri, come ho già detto, per ragazzi, ma proprio per questo sono curiosa di leggerli.
E voi? Quali nuovi libri si sono aggiunti alla vostra libreria?

lunedì 28 luglio 2014

[ Recensione] Blado 457 - Oltre la barriera del tempo di Erika Corvo

Sono in un ritardo a dir poco mostruoso con questa recensione, dato che l'autrice mi ha inviato il PDF tipo un anno fa, ma tra una cosa e l'altra non sono riuscita a leggerlo prima di adesso. Ora però ho recuperato e visto che il libro mi è anche piaciuto, spero che non se la prenda ;)

TITOLO: Blado 457 - Oltre la barriera del tempo
AUTORE: Erika Corvo
CASA EDITRICE: youcanprint - selfpublishing
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:  268

SINOSSI
 
"E’ il primo di una serie di quattro racconti ambientati in un futuro post atomico. Come ho scritto nella premessa di “Blado 457”, se l’argomento è stato utilizzato dagli scrittori di fantascienza fino alla nausea, non è detto che non si possa ancora scrivere qualcosa di valido in proposito, e soprattutto, qualcosa di inconsueto. I miei personaggi non sono mai i classici “eroi”. Sono persone talvolta insicure, che agiscono d’istinto invece che seguendo la logica e il dovere, che hanno dubbi, ripensamenti, e sentimenti contrastanti. In Blado 457, lui aveva una missione da portare a termine e rischia di rovinare tutto per un’azione compiuta d’impulso; lei preferirebbe morire piuttosto che vivere in un futuro che si presenta sotto forma di quello che ha sempre rifiutato. Il tutto è condito da colpi di scena, combattimenti, mostri, invasioni, in un ritmo veloce e coinvolgente. E poi basta, leggetevelo. Se vi racconto tutto io, che senso ha?" 
( sinossi di Erika Corvo)

 Chi mi segue o ha letto altre mie recensioni sa che non navigo molto nella fantascienza, non tanto per una questione di gusti, ma perchè il tempo per leggere, soprattutto durante il periodo scolastico, è sempre stato limitato e quindi ho preferito concentrarmi su libri di altro genere. Blado 457 - Oltre la barriera del tempo di Erika Corvo, come Fratelli dello Spazio Profondo e Black Diamond, però, me lo sono proprio gustato, e se devo dirla tutta mi è piaciuto più della serie che ha come protagonista Brian Black.

Innanzitutto, il tema "Post- apocalisse" ( o "Post- Bomba"), devo renderne merito all'autrice, viene trattato in modo diverso dal solito e affronta temi diversi e importanti senza mai risultare pesante e scontato. Quella che Erika Corvo delinea nel libro è una società umana del futuro, a 215 anni di distanza da un evento catastrofico che ha posto fine al mondo come noi lo conosciamo. La nuova società dimostra l'attaccamento alla vita della razza umana, la tenacia con cui vuole sopravvivere, la necessità di affrontare problemi che potrebbero ancora una volta mettere a rischio la specie stessa.
Il nuovo mondo è pieno di insidie e Susan, una ragazza del Pre-Bomba che viene trasportata nel tempo a distanza di 215 anni di distanza, deve imparare suo malgrado a fare i conti con una realtà nella quale si trova improvvisamente immersa, e a familiarizzare con usi e costumi per lei del tutto estranei. Per fortuna, al suo fianco c'è Blado, un giovane ribelle appartenente ai BOR clan. E se vi state chiedendo chi siano i BOR clan, dico solo che sono gruppi umani che tentano di ricostruire una vita all'aperto, a dispetto di quanto fanno gli abitanti di Rinascita, una città completamente sotterranea.

Ma passiamo alla recensione vera e propria, senza svelare altro sulla storia. La trama, anche se di per sè semplice, è ben sviluppata e interessante, coinvolge il lettore al punto da fargli venire il nervoso quando le cose non vanno esattamente come vorrebbe e da fargli battere il cuore quando per i protagonisti tutto sembra mettersi male.
Anche i personaggi mi sono piaciuti, forse hanno un po' di caratteri stereotipati, ma si fanno apprezzare dal lettore in tutta la loro umanità, non sono perfetti, hanno le loro debolezze, le loro piccole incoerenze, non sono eroi senza paura e alcuni di essi si sono rivelati, nel corso della storia, davvero molto interessanti.

La situazione del nuovo mondo viene delineata con precisione, soprattutto per quanto riguarda gli usi e i costumi, ma anche i problemi che gli uomini del 215 "Post-Bomba" devono affrontare. Ecco, forse scarseggiano un po' le descrizioni degli ambienti, soprattutto quelli naturali, mentre invece ci sono sufficienti informazioni sui mutanti che popolano il "nuovo mondo" e alcuni, devo dire, sono davvero originali.

Passiamo ora allo stile: senza fronzoli, essenziale ma non "asettico", come ricordo di aver definito quello dei due libri di Brian Black, si legge molto volentieri e rende leggera e piacevole la lettura. E' insomma uno stile molto scorrevole, che fa di Blado 457 un libro ben scritto. E, cosa più importante, non privo di colpi di scena.
Gli unici difetti che mi vengono in mente sono legati a errori di battitura, ma questi ovviamente non possono guastare il complesso della trama e di tutti i suoi personaggi. 

Motivo per cui mi sento di invitare il lettore a prendere quantomeno in considerazione questo libro, soprattutto se è alla ricerca di qualcosa di leggero e poco impegnativo - insomma, non stiamo parlando di un mattone di fantascienza più difficile da digerire di un cinghiale crudo! Ecco, fateci un pensierino.







domenica 27 luglio 2014

Libri sulla tela # 3

Buona ( piovosa) domenica, gente! Eccomi qui con questa piccola rubrica della domenica, Libri sulla tela, in cui vi posterò un dipinto, un disegno, insomma un'immagine in cui compaiano dei libri. Se volete partecipare anche voi, lasciatemi un link con l'immagine da voi scelta!


Questa settimana ho scelto questo dipinto raffigurante una gentildonna con un libro in mano. Curiosando sono incappata anche in molti quadri che hanno solo libri come tema, ma mi davano un senso di solitudine, di mancanza...preferisco vedere che qualcuno li legge, i libri, e poi questa immagine mi ha colpito subito. 

E invece, voi quale scegliete?
 

giovedì 24 luglio 2014

(Progetto trasloco #4 ) [Recensione] I Guardiani delle Anime - La maledizione della Regina di M.P.Black



TITOLO: I GUARDIANI DELLE ANIME- LA MALEDIZIONE DELLA REGINA
AUTORE: M.P.BLACK
CASA EDITRICE: DOMINO EDIZIONI
COLLANA: LE RUNE
ANNO DI PUBBLICAZIONE: I°EDIZIONE MAGGIO 2011
PAGINE: 267


TRAMA 
"Un viaggio contro il tempo e nel tempo
per spezzare un'antica maledizione.
Due ragazzi, Brandon e Vania,
i cui destini sono legati per sempre,
sono spiriti erranti alla ricerca del loro
rinnovato amore.
Due streghe sorelle, Rose e Annette,
aprono la via agli Incarnati,
e il Primo Guardiano, Jecob Ross,
difende con l'immortalità il suo compito di
Guardiano delle Anime."

 RECENSIONE

La storia di Jacob Ross, un barbone, inizia a Washington D.C., il 18 dicembre 1885, quando una sfera di luce, un essere evanescente, lo travolge. Riacquistati i sensi, Jacob fa la conoscenza di Rose, l'Oracolo, e di sua sorella, Anette, una Strega che lo condurrà al cospetto dei Sette Re, i Ministri del Mondo che, donandogli due katane, due Spade Gemelle che lo renderanno immortale, faranno di lui il Primo Guardiano delle Anime.
La storia di Rose e Annette, una Maga e una Strega, sorelle gemelle, comincia a Salem, Massachussets, nel 1692.
La storia tra Brandon Davis, un normale ragazzo di quasi diciotto anni, e Vania Chernikova, la ragazza punk della scuola, inizia a Fear, una piccola cittadina del Maine, nel 2009.
La storia fra Antonio e Cleopatra, però, incomincia molto tempo prima, nell'Egitto di quasi duemila anni fa. Malgrado questo, Brandon e Vania hanno con i due amanti un legame molto più profondo di quanto potrebbero mai immaginare e nel momento in cui se ne renderanno conto, la loro vita non sarà più la stessa.
Aiutati dai Guardiani delle Anime, il cui compito è quello di proteggere i reincarnati per far sì che i loro Spiriti imbocchino il giusto cammino e non ripetano gli stessi errori del passato, Brandon e Vania, utilizzando lo Scarabeo Magico, dovranno tornare indietro nel tempo per spezzare un'antica maledizione e poter vivere finalmente il loro amore senza pericoli. Ma scopriranno, loro malgrado, che a volte niente è come sembra...

"I Guardiani delle Anime- La Maledizione della Regina" è il quarto libro di M.P.Black, già autrice della trilogia " La Signora degli Elfi" edita dalla casa editrice 0111 edizioni. Il salto di qualità rispetto ai libri precedenti, in questa nuova opera è evidente. Prima di tutto il genere: da un fantasy di stampo classico, benchè dai tratti innovativi ( elfi che utilizzano spade laser, per dirne una), si è passati ad un paranormal romance urban fantasy, con una trama più originale e più studiata, segno evidente che l'autrice si è ben documentata sopratutto in vista dei numeorsi richiami storici inseriti nel libro. Lo stile è molto scorrevole, invoglia alla lettura, è come un fiume placido che non incontra ostacoli nel suo percorso verso la valle. Allo stesso modo, il lettore non ha alcun problema a proseguire la lettura, che risulta tutt'altro che pesante. Forse la storia fra i due protagonisti è un po' troppo affrettata e per dare questa dinamicità sono stati sacrificati un po' i momenti di introspezione dei personaggi, che ci sono ma non sono molto profondi, a volte appaiono un po' superficiali.
Tutto è in continuo movimento, non ci sono periodi di quiete, ma è un perpetuo avvicendarsi di eventi. Brandon e Vania si vedono e si innamorano e da quel punto in poi i due non avranno più un momento di pausa, ma saranno trascinati in situazioni che a volte sembrano più grandi di loro e che non sempre, putroppo, si risolvono nel modo in cui avrebbero sperato...
Nienta da dire sulla caratterizzazione dei personaggi, ciascuno ha il proprio carattere e delle caratteristiche peculiari che lo distinguono dagli altri e lo rendono in un certo qual modo unico.
Devo dire che il tono generale è complessivamente piatto, non è di carattere " epico" ma al contrario è piuttosto semplice. Non banale, solo che, ovviamente secondo la mia opinione, sono pochi i momenti che ti fanno battere il cuore e restare con il fiato sospeso... ma niente problema, perché anche gli amanti dei colpi di scena avranno pane per i loro denti, prima o poi.
Poi, che altro... è rivolto prevalentemente ad un pubblico di ragazzi, ma come ogni libro per ragazzi, può essere tranquillamente letto anche da un adulto.
In attesa del prossimo libro di M.P.Black, che speriamo uscirà presto, guardatevi il trailer e, nel caso decideste di leggere " I Guardiani delle Anime", buona lettura!

mercoledì 23 luglio 2014

W...W....W...Wednesday # 3

Arriva già il mercoledì di una nuova settimana, e sono pronta con il WWW Wednesday. Per partecipare basta rispondere a tre semplici domande:


Cosa stai leggendo?

 Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re, di J.R.R.Tolkien. Ho aspettato di compiere 19 anni per leggere questa trilogia, ma per fortuna non è mai tropop tardi!
In più, sono ancora alle prese con il PDF di un manoscritto inviatomi dal mio editore...mi sento importante.

Cosa hai appena finito di leggere?


Shadowhunters - Città di Cenere di Cassandra Clare... a breve vi proporrò la recensione!

Quale sarà il prossimo libo che leggerai?

Credo c he mi concentrerò sul file inviatomi dall'editore, poi penso che inzierò L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera.


E voi? Con quali libri siete alle prese?

 

martedì 22 luglio 2014

( Progetto trasloco #3) [Recensione] The Selection di Kiera Cass

Probabilmente avrei dovuto ricordarmi di ripubblicare questa recensione prima di quella di The Elite, ma ormai...

Onestamente, non capisco come mai, ultimamente, tra i libri che vanno di più ci sono i romanzi distopici e quelli incentrati sui reality show... Sarà che Hunger Games ha lasciato il segno, e molti cercano di imitarne se non altro il "format"... E' il caso per certi versi di The Selection di Kiera Cass, acquistato in parte per la trama che ritenevo mi avrebbe fornito il materiale per una recensione molto "critica", in parte dalla copertina che, come molti altri, trovo molto bella, per non dire stupenda. A lettura appena conclusa, ecco il mio personale parere su questo primo libro della serie.



TITOLO: The Selection
AUTORE: Kiera Cass
CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2013
PAGINE: 299

 TRAMA 

"Uno spettacolo sfavillante come un diamante. Una competizione feroce come la vita. Un gioco pericoloso come l'amore. Molti anni dopo la Quarta guerra mondiale, in un Paese lontano, devastato dalla miseria e dalla fame, l'erede al trono sceglie la propria moglie con un reality show. Spettacolare. Così, per trentacinque ragazze la Selezione diventa l'occasione di tutta una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di fatica e povertà. Di conquistare il cuore del bellissimo principe Maxon, e di sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America Singer è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa tra le mura di un palazzo che non conosce ed entrare a far parte di una gara crudele. In nome di una corona - e di un uomo - che non desidera. Niente e nessuno, infatti, potrà strapparle dal cuore il ragazzo che ama in gran segreto: il coraggioso e irrequieto Aspen, l'amico di sempre, che vorrebbe sposare più di ogni altra cosa al mondo. Poi, però, America incontra il principe Maxon, e la situazione si complica. Perché Maxon è tutto ciò che Aspen non sarà mai: affascinante, gentile, premuroso e immensamente ricco. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno osato immaginare? "The Selection" è un romanzo straordinariamente romantico e avvincente che trascina le lettrici nel vortice di una storia d'amore impossibile. In corso di traduzione in tredici Paesi, ai vertici delle classifiche negli USA e in Francia, un caso editoriale internazionale che diventerà presto una serie televisiva per Warner Bros."

RECENSIONE

Parto subito dicendo che l'inizio mi è piaciuto proprio poco: troppe informazioni servite al lettore su un piatto d'argento, la protagonista, America Singer, ci tiene a dire di sè e della sua famiglia il più possibile, in una sorta di infodump, come se temesse di non averne più tempo in seguito.Per quanto carina, poi, l'idea della "selezione" non la trovo poi così originale: non è altro che un'altra versione di quei reality show che, in questo periodo, vanno tanto di moda nei libri e che talvolta sono davvero assurdi. Ma in effetti, non è un vero reality quello che poi America sarà portata a vivere.
Ad America non interessa la corona nè, tantomeno, il principe, perché il suo cuore è già impegnato con il bel Aspen; ma quando il loro rapporto si rivelerà diverso dai sogni di America, per sfuggire al dolore questa giovane diciassettenne comincerà a considerare il palazzo reale come una gabbia dorata, ma anche come il solo luogo dove può trovare rifugio per il suo cuore spezzato.
E alla reggia di Illéa, regno nato dalle ceneri dell'America dopo la Quarta Guerra Mondiale, America deve fronteggiare le altre trentaquattro selezionate, una più bella dell'altra, in cui si mescolano ragazze di quasi tutte le classe e caratteri, dalla dolce Marlee, con cui America stringerà subito amicizia, alla perfida Celeste, tanto bella fuori quanto subdola e invidiosa dentro.
Ma soprattutto, benché il ricordo di Aspen non la abbandoni mai, Lady America, che in una società divisa in classi, grazie a questa "lotteria", è passata da essere una Cinque a una Tre, una nobile, farà l'incontro con Maxon, il principe in cerca di una moglie e di una regina, che dovrà essere scelta tra le ragazze selezionate. Suo malgrado, America scoprirà che Maxon non è il tipo snob che lei ha sempre visto in tv, e la diffidenza nei suoi confronti piano piano si attenuerà.
Ma la vita di corte non è fatta solo di chiacchere e di lezioni, di abiti da cerimonia e di appuntamenti con le telecamere: per ben due volte il palazzo verrà preso d'assalto da misteriosi ribelli, alla ricerca di un qualcosa di non specificato, mettendo a dura prova i nervi delle possibili principesse...
America riuscirà a sopravvivere all'invidia delle altre ragazze e ad approfondire il suo legame con Maxon, ma arriverà il punto in cui Aspen rientrerà prepotentemente nella sua vita, e America dovrà cominciare a fare luce sui propri sentimenti.
Ammetto che il libro si fa leggere e offre una lettura breve e piacevole, scadendo solo in rari momenti nel noioso. Alcuni passaggi erano un po' prevedibili, non ultimo il legame che si sarebbe venuto a creare tra Maxon e America, e, beh, in alcuni punti ho sentito "puzza" di trovata commerciale. E' vero che il libro è stato salutato come un caso editoriale, ma è altrettanto vero che è stato scritto e pubblicato in un momento in cui i libri distopici vanno alla grande... senz'altro questo ha aiutato parecchio, oltre al fatto che sicuramente le ragazzine romanticone saranno impazzite di fronte ad una storia del genere.
Tuttavia, non posso negare che alla fine dei conti mia sia piaciuto: putroppo, non riesco a resistere a un pizzico di romanticismo, nè a mentire quando dico che non vedo l'ora che esca la serie televisiva.
Pertanto, sconsiglio di prenderlo per un capolavoro sensazionale, si sa che dopotutto l'editore deve fare pubblicità - non a caso, su praticamente tutti i libri fantasy che ho a casa, per esempio, ci sono frasi del tipo "il miglior scrittore fantasy italiano, il re o la regina del fantasy" e chi più ne ha più ne metta. Ma è comunque un libro carino che offre ore di svago piacevole, e non è privo di motivi per cui può risultare apprezzabile, ci sono colpi di scena e, a parer mio, la relazione, non propriamente amorosa, tra America e Maxon è delineata in modo efficace e coinvolgente, cattura l'attenzione del lettore.

 Chiara

lunedì 21 luglio 2014

[Recensione] The Elite di Kiera Cass

Voi che cosa pensate quando, dopo aver letto il primo libro di una serie, scoprite che il secondo vale poco o nulla e non riuscite a capacitarvi di come sia diventato un best sellers? Date fiducia alla saga e andate avanti con gli altri volumi oppure massacrate il libro in questione e rinunciate? Dopo aver letto The Elite di Kiera Cass, questo è il dubbio a cui ancora non so dare una risposta. Il primo mi era piaciuto, e malgrado tutto sono curiosa di sapere come andrà a finire, ma santo cielo, non si può fare un libro intero sulle fisime mentali di un solo personaggio!! O no?


TITOLO: The Elite ( The Selection #2)
TITOLO ORIGINALE: The Elite
AUTORE: Kiera Cass
CASA EDITRICE: Sperling&Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 297

TRAMA

"Trentacinque ragazze. Così era cominciata la Selezione. Un reality show che, per molte, rappresentava l'unica possibilità di trovare la via d'uscita da un'esistenza di miseria. L'occasione di una vita. L'opportunità di sposare il principe Maxon e conquistare la corona. Ma ora, dopo le prime, durissime prove, a Palazzo sono rimaste soltanto sei aspiranti: l'Elite.
America Singer è la favorita, eppure non è felice. Il suo cuore, infatti, è diviso fra l'amore per il regale e bellissimo Maxon e quello per il suo amico di sempre, Aspen, semplice guardia a Palazzo. E più America si avvicina al traguardo più è confusa. Maxon le sa regalare momenti di pura magia e romanticismo che la lasciano senza fiato. Con lui, America potrebbe vivere la favola che ha sempre desiderato. Ma è davvero ciò che vuole?Perché allora ogni volta che rivede Aspen si sente trascinare dalla nostalgia per la vita che avevano sognato insieme? America ha un disperato bisogno di riflettere. Mentre lei è tormentata dai dubbi, il resto dell'Elite però sa esattamente ciò che vuole e America rischia così di vedersi scivolare via dalle dita la possibilità di scegliere... Perché nel frattempo la Selezione continua, più feroce e spietata che mai."

RECENSIONE

Non è mai bello quando un libro delude le aspettative, così come non lo è quando succede con qualsiasi altra cosa. Non sapevo bene cosa aspettarmi nel caso di The Elite, però l'ho addocchiato fin da quando è uscito, complice anche la cover sicuramente intrigante. Anzi, sono rimasta talmente ammaliata dalla copertina che solo dopo aver effettuato l'acquisto online su Amazon mi sono resa conto del prezzo del libro: esattamente euro 17,90, una cifra ingiustificata sia per lo spessore del libro, sia per la qualità della storia.
Già con The Selection, il primo volume di quella che spero si limiti ad essere una trilogia, avevo sentito un certo odorino di "prodotto commerciale", e quando scrivo "prodotto commerciale" intendo dire un libro che rispecchia perfettamente i gusti e gli interessi del mercato del momento, e punta ad una fascia di età che, per un motivo o per l'altro, non ha esattamente gli strumenti per giudicare se un'opera sia di qualità o meno. Insomma, un qualcosa che vive più delle tendenze del mercato che della sua propria qualità.
Purtroppo questa impressione non è stata cancellata, ma anzi è stata ribadita da questo secondo volume.

Riprendendo quello che Gustave Flaubert disse di Madame Bovary, questo è un libro su niente, soltanto che a differenza del capolavoro dello scrittore francese non si sorregge nemmeno sullo stile, dato che questo non ha nulla di particolare.

Mi vengono in mente solo tre aspetti da prendere in considerazione in questa recensione, perché praticamente nel libro non succede nulla: tutta la storia è incentrata sulle paranoie di America Singer, la protagonista che, se nel primo libro se la cavava, qui mi è risultata davvero insopportabile e a tratti patetica.
1. America è ancora indecisa tra Maxon e Aspen e non è in grado di prendere una decisione, ma i suoi sentimenti sono troppo altalenanti per i miei gusti. Prima vuole Maxon, però poi pensa di non essere degna della corona e di preferire Aspen, poi si scopre supergelosa del principe, ma ancora non sa lasciare Aspen e via di questo seguito, è tutto un tira-e-molla davvero stressante e monotono. Qui non si tratta di aver a che fare con un personaggio complesso e alle prese con sentimenti difficili. Probabilmente l'intento della Cass era quello, ma la mia impressione è stata ben diversa, ossia che l'autrice, non avendo molto da scrivere per l'impostazione stessa che ha voluto dare alla trama, non aveva altra scelta se non quella di colmare 300 pagine riempiendole con le fisime mentali di America. Non ho incontrato un personaggio complicato, ho trovato una ragazza incoerente e incapace di scegliere, che non sa nemmeno quello che vuole e alla fine diventa davvero insopportabile.

2. Maxon, il principe che deve scegliere la sua futura moglie tra le ragazze rimaste nell'Elite, è riuscito a conquistare il mio... odio. Raramente mi capita con personaggi maschili, soprattutto se di rango elevato, ma davvero non sono riuscita a farmelo piacere. L'ho trovato molto diverso dal primo libro, più scostante, anche lui incoerente, a tratti perfino falso, dice una cosa e poi ne fa un'altra, promette ma poi si comporta in modo che porta non solo America, ma anche il lettore a dubitare della sua onestà. Sarà che dopo aver reincontrato Jace di Shadowhunters, uno come Maxon al confronto è uno senza spina dorsale. Peccato, però, ammetto che mi dispiace. Faccio il tifo per Aspen, lo confesso, anche se lui ha un ruolo marginale in questo secondo episodio, però lo trovo molto più adatto ad America. 
A parer mio, Maxon e America non sono per nulla una bella coppia.

3. Il Palazzo reale di Illéa, lo stato in cui è ambientato il romanzo, sorto dalle ceneri dell'America dopo la Quarta Guerra Mondiale, viene più volte preso d'assalto da dei ribelli, che riescono a intrufolarsi nelle varie stanze e devastare gli ambienti, lasciando scritte sui muri. Visto che non si fa cenno nel romanzo a particolari armi possedute da questi ribelli e che c'è un continuo viavai di guardie nel palazzo, mi è venuto spontaneo chiedermi come fosse possibile che un gruppo di dissidenti riesca a passare, per più volte, i confini del palazzo reale. Insomma, dopo il primo attacco, non sarebbe stato ovvio aumentare la sicurezza e circondare il palazzo in modo che nessuno potesse nemmeno avvicinarsi senza essere visto?? A me sembra la conseguenza più logica, ma per la Cass evidentemente non è così. D'altronde, senza questi devastanti attacchi ( effettuati senza macchine, anzi, i ribelli sono a piedi e hanno tutto il tempo di fare man bassa di libri nelle sale del palazzo) non ci sarebbe la possibilità per America di dubitare ancora di più di Maxon.

Raramente un libro mi ha lasciato, al termine della lettura, un disagio direi quasi fisico, il rapporto tra America e Maxon, così ambiguo, così altalenante, così instabile mi sembra tanto un modo per allungare semplicemente la distanza tra il primo volume e la conclusione, che spero risollevi un po' il livello di questa serie. E se c'è una cosa che detesto dei libri, è proprio quando mi danno la sensazione di non reggersi su niente, come in questo caso. Quel che mi preoccupa, è il fatto che sia un bestesellers...mi chiedo come abbia fatto a diventarlo e, soprattutto, quanti e quali libri ha letto chi crede di trovarsi davanti ad un capolavoro...

E adesso, sono curiosa di sapere che cosa ne pensate voi!




domenica 20 luglio 2014

Libri sulla tela #2

Buona domenica a tutti! Ecco il quadro di questa settimana:


Una bella lettura in riva al mare, con la brezza marina che accarezza la pelle e un po' di sana ombra mi fa molta, ma molta voglia :) A voi no? ;)



venerdì 18 luglio 2014

(Progetto trasloco #2) [Recensione] La vita accanto di Mariapia Veladiano

 
 Ho deciso di traslocare. No, in realtà non cambio casa, ma ho deciso di portare tutte le recensione che erano state pubblicate sul mio primo blog, "Goccia blu", su "Libri del cuore e cuori di libri", prima che Libero mi disattivi il profilo... Blogger è decisamente meglio come piattaforma, offre molte più possibilità ed è anche più facile da gestire, per cui per non perdere le mie vecchie recensioni ve le riproporrò qui. Quindi, dove compararià la scritta "Progetto trasloco", sappiate che si tratta di recensioni vecchie, scritte anche anni fa, e non di quelle dei libri che sto leggendo in quel momento.
 

Titolo: La vita accanto
Autore: Mariapia Veladiano
Collana: Stile Libero Big
Anno di pubblicazione: 2011 ( 4° edizione)
Pagine: 163
Note: Vincitore del " Premio Calvino 2010"

 TRAMA

"Una bambina brutta è grata a tutti per il bene che le vogliono, sta al suo posto, ringrazia per i regali che sono proprio quelli giusti per lei, è sempre felici di una proposta che le viene rivolta, non chiede attenzioni o coccole, si tiene in buona salute, almeno non dà preoccupazioni dal momento che non può dare soddisfazioni. Una bambina brutta vede, osserva, indaga, ascolta, percepisce, intuisce; in ogni inflessione di voce, espressione del viso, gesto sfuggito al controllo, in ogni silenzio breve o lungo, cerca un indizio che la riguardi, nel bene e nel male. Teme di ascoltare qualcosa che confermi quello che sa già, e cioè che la sua esistenza è una vera disgrazia.
Spera di sentire una parola che la assolva, fosse pure di pietà. Una bambina brutta è figlia del caso, della fatalità, del destino, di uno scherzo della natura. Di certo non è figlia di Dio."

RECENSIONE

Protagonista di questo libro è Rebecca, una bambina talmente brutta da sconvolgere la vita della sua famiglia e turbare quanti la vedono. Fin dalla nascita le cose per lei non sono facili:il padre, ginecologo, è spesso assente e si sente inadeguato a prendersi cura di un simile abominio, la madre è caduta in una forte e muta depressione subito dopo il parto, la zia, gemella del padre ed esuberante musicista, la mostra un affetto destinato a scomparire ben presto, assieme a lei. Solo Maddalena, vedova a cui un incidente ha tolto marito e figli, assieme a Lucilla, compagna di classe, sembrano volerle davvero bene, al di là del suo aspetto.
Tenuta nascosta agli occhi del mondo a causa della sua bruttezza fino alle elementari, Rebecca cresce con la musica, suonando il pianoforte come le ha insegnato zia Emilia, sperando sempre che quelle note raggiungano il cuore della madre, costantemente presente come un'ombra nera nella sua vita. Tra lo scherno e i sussurri dei compagni di classe, la forza di chi cerca di difenderla e di chi invece la reputa un oltraggio per i proprio figli, tra certezze che si rivelano sempre meno solide fino a sgretolarsi, nel bene e nel male, la bruttezza di Rebecca la segue dappertutto, rendendole difficoltoso, malgrado il suo grande talento, perfino l'entrata in conservatorio.
Alla fine Rebecca saprà trovare il proprio posto nel mondo: dietro un sipario, a prestare le proprie dita e la propria musica a giovani e belle attrici che, a differenza di lei, non hanno nulla da temere dal mondo.
E' il primo libro che leggo di quest'autrice, per cui non posso fare paragoni con le sue eventuali altre opere.  Il libro è risultato essere vincitore del "Premio Calvino 2010", cosa che comunque non giustifica assolutamente il suo prezzo: 16 euro per appena 163 pagine stampate. " La vita accanto" si è rivelata una lettura leggera, bastano poco più di un paio di ore per finire il libro, tuttavia proprio la sua brevità è, a mio parere, la sua più grande debolezza: manca il tempo di affezionarsi ai personaggi, non si ha la possibilità di capirne a fondo la psicologia, di immergersi nella realtà raccontata in prima persona da Rebecca, consapevole di essere brutta, ma tuttavia, nel suo profondo, non rassegnata alla sorte che il destino sembra avere in serbo per lei, e cioè quella dell'isolamento e della quasi totale solitudine. Anche se non tenta mai approcci, Rebecca è consapevole della propria bruttezza e ha imparato a conviverci, ma alla fine, malgrado tutto, riuscirà a fare della musica il suo lavoro.
I personaggi, pur distinguendosi gli uni dagli altri per determinate caratteristiche peculiari, mancano di un vero spessore, risultano solamente come attori marginali nella recita della piccola Rebecca.
Più volte, durante la lettura, ci sono stati attimi di confusione:fin dalle prime pagine infatti l'autrice inserisce elementi e indizi che riguardano sia il passato che il futuro della protagonista ma che vengono spiegati solo nei capitoli successivi, con flashback e flashforward che spesso si confondono fra loro in quanto non sempre ci sono indicazioni di tempo per capire quando si tratta di uno e quando dell'altro. Per esempio, in un capitolo ci si ritrova sbalzati avanti di dieci anni, senza preavviso, in quello successivo si ritorna bruscamente indietro, all'infanzia della protagonista, periodo che continua ed essere spiegato fino ad un altro "salto".
Lo stile è semplice, non particolarmente ricercato, scorrevole e questo contribuisce a rendere il libro mai noioso, mai banale ma sempre piacevole, con l'aggiunta di anche qualche elemento sorpresa, per quanto piccolo.
Si arriva fino alla fine quasi senza problemi, passando attraverso tutta la vita, o meglio l'esistenza, di Rebecca.
Tuttavia, benchè la Veladiano illustri con dovizia di particolari cosa significhi essere diversi, non riesce ad avvolgere il lettore, a coinvolgerlo abbastanza da trasportarlo all'interno della storia, forse anche a causa della tecnica narrativa che molto spesso, anziché mostrare o anche solo raccontare, tende a far intuire aspetti ed episodi. Le descrizioni, benché essenziali, sono in realtà molto brevi e sommarie, e ciò non aiuta a percepire la storia. E' come se il dolore, di cui forse la scrittrice avrebbe voluto rivelare l'essenza al lettore, non riuscisse a staccarsi dalle pagine del libro, restando così imprigionato tra segni d'inchiostro.
"La vita accanto" non è un libro noioso, ma manca di quello "spessore" ( anche fisico) che va al di là di ciò che è narrato e dei suoi contenuti e che, al termine della lettura, lascia un sapore particolare in bocca e nell'anima.


giovedì 17 luglio 2014

[Recensione] Moonlight di Connie Furnari





TITOLO: Moonlight
AUTORE: Connie Furnari
GENERE: Urban Fantasy, Werewolf, Young adult
Disponibile gratuitamente sul sito dell’autrice: http://conniefurnari.blogspot.it/p/blog-page.html


Aveva già sentito parlare della Furnari su altri blog e soprattutto del suo romanzo “Stryx- il marchio della strega”, in maniera generalmente molto positiva. Quindi quando, scuriosando sul web, ho scoperto i download gratuiti di alcune sue opere sul suo blog, mi sono letteralmente fiondata. Ho scelto “Moonlight”, una storia di Licantropi ambientata nel paesaggio urbano di New York.
Partiamo subito col dire che generalmente le storie alla “Romeo e Giulietta” mi danno la nausea, ma questo (mea culpa) era scritto nella trama e quindi me la sono cercata. Ho cercato di leggerlo senza fare troppo la prevenuta ma mi è risultato veramente difficile. Mi sembrava tutto molto scontato, ripetitivo, alla fine di ogni scena mi sembrava già di sapere la successiva. Quindi pur trattandosi di un racconto di poche pagine mi è sembrato veramente molto noioso. Ovviamente ripeto, non sono un’amante del genere e quindi non escludo che a un appassionato possa piacere.
Neanche i personaggi mi hanno entusiasmata parecchio, potevano essere decisamente più approfonditi nonostante le poche pagine.
La prosa non è male, non è scorretta e si lascia leggere senza problemi, ma per nulla eccezionale e a tratti un po’ scialba. Il POV non mi sembra gestito sempre in maniera ottimale, causando talvolta un fastidioso effetto “mal di testa”. Se vogliamo essere più precisi, le scene di combattimento mi sono sembrate quelle peggio orchestrate. Sono frettolose, poco dettagliata, con un POV ballerino, per riassumere un gigantesco polpettone in cui si fatica a capire “chi fa cosa a chi”.
In generale, credo che a questo racconto, seppur breve, serva un’accurata revisione o una buona passata di editing, perché tutti i problemi relativi alla prosa sono facilmente risolvibili. Per quanto riguarda la trama, bhè quello che dovevo dire l’ho detto, ma ripeto, non sono il tipo di pubblico adatto a questo genere di storie.
Chiudo questa recensione lampo facendo i miei auguri a Connie Furnari per i futuri scritti, spero di riuscire a breve a leggere “Stryx”.

Baci, 
Ziggy.

mercoledì 16 luglio 2014

WWW Wednesday # 3

WWW Wednesdays è la rubrica, ideata dal blog Should Be Reading, per partecipare alla quale basta rispondere queste tre domande:
Cosa stai leggendo?
Shadowhunters - Città di Cenere di Cassandra Clare, ma contemporaneamente ho per le mani un manoscritto segreto che la mia casa editrice mi ha inviato in valutazione... non vedo l'ora di leggere entrambi!

Cosa hai appena finito di leggere?


  Finalmente ho terminato Blado 457 - Oltre la barriera del tempo di Erika Corvo. Dico finalmente perché, avendolo letto in PDF sul Kindle, prima di finirlo ho dovuto ricaricare il tableto un sacco di volte...ma in compenso mi è piaciuto!

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?
Eh, non ci ho ancora pensato, devo scegliere...per ora mi concentro sul manoscritto segreto, poi vedrò.
Tra i candidati ci sono L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera, Il Signore degli Anelli -Il ritorno del Re di J.R.R.Tolkien e un po' di ebook in arretrato... ci penserò!

lunedì 14 luglio 2014

[Recensione] Shadowhunters - Città di Ossa di Cassandra Clare

Eccomi qui a parlare di un libro urban fantasy tra i migliori che abbia mai letto, ovvero Shadowhunters - Città di Ossa di Cassandra Clare. Il libro è uscito qualche anno fa e ormai è ben noto ai cultori del genere, anche grazie al film, ma ciononostante voglio dedicargli comunque una bella recensione, che sarà seguita a breve ( almeno spero) da quelle degli altri libri della saga. E allora cominciamo!


TITOLO: Shadowhunters - Città di Ossa (#1)
TITOLO ORIGINALE: The Mortal Instruments- City of Bones
AUTORE:  Cassandra Clare
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DIPUBBLICAZIONE: 2007
PAGINE:525

TRAMA

"Al Pandemonium Club di New York si fanno strani incontri. Seguendo un affascinante ragazzo dai capelli blu nel magazzino del locale, Clary vede tre guerrieri coperti di rune tatuate circondarlo e trafiggerlo con una spada di cristallo. Vorrebbe chiamare aiuto, ma non rimane nessun cadavere, nessuna goccia del sangue nero esploso sull'elsa e soprattutto nessuno da accusare, perché i guerrieri sono Shadowhunters, cacciatori di demoni, e nessun altro, tranne Clary, può vederli. Da quella notte il suo destino si lega sempre più a quello dei giovani cacciatori, soprattutto a quello del magnetico Jace: poteri che non aveva mai avuto e ricordi sepolti nella sua memoria cominciano a riaffiorare come se qualcuno avesse voluto tenerglieli nascosti fino ad allora. Clary desidera solo ritrovare la madre misteriosamente scomparsa, ma sarà coinvolta in una feroce lotta per la conquista della Coppa Mortale, una lotta che la riguarda molto più di quanto creda..."

RECENSIONE

Devo dire che questa è una delle poche recensioni che abbia mai fatto su un libro già letto, e questo rende tutto molto più difficile. Non è semplice essere obiettivi quando già dal principio si conoscono tutti i colpi di scena non solo del libro in questione, ma anche dei seguiti. Con la lettura mi sono fermata al quarto libro della saga e, in occasione dell'uscita del volume conclusivo, ho deciso di terminare la serie riprendendo in mano anche i libri già letti. Per cui, come parlare di colpi di scena, di suspance e tutto quanto di solito rientra in una recensione?

Posso cominciare con il dire che mi ricordavo che la saga della Clare mi era piaciuta moltissimo e che la rilettura non ha fatto altro che rinfrescarmi la memoria sul perché avessi dato a questo libro un giudizio pieno. E' decisamente un urban fantasy perfettamente riuscito e adoro il personaggio di Jace, come credo qualunque altra lettrice, ma anche gli altri non sono male, in particolare, come non farsi spuntare un sorriso di fronte alle stramberie di Magnus Bane?
E' chiaro che ci sono alcuni elementi che sono presenti in moltissimi altri fantasy ( d'altronte, in caso contrario non verrebbe considerato tale), per esempio il fatto che la protagonista non sia chi crede di essere e scopre di essere "speciale", il fatto che il ragazzo più bello di tutto il libro si avvicini proprio a lei, la presenza di licantropi, vampiri e molti altri esseri magici, ma tuttavia questo non fa altro che arricchire il romanzo. Anzi, la Clare, devo riconoscerlo, ha avuto la capacità di non cadere nei cliché come purtroppo molto spesso accade. Soprattutto, i suoi vampiri bevono sangue umano e non brillano al sole!

La trama è molti intrigante e popolata dai più disparati personaggi, ciascuno con una propria definita fisionomia. E non vorrei sembrare una di quelle ragazzine che si mettono a sbavare dietro a un personaggio inventato, ma Jace, il Cacciatore che Clary incontra per la prima volta al Pandemonium mentre sta uccidendo un demone, è davvero un capolavoro di personaggio. Non è solo coraggioso, forte e abile - sì, anche se è un po' incredibile, a diciassette anni ha ucciso più demoni di chiunque alla sua età - ma è anche complesso, ha una psicologia molto complicata ma ben costruita, il che lo fa sembrare ancora più vero e reale. Quello che mi piace di più di lui sono le sue battute: assolutamente folgoranti! Tanto che, mano a mano che la storia si dispiega, c'è anche la possibilità di qualche sorriso inaspettato.
Clary invece non è chissà che, ma ho incontrato protagoniste peggiori e posso dire che comunque è non riuscita male.

Un'immagine di Jace tratta dal film
 Mentre Clary cerca di ritrovare sua madre Jocelyn, misteriosamente scomparsa dopo che il suo appartamento è stato invaso da demoni, ha anche la possibilità di crescere e di scoprire cose sul suo passato che non avrebbe mai immaginato. Può ricostruire le sue origini di Shadowhunters, origini che la porteranno incredibilmente vicina a Valentine, il Cacciatore che quasi vent'anni prima ha dato origine alla Rivolta per eliminare i Nascosti , ossia tutte le creature che non sono completamente umane. E si avvicinerà anche a Jace, o almeno entrambi ci proveranno, ma il finale..beh, capita di rado di trovarne di così eclatanti, e questo è davvero una bomba. Questo lo posso dire con una cerca sicurezza, avendo letto anche alcuni altri libri della saga: la Clare ha la strabiliante capacità di rovesciare ogni convinzione del lettore, e non si limita a farlo una volta, ma lo ripete in modo del tutto imprevedibile per più volte, tanto che non si è mai certi di poter essere sicuri di aver capito tutto e, soprattutto, di averlo capito davvero.
Insomma, in questo libro troviamo creature fantastiche, una stirpe di Cacciatori con sangue d'angelo nelle vene, storie d'amore che si intrecciano, rivelazioni-bomba, combattimenti e azione, ossia tutto quanto di solito ricerco in un libro. Lo dico senza riserve: "Città di Ossa" mi è proprio piaciuto e so che anche gli altri non deluderanno.
Consigliatissimo agli amanti del genere, ma anche ai lettori di buon gusto.



domenica 13 luglio 2014

Libri sulla tela # 1

Come passare le ultime ore di una domenica pomeriggio nuvolosa, stando a casa e con un sacco di cose da fare, senza tuttavia avere voglia di mettercisi davvero? Per passare il tempo ho pensato che forse potevo cominciare a cambiare un po' la grafica ( copertina e immagine profilo, in realtà ) della pagina facebook di Libri del cuore e cuori di libri, e spulciando su Google immagini ho avuto quella che potrebbe essere una bella idea, o che per lo meno non ho visto fare da altri blog. Mi sono chiesta: perchè non ricercare dipinti, famosi e non, in cui fossero presenti dei libri, e creare una rubrica in cui mostro quelli che mi hanno colpita di più?
E visto che non è un impegno pesante, ho deciso di fissare questo appuntamento per la domenica pomeriggio, ma come sempre non garantisco una regolarità assoluta.
Il dipinto che più mi è piaciuto, e che non a caso ho scelto anche come copertina per la pagina, è questo: 

Dipinto di Sandra Hayen

Personalmente anche io adoro leggere sull'amaca, e l'estate scorsa ho passato pomeriggi interi a leggere in santa pace, nel silenzio allietato solo dalle cicale e dagli uccellini, ma purtroppo il tempo pazzo di quest'anno non mi consente di trascorrere lunghe ore all'aperto, ma soprattutto, con tutta la pioggia che c'è stata, l'amaca si è letteralmente sfasciata, per cui non se ne fa più niente purtroppo :(

E voi? Avete un quadro a tema libresco che vi ispiri particolarmente?

Chiara