martedì 30 settembre 2014

Month in review - Settembre 2014

 Mi sembra perfino impossibile che ormai anche settembre se ne sia andato O.o, e siamo già ad ottobre. Se non fosse banale esclamerei "comescorreinfrettailtempo!". Oggi sono qui per farvi un breve riassunto delle letture che sono riuscita a portare a termine quest'ultimo mese. Non sono moltissimi libri, ma sono comunque soddisfatta visto che pensavo non sarei riuscita a leggere moltissimo tra il trasferimento a Pisa e l'inizio dell'università! 

In questo mese appena passato ho divorato uno dietro l'altro i volumi di The Infernal Devices/ Shadowhunters - Le Origini della Clare. I primi due non mi hanno convinta al 100%, ma l'ultimo mi è piaciuto un sacco!


Questo mese ho aggiunto un altro grande classico alla mia libreria, ovvero Cime tempestose di Emily Bronte. Non l'ho trovato noioso, ma di sicuro non era la storia d'amore che avrei voluto... e non capisco come si possa considerare Heathcliff un personaggio romantico, mah!














Mareneve di Gianluca Ranieri Bandini è uno dei motivi per cui ho cominciato a storcere il naso sentendo parlare di autopubblicazioni. E' quasi una storia per bambini, molto prevedibile, scritta in modo fin troppo semplice. Se fossi stata nell'autore l'avrei tenuta nel cassetto ancora per un po' prima di farla leggere a qualcuno...











Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi, pur essendo anche questo un'autopubblicazione, invece mi è piaciuto molto, malgrado qualche pecca dovuta soprattutto alla sovrabbondanza dello stile, che se all'inizio è molto poetico, poi rischia di diventare ridondante e di appesantire la storia... ma comunque una lettura davvero molto piacevole e profonda!











Nel complesso, questo mese ho letto sei libri, di cui due in ebook ( gli ultimi due dell'elenco), più un altro ancora in lettura.  E voi che mi dite invece delle vostre letture dell'ultimo mese?


lunedì 29 settembre 2014

( Progetto trasloco #13) [Recensione] La vita è davanti di Federico Montanari




TITOLO: La vita è davanti
AUTORE: Federico Montanari
CASA EDITRICE: Piazza Editore
COLLANA: I Noni
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE: 315

TRAMA

"Dopo un'infanzia angustiata dalla perdita del padre, Lorenzo - un adolescente timido e insicuro- cerca di uscire dal cerchio delle premure materne alla ricerca di amici e figure di riferimento.
Fra timori, slanci e momenti di sbandamento, giorno dopo giorno, faticosamente, troverà la forza e la fiducia necessarie per superare le difficoltà e seguire una direzione personale positiva. Cruciali nella sua maturazione l'amicizia di un ragazzo più fortunato e l'appoggio discreto del professore di lettere.
Una storia di disagio giovanile e un singolare itinerario di formazione che, non senza imprevisti, vedono il ragazzo aprirsi alla vita, ai grandi interrogativi e agli orizzonti globali nella Treviso del terzo millennio e della grande crisi".

RECENSIONE

Lorenzo è un ragazzo di San Liberale, un paese vicino a Treviso. Frequenta il terzo anno del liceo economico, ma a scuola non è un granché: si sente distratto, con la testa fra le nuvole, incapace di concentrarsi e ha serie difficoltà in alcune materie, tanto che ad un certo punto penserà di non farcela e di ritirarsi, per riprovarci l'anno successivo.
La sua vita non è facile: la sua famiglia è costituita dalla madre Anna, a volte eccessivamente protettiva e ansiosa nei suoi confronti, e dal nonno. Il padre si è suicidato, per debiti di gioco, quando lui aveva soltanto sei anni.
Lorenzo si sente sull'orlo di un baratro, di un nero abisso pronto ad inghiottirlo in qualsiasi momento, al suo primo cenno di disattenzione. Non ha amici e gli sberleffi dei "griffati", i bulli della classe, di sicuro non aiutano il suo umore.
Quando, a seguito del furto del suo motorino, uno studente più grande gli chiederà un passaggio a casa sulla sua bicicletta, Renzo verrà in contatto con una compagnia che lo coinvolgerà in "bravate giovanili", da cui però il ragazzo prende ben presto le distanze. Deciso a passare l'anno, si rimbocca le maniche e, faticosamente, riesce ad ottenere la promozione.
L'estate segna per lui un punto di svolta: conosce Irene, trova lavoro in un conservificio e avrà quindi la possibilità di abbattere la barriera della sua timidezza e di contribuire al bilancio familiare, non proprio roseo. Lentamente, il buco nero si allontana, ma rimane acquattato nell'ombra, in attesa di un momento propizio.
Lorenzo prende anche a frequentare un gruppo di dibattito, dove si riuniscono i giovani per discutere del tema della globalizzazione e dell'economia e in questo modo può ampliare i propri orizzonti, facendo anche la conoscenza di Alice.
Lorenzo riesce, lentamente, ad uscire dal bozzolo della sua infanzia e a vivere nel vero senso della parola, facendosi nuovi amici e trovando un nuovo equilibrio interiore, che però qualcosa minaccerà di rompere...
Se nelle prime pagine ci troviamo a che fare con un bambino spaurito, un adolescente che fatica ad accettare i cambiamenti del suo corpo e che è alla continua ricerca di punti di riferimento, è invece un giovane maturo e consapevole, disposto a vivere alla giornata ma pensando anche al futuro, quello che parla nelle ultime pagine, con i piedi finalmente per terra e la testa non più tra le nuvole, consapevole che la sua vita è davanti.
Il processo di formazione e maturazione di Renzo è al centro di questo romanzo, ambientato nella provincia di Treviso. Renzo è un adolescente come tanti, che sta attraversando un periodo molto critico della propria esistenza. Rispecchia la vita di molti giovani che ancora devono trovare il loro posto nel mondo, non tralasciando nemmeno gli sballamenti e la voglia di conformarsi agli altri.
A dire la verità, la storia fatica un po' a decollare: nella prima parte non si capisce esattamente che cosa l'autore vorrebbe dire, che messaggio vorrebbe trasmettere al lettore, ma verso la metà la storia finalmente decolla, anche perchè non si parla più di scuola ma di vacanza e entra in gioco anche Irene, che porterà Lorenzo a superare anche la barriera "ragazze".
Alla fine di tutto, si può comunque dire che la storia prende, merito anche dello stile fresco e giovanile, benché il libro sia stato ( potrei dire incredibilmente) scritto da un ex preside ormai in pensione, che ha la sua "bella" età.
L'unico difetto di questo libro, secondo me, è la dispersività di primi capitoli: l'autore si sofferma su particolari che si potrebbe definire inutili e che appesantiscono la lettura. Ad esempio, quando il nostro protagonista si ferma davanti ad una pasticcieria, troviamo un elenco dettagliato di tutti i dolci esposti, mentre magari un accenno molto più sommario sarebbe stato meglio. Inoltre, specialmente appunto nei primi capitoli, l'autore non riesce ad astenersi dal "mettere il naso" nella storia, raccontando al lettore tratti dei personaggi e vicende che magari il lettore vorrebbe scoprire da sè o intuire, attraverso i dialoghi e i comportamenti dei suddetti personaggi.
Quando mi è stato regalato questo libro, mi è stato chiesto anche un parere se potesse essere interessante per i giovani e io rispondo che non c'è niente alla fine dei conti che possa fare rispondere di no. E' una lettura leggera, che non richiede più di tanto impegno e nel giro di pochi giorni si fa, e dal momento che sono i giovani i protagonisti di questa storia, ispirata ad una vera, tra l'altro, consiglio loro vivamente questa lettura.

domenica 28 settembre 2014

Curiosando in libreria #1

Con buona pace del mio portafoglio, nella mia posizione attuale sono vicinissima a diverse librerie, quindi credo proprio che puntualmente farò dei giretti per tenere sott'occhio le ultime uscite o semplicemente per annotare qualche mia prossima lettura, per cui dovrete abituarvi a dei post di segnalazione - non necessariamente delle uscite più recenti - dei libri che mi hanno colpita di più. Non nego che molti potreste già conoscerli, ma alla fine questo è anche un modo per tenermi occupata e alimentare un po' il mio blogghettino che, lo confesso, a volte trascuro un po'. 
Uno dei libri che recentemente mi ha colpito ma che non sono proprio sicura di voler comprare è Una piccola libreria a Parigi.


TITOLO: Una piccola libreria a Parigi
AUTORE: Nina George
CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 320

TRAMA

Jean Perdu ha cinquant'anni e una libreria galleggiante ormeggiata sulla Senna, la Farmacia letteraria: per lui, infatti, ogni libro è una medicina dell'anima. Da ventun anni vive nel ricordo dell'amata Manon, arrivata a Parigi dalla Provenza e sparita all'improvviso lasciandogli soltanto una lettera, che Jean non ha mai avuto il coraggio di aprire. Ora lui vive solo in un palazzo abitato dai personaggi più vari: la portinaia che sa tutto di tutti, la pianista solitaria che improvvisa concerti al balcone per il vicinato, il giovanissimo scrittore di successo che però ora è in crisi creativa, la bella signora malinconica tradita e abbandonata dal marito fedifrago. Per ciascuno Jean Perdu trova la cura in un libro: per tutti salvo se stesso. Finché decide di mettersi in viaggio per cercare la donna della sua vita. Verso la Provenza e una nuova felicità. Un romanzo tenerissimo e pieno di speranza, con un protagonista che ha tutto lo charme di un affascinante libraio francese. Un'appassionante e indimenticabile storia d'amore nelle atmosfere incantevoli di Parigi e della Provenza. Un inno alla lettura: che non è un hobby solitario, bensì la più bella delle attività sociali. «Che cosa stai leggendo?» Nessuna conversazione inizierà in modo altrettanto promettente.

L'AUTRICE:
Nina Georgeè nata nel 1973 in Germania e ha iniziato la sua attività di scrittrice e giornalista nel 1992. Autrice di romanzi e racconti, ha vinto numerosi premi. Vive ad Amburgo con il marito scrittore Jens Kramer. Grazie al grande successo in patria, Una piccola libreria a Parigi sarà tradotta in più di venti Paesi nel mondo, compresi gli Stati Uniti. 

L'avevate notato anche voi? Vi ispira?

 

Post alternativo della domenica :)


Buona domenica a tutti voi lettori! Dunque, oggi non avevo voglia di cercare un dipinto o un'immagine a tema libresco che mi piacesse e mi rapresentasse, quindi per questa volta ho deciso di fare un qualcosa di diverso e condividere con voi alcune foto della mia nuova città. Non vi dico qual è perché sicuramente lo indovinerete da soli!






 Ecco qui alcuni scorci della Piazza dei Miracoli con la celeberrima Torre pendente! In una foto potete anche intravvedere l'Arno sovrastato da un meraviglioso cielo azzurro - da quando sono arrivata qui ho avuto la fortuna di trovare un tempo splendido, con temperature piacevolmente calde anche se siamo già in autunno!
L'unico rimpianto? Avrebbe potuto fare questo caldo a luglio e agosto quando avevo canottiere e pantaloncini corti a disposizione, invece pensando di trovare freddo mi sono già attrezzata per l'autunno con magliette e maglioncini, così devo sudare stretta nei jeans!
D'altronde, non si può avere tutto... o sì?
:)



venerdì 26 settembre 2014

( Progetto trasloco # 15 ) [Recensione ] La rosa e il pugnale di M.P.Black





TITOLO: La Rosa e il Pugnale
AUTORE: M.P.Black
CASA EDITRICE: Domino Edizioni
COLLANA: Le Carte Veline
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:164

PROLOGO

"Li ho visti fin da piccola.
La prima volta avevo sei anni
.
Mi trovavo in camera, a giocare con la mia Barbie preferita sopra il piccolo tappeto rosso e peloso che mi era stato regalato dalla nonna.
Un refolo d'aria fredda si era intrufolato tra le ciocche diritte dei miei capelli castani. Ero rabbrividita e ricordo di essermi guardata attorno più volte, con i grandi occhi azzurri ben spalancati.
Fu un'esperienza traumatica.
Loro  si muovevano nella camera come ombre lunghe e scure, che scivolavano sulle pareti per poi appallottolarsi e prendere forme quasi umane.
E ricordo che puzzavano. Associai il loro odore alla carne andata a male, che avevo trovato nella ciotola del mio cane Brick, qualche tempo prima.
Era un odore nauseante, che mi aveva fatto salire dei violenti conati di vomito.
Continuarono ad apparirmi fino al giorno del mio decimo compleanno.
Mentre gustavo una generosa porzione di torta alla crema, che nonna aveva acquistato alla
patisserie di Marcel Arnaud, li vidi scendere da un albero, infiltrarsi tra i miei amici, scivolare sul terreno e assumere forma umana dinanzi a me.
Così urlai, urlai e urlai, senza smettere per quasi un'ora.
Ricordo che mamma dovette chiamare il nostro medico, il Dottor Dubois, che mi somministrò un calmante.
Ma da allora non li vidi più e li cancellai dalla mia memoria.
O per lo meno, questo è quanto credetti, fino al giorno in cui tutto ebbe nuovamente inizio."

RECENSIONE

Comincia così questa nuova storia nata dalla penna di M.P.Black, ormai al suo quinto romanzo, dopo la trilogia di Lisa Verdi e I Guardiani delle Anime - La maledizione della Regina, già recensito su questo blog.
Con " La Rosa e il Pugnale", si cambia scenario e genere: non più un fantasy "classico" ma con tocco fantascientifico - in Lisa Verdi troviamo elfi che impugnano spade laser - nè un "paranormal romance urban fantasy", come lo è invece la sua quarta creazione. Questa volta il lettore si trova tra la mani un romanzo esoterico, in cui fantasmi e misteri la fanno da padroni.
Amélie Morel è una studentessa di architettura e vive tranquillamente nel suo appartamento a Parigi, sulle sponde della Senna, che può ammirare dalle finestre. Quando all'improvviso le viene offerta la possibilità, assieme ad altri studenti selezionati del suo corso, tra cui anche Fleur, la sua migliore amica, di svolgere delle ricerche a Carcassone, patria dei Catari, per stabilire se il restauro della cittadella possa o meno considerarsi un lavoro ben fatto, non si lascerà certo sfuggire l'occasione, malgrado la presenza di Louis, il suo ex ragazzo.
Amélie farà la conoscenza di Jean, anch'egli selezionata ma tra gli studenti dell'Università di Grenoble, che catturerà subito il suo sguardo e le sue attenzioni.
A Carcassone, però, Amélie si troverà ad affrontare eventi che vanno al di là della sua comprensione, portandola ad affrontare gli incubi del suo passato e trascianandola a un passo dalla follia. Ad aiutarla, però, c'è immancabilmente Fleur, e nemmeno Louis farà mancare il sostegno alla ragazza che non ha ancora dimenticato, mentre Jean si manterrà più scettico di fronte alle affermazioni di Amélie di riuscire a vedere i fantasmi che infestano l'albergo nel quale alloggiano.
Un albergo che reca praticamente in ogni stanza quello che è stato presentato alla giovane come lo stemma di famiglia: una rosa rossa, trafitta da un pugnale. Ma si tratta davvero soltanto dello stemma di famiglia, o significa anche qualcos'altro? Amélie non lo sa, ma vorrebbe scoprirlo, come vorrebbe sapere perché soltanto lei riesce a vedere le ombre e lo spettro di colui che, signore della cittadella, si schierò a protezione dei Catari suoi sudditi contro coloro che, inviati dalla Chiesa, intendevano sterminarli. Quando, infine, scoprirà che il suo compito è di ricondurre gli spiriti erranti alla Luce, Amélie sceglierà di aiutare il fantasma che la tormenta, ma dovrà fronteggiare pericoli inattesi e superare difficoltà che tirano in ballo anche il suo cuore, che non ha ancora scortato Louis ma che tuttavia non può rimanere indifferente al fascino di Jean.
E mentre il Male tenta di sopraffarla e Fleur viene rapita, Amélie si renderà conto che il vero pericolo, per lei, non viene dalle ombre, quelle stesse ombre che la terrorizzano fin da bambina, ma da qualcuno di insospettabile, tra le persone più vicine a lei, alla ricerca del leggendario tesoro dei Catari e disposto a tutto pur di riuscire a trovarlo.
Beh, giunti a questo punto, che dire? M.P.Black ancora una volta non delude le aspettative dei suoi fans, regalandoci un'altra avventura ottima da leggere sotto l'ombrellone o in montagna, tra una scampagnata e l'altra, ma anche a casa, insomma, in qualunque posto! Prodotto di grande qualità, soprattutto se si considera i tempi piuttosto ristretti nei quali è stato scritto.
La storia prende fin dai primi capitoli e fila via che è una meraviglia, il libro si legge in poche ore quasi senza accorgersene. Emerge chiaramente una maggior disinvoltura da parte dell'autrice, frutto del lungo esercizio e dell'esperienza fin qui accumulata: se in Lisa Verdi le parti, diciamo, più "piccanti" tra la protagonista e il suo innamorato venivano soltanto fatte intendere, in questa nuova opera, probabilmente destinata ad un pubblico un po' più maturo, M.P.Black assume maggior confidenza con i personaggi e con i loro sentimenti e, di conseguenza, anche con i loro desideri non proprio innocenti e casti. Ma questa nuova destrezza si riscontra anche negli altri aspetti: nello stile asciutto, che non si perde in fronzoli inutili, nelle descrizioni precise ma non ampollose, nella storia stessa, che non si allunga oltre il necessario, anche se magari al lettore avrebbe fatto piacere poter trascorrere qualche ora in più tra le pagine di questo libro. Per il resto, cos'altro si può scrivere senza svelare troppo?
Adesso attendiamo con trepidazione le prossime uscite, che speriamo non siano da meno!

giovedì 25 settembre 2014

[Recensione] Il palazzo della mezzanotte di Carlos Ruiz Zafon

Preso ad un mercatino dell'usato ad un prezzo imperdibile, ho letto questo libro in un paio di giorni, curiosa di sapere se Le luci di settembre fossero un caso nella produzione letteraria di Zafon - in giro ho letto che è il suo romanzo meno riuscito - o se fosse proprio la fama dello scrittore ad essere immotivata....personalmente posso dire che, se anche il libro mi è piaciuto abbastanza, non credo che sia il caso di parlare di un capolavoro...

TITOLO:Il Palazzo della Mezzanotte
TITOLO ORIGINALE: El Palacio de la Medianoche
AUTORE: Carlos Ruiz Zafon
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2010
PAGINE: 299

TRAMA

"Calcutta, 1916. Una locomotiva infuocata squarcia la notte portandosi dietro un carico di morti innocenti. Sotto una pioggia scrosciante, quella stessa notte, un giovane tenente inglese sacrifica la vita per portare in salvo due gemelli neonati inseguiti da un tragico destino. Calcutta, 1932. Ben, il gemello maschio, compie sedici anni, lascia l'orfanotrofio St. Patricks e festeggia l'inizio della sua vita adulta. È anche l'ultimo giorno della Chowbar Society, un club segreto che conta sette orfani come Ben, riunitosi per anni allo scoccare della mezzanotte sotto un tetto di stelle, nella sala principale di un antico edificio in rovina, il Palazzo della Mezzanotte. I sette ragazzi sono sicuri che quella sarà la loro ultima notte insieme, ma il passato bussa alla porta di Ben: la bellissima gemella che non sapeva di avere entra nel Palazzo con una pazzesca storia da raccontare. Le braci dell'incendio di sedici anni prima ricominciano ad ardere. Per tre interminabili giorni i membri della Chowbar Society cercano di decifrare ciò che si nasconde dietro al passato di Ben e di sua sorella, mentre combattono contro un secondo terribile incendio appiccato da un'ombra misteriosa. E, quando ormai l'inferno sembra aver preso il sopravvento e il compiersi del destino inevitabile, il fuoco all'improvviso si spegne... e una candida neve scende sulle strade di Calcutta."


Ricordo che quando è uscito questo libro, lo avevo mentalmente inserito nella mia lista dei desideri. La trama e la copertina - non capita tutti i giorni di vedere una cover con un treno in fiamme - mi avevano inizialmente inspirata, ma poi tra una cosa e l'altra me lo sono lasciato sfuggire, fino a far passare anni prima di prenderlo. E anche dopo anni devo dire che non è stato un'acquisto programmato, come ho già detto, ma ho semplicemente deciso di cogliere al volto un'occasione.
Il Palazzo della Mezzanotte non è esattamente quello che mi sarei aspettata. Anzi, non è affatto quello che mi ero aspettata leggendo la trama. Innanzitutto, l'impostazione generale è ancora una volta quella di un libro per bambini, ai limiti del fiabesco, anche se la visione complessiva è abbastanza disincantata quando si parla della miseria di Calcutta e dei lati più oscuri dell'animo umano.
Un particolare che mi ha lasciata abbastanza perplessa sono stati i personaggi. ragazzi di sedici anni che, oltre ad essere caratterizzati in modo abbastanza sommario, e per lo più dalla voce dello stesso scrittore, si comportano come bambini con metà dei loro anni. Non metto in discussione il coraggio che tutti loro dimostrano nel corso della storia, però automaticamente, leggendo le loro battute e dei loro ritrovi a questo fantomatico Palazzo della Mezzanotte, un casermone abbandonato di Calcutta, non ho potuto fare a meno di immaginarmeli non come dei ragazzi, ma come dei bambini. Per tutta la durate della lettura ho avuto proprio questa impressione, di leggere un libro pensato e scritto per dei bambini - e in effetti inizialmente fu pubblicato nella narrativa per ragazzi - mascherato da libro per adulti.

Come poi mi hanno fatto notare altre recensioni intraviste brevemente su aNobii, c'è molta magia/soprannaturale, per cui non si può parlare di una storia davvero realistica.
Elemento conduttore di tutta la storia è lo spettro di un treno che nel 1916, durante l'inaugurazione di Jheeters's Gate, quella che avrebbe dovuto diventare la stazione più innovativa di tutta Clacutta, progettata dal padre dei due gemelli, prese fuoco con a bordo 365 bambini orfani. Il cattivo della storia è Jawahal, una specie di spirito del fuoco la cui origine e i cui segreti si legano in modo indissolubile con il passato dei gemelli.
Anche in questo caso, la costruzione della trama mi è piaciuta, ma, sarà che sono ormai abituata a libri più lunghi e complessi, il suo svoglimento mi ha lasciata un po' insoddisfatta. In particolare, ritengo che il finale sia un po' troppo semplicistico, si risolve tutto senza che quasi (quasi) nessuno si faccia male... è vero che il pericolo c'è, che la possibilità che qualcuno si faccia male sul serio non manca, ma dal modo in cui la storia viene condotta fin dall'inizio fa pensare al lettore che, comunque vadano le cose, tutto si risolverà sicuramente per il meglio. Qualcuno potrebbe anche rimetterci la pelle, ma la cosa, a essere sinceri, non mi ha coinvolto molto.

E questo purtroppo è un difetto di tutto il libro: nemmeno Il Palazzo della Mezzanotte è riuscito a catturarmi come altri libri hanno saputo fare. L'ho letto con interesse e senza mai pensare di abbandonare la lettura, anche perché le 300 pagine sono scritte in caratteri piuttosto grandi.
Alla fine dei conti questo libro si è rivelato una lettura leggera e piacevole, ma a parer mio ben lungi dal poter essere definita un capolavoro.


 

mercoledì 24 settembre 2014

W...W...W...Wednesday #10

Buon mercoledì! Ed è davvero un mercoledì buono visto che non ho nemmeno lezione ( solo per questa settimana) e quindi posso fare le cose con mooolta calma! Ecco qui l'aggiornamento delle mie letture settimanali. Potete partecipare anche voi rispondendo a queste semplici domande:




Cosa stai leggendo?


Fino all'ultimo respiro di Rebecca Domino, gentilmente inviatomi dall'autrice in formato PDF.

Cosa hai appena finito di leggere?

 
Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi. Finalmente un'autopubblicazione che merita davvero di essere letta!

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?



Come lacrime nella pioggia di Sofia Domino, anche questo inviatomi gentilmente dall'autrice.

Adesso tocca a voi! Cosa state leggendo al momento?

martedì 23 settembre 2014

Segnalazione doppia! Rebecca e Sofia Domino - due romanzi con iniziative benefiche

Buongiorno gente, oggi vi segnalo due giovani autrici esordienti, Rebecca e Sofia Domino, due sorelle che hanno da qualche mese pubblicato i loro nuovi libri! Cominciamo con Rebecca Domino e il suo "Fino all'ultimo respiro".

TITOLO: Fino all'ultimo respiro
AUTORE: Rebecca Domino
CASA EDITRICE: autopubblicato
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 19 maggio 2014
PAGINE: 290
PREZZO: Gratuito

TRAMA

Allyson Boyd è una diciassettenne come tante, nata e cresciuta ad Avoch, piccolo paesino scozzese. Un giorno deve andare a portare dei compiti a una ragazza della sua stessa scuola, Coleen Hameldon, e la sua vita cambia per sempre. Perché lei e Coleen diventeranno migliori amiche. E perché Coleen sta lottando da due anni e mezzo contro la leucemia. 
Nella vita di Allyson entrano parole come chemioterapia, effetti collaterali, trapianto di midollo osseo, ma Coleen non vuole compassione. Vuole solamente una vita normale; una vita fatta di risate, scherzi, esperienze, viaggi, musica, chiacchiere e confidenze, fino a quando non sarà costretta a prendere una decisione che cambierà la sua vita, quella di Allyson e delle altre persone che le vogliono bene. 
È possibile non avere paura della morte? 
Ed è possibile insegnare a vivere?
Una storia sulla speranza, un inno alla vita. Un romanzo che ci ricorda il coraggio quotidiano di tutti gli adolescenti che lottano contro il cancro e quello degli amici al loro fianco.
Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1984, e da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo aver messo da parte questa mia grande passione per molti anni, sono tornata a scrivere e adesso è ciò che mi piace di più fare. Sono anche un'appassionata viaggiatrice e lettrice. "Fino all'ultimo respiro" è il mio secondo romanzo; "La mia amica ebrea" è il mio romanzo d'esordio.

Siti e link utili:
Info per le donazioni: http://rebeccadomino.blogspot.it/p/supporta-teenage-cancer-trust.html

Sito utile: http://rebeccadomino.blogspot.it

Pagina Goodreads: http://www.goodreads.com/book/show/21976662-fino-all-ultimo-respiro

Pagina Facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/pages/Rebecca-Domino/693040774089231?skip_nax_wizard=true
L'autrice ricorda che se volete leggere il suo romanzo potete mandarla una mail a rebeccaromanzo@yahoo.it e ve lo invierò volentieri. Incoraggia i suoi lettori a fare una donazione libera e sicura sulla sua pagina raccolta fondi di Justgiving.com, per l'ente benefico "Teenage Cancer Trust".

Ora tocca invece a Sofia Domino e al suo "Come lacrime nella pioggia"!

TITOLO: Come lacrime nella pioggia
AUTORE: Sofia Domino
CASA EDITRICE: autopubblicato
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 19 maggio 2014
PAGINE: 281
PREZZO: Gratuito
TRAMA
 A ventidue anni Sarah Peterson è una comune ragazza di New York, appassionata di fotografia e di viaggi.
A quindici anni Asha Sengupta è una giovane ragazza indiana, venduta come sposa da suo padre.
D’improvviso il presente di Sarah s’intreccia con quello di Asha. L’amicizia tra due ragazze, diverse ma uguali, spiccherà il volo. Non solo Sarah si ritrova, con il suo fidanzato, a vivere per lunghi periodi in un villaggio remoto dell’India, ma scoprirà che cosa si nasconde in un Paese magico e allo stesso tempo terrorizzante.
Asha farà di tutto per lottare per i suoi sogni, per avere dei diritti paritari a quelli degli uomini e per continuare a studiare, perché non vuole sposarsi così giovane, e non vuole sposare chi non ama. Sarah si schiererà dalla sua parte, ma nel suo secondo viaggio in India scoprirà che Asha è scomparsa. 
Liberarla dalla trappola in cui è caduta, per Sarah diventerà un’ossessione.
Un romanzo che fa luce su una verità dei giorni nostri, una storia di violenze, di corruzioni, di diritti negati. Una storia sull’amicizia. 
Una storia in grado di aprire gli occhi sull’India, il Paese peggiore in cui nascere donna.

Breve biografia dell'autrice: sono nata nel 1987 e sin da quando ero piccola mi piaceva scrivere temi e racconti. Adesso la scrittura è la mia passione principale. Oltre a scrivere adoro leggere e sognare. Inoltre, viaggio non appena posso. "Come lacrime nella pioggia" è il mio secondo romanzo; "Quando dal cielo cadevano le stelle" è il mio romanzo d'esordio.
Sofia Domino ricorda che...Se vuoi leggere il romanzo, mandami una mail a sofiaromanzo@yahoo.it, te lo invierò volentieri. Invito i miei lettori a firmare gratuitamente una petizione per aiutare le donne dei villaggi rurali indiani ad avere una vita migliore, che ho lanciato su Change.org, e a donare ad Amnesty International, la più grande organizzazione per i diritti umani. 

Info per la petizione: http://sofiadominolibri.blogspot.it/p/changeorg-petizione-india.html

Sito utile: http://sofiadominolibri.blogspot.it

Pagina Goodreads: http://www.goodreads.com/book/show/21976661-come-lacrime-nella-pioggia?from_search=true

Pagina Facebook dell'autrice: https://www.facebook.com/pages/Sofia-Domino/507359806040666
Come potete vedere, si tratta di due autrici molto impegnate. A breve il blog ospiterà anche una loro intervista, tenetevi aggiornati!


 

 

 
  

lunedì 22 settembre 2014

[Recensione] Le luci di settembre di Carlos Ruiz Zafon

Chi non hai mai sentito parlare di Carlos Ruiz Zafon e dei suoi libri? Io, a dire la verità. è da un po' di anni che ne sento parlare, ma non mi era ai presa la curiosità di leggerli, anche perché altrimenti la mia lista di libri in attesa si allungherebbe a dismisura se volessi leggere ogni libro di cui sento parlare. Ma poi ho trovato Le luci di settembre e Il Palazzo della Mezzanotte a un mercatino dekll'usato a un prezzo imperdibile, quindi... ho colto l'occasione al balzo e mi sono portata a casa dalle vacanze questi libri. Ho cominciato con Le luci di settembre e... di seguito la recensione.

TITOLO: Le luci di settembre
TITOLO ORIGINALE:Las luces de septiembre
AUTORE: Carlos Ruiz Zafon
CASA EDITRICE: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2011
PAGINE: 268

TRAMA

"Durante l'estate del 1937 Simone Sauvelle, rimasta all'improvviso vedova, abbandona Parigi assieme ai figli, Irene e Dorian, e si trasferisce in un piccolo paese sulla costa per sfuggire agli ingenti debiti accumulati dal marito. Trova lavoro come governante per il facoltoso fabbricante di giocattoli Lazarus Jann in una gigantesca magione chiamata Cravenmoore, dove l'uomo vive con la moglie malata. Tutto sembra andare per il meglio. Lazarus si dimostra un uomo gradevole, tratta con riguardo Simone e i figli, a cui mostra gli strani esseri meccanici che ha creato - e che sembrano avere vita propria - mentre Irene si innamora di Ismael, il cugino di Hannah, la cuoca della casa. Ma eventi macabri e strane apparizioni sconvolgono l'armonia di Cravenmoore: Hannah, viene trovata morta e una misteriosa ombra si impossessa della tenuta. Spetterà a Irene e Ismael lottare contro un nemico invisibile per salvare Simone e svelare l'oscuro segreto che avvolge la fabbrica dei giocattoli, un enigma che li unirà per sempre e li trascinerà nella più emozionante delle avventure in un mondo labirintico di luci e ombre."


Come molto spesso mi capita, questo libro l'ho comprato perchè mi si è presentata l'occasione, piuttosto che per un'acquisto programmato. Non sapevo esattamente cosa aspettarmi, dal momento che di Zafon conoscevo qualche titolo, qualche copertina e nient'altro. La trama non mi ispirava moltissimo, però visto che ne avevo sentito parlare parecchio, ho deciso di dare un'opportunità a questo libro, tantopiù che ero in vacanza a Roma e avevo bisogno di una lettura leggera per tappare i buchi di inattività.

Dico subito che sono rimasta un po' delusa, non solo perché la storia è molto breve, più un lungo racconto che un romanzo, ma anche perchè non sono riuscita a capire come avesse potuto avere così tanto successo. In realtà ho trovato delle recensioni in cui Le luci di settembre veniva definito uno dei libri meno riusciti di Zafon, quindi penso -e spero - che questo scrittore sia diventato famoso per altro.
La trama si regge su un intreccio abbastanza interessante, in cui si mescolano ombre e mistero, e che vede come protagonista principale Lazarus Jann, un inventore di giocattoli che vive a Baia Azzurra, in Normandia. Un personaggio particolare e misterioso, che vive in una casa che sembra un labirinto e i cui corridoio sono popolati da automi, orologi e altre più o meno inquietanti creazioni.
Gli altri personaggi, Simone e i suoi figli Irene e Dorian, e Ismael, il cugino di Hannah,verranno coinvolti nel passato di Lazarus dopo l'uccisione di Hannah, che ha rimesso in libertà un'ombra proveniente direttamente dal passato del creatore di giocattoli. Tutto ciò sarebbe stato molto coinvolgente e stuzzicante, ma il tutto viene raccontato come se si trattasse di una storia per ragazzi. E in effetti, all'inizio i libri di Zafon furono davvero pubblicati nella narrativa per ragazzi, come lo stesso scrittore specifica all'inizio del libro, però questo fa sì che la storia non possa dilungarsi troppo e debba svolgersi in un periodo di tempo piuttosto limitato.

Lo stile mi è piaciuto, ci sono alcune espressioni e alcune frasi che sembrano dei veri e propri versi di poesia, ma non vi ho trovato nulla di particolarmente eccezionale, nulla, per intenderci, che possa far diventare uno scrittore l'autore di un bestseller.
Anche se tutta la storia è attraversata da un velo di magia, di quella che permea le storie per bambini, questa sensazione è rimasta latente, non l'ho davvero percepita come invece mi è accaduto per altri libri che ho avuto la fortuna di legggere.Complice, forse, il fatto che tutta la vicenda è segnata dalla presenza di una vera e propria ombra, le cui intenzioni, come potete immaginare, non sono certo caritatevoli nei confronti di Simone e dei suoi figli. Non saprei catalogare perfettamente questo racconto/romanzo, direi piuttosto che presenta elementi di genere diversi, e lascio a voi lettori, se vorrete avventurarvi tra le pagine di questo libro, il compito di decidere. Per parte mia mi aspettavo qualcosa di più. 




domenica 21 settembre 2014

[Recefilm] The Giver - Il mondo di Jonas

Buona domenica a tutti! Agli studenti e alle studentesse che si stanno riposando dopo la prima faticosa settimana di scuola e a chi semplicemente se ne sta a casa a leggere questo post! Come avrete sicuramente capito dal titolo, oggi non vi recensirò un libro ma un film, proiettato in questo periodo nelle sale cinematografiche, ossia The Giver - Il mondo di Jonas.
 TITOLO: The Giver - Il mondo di Jonas
 Un film di Phillip Noyce. 
Attori: Meryl Streep, Jeff Bridges, Brenton Thwaites, Alexander Skarsgård, Katie Holmes.
Titolo originale The Giver
 Genere: Drammatico  
Durata : 97 min
USA 2014.
 Notorious uscita giovedì 11 settembre 2014
TRAMA

Ambientato nel futuro, in una società dove tutte differenze tra individui sono state annullate e non esiste possibilità di scelta. Come ogni anno durante la “Cerimonia dei 12” solo ad uno sarà assegnato il compito di Custode delle Memorie dell’Umanità. Jonas, sedici anni, inizierà a provare sulla propria pelle tutte quelle sensazioni che a nessun altro membro della comunità sono concesse: i colori, il significato dell'amore, del dolore, della frustrazione, ed il terribile segreto della Società in cui vive. Si rende conto, quindi, che la strada verso la conoscenza è un cammino molto pericoloso. Protagonisti del primo capitolo di una nuova emozionante saga, i Premi Oscar Meryl Streep e Jeff Bridges.
RECEFILM
 
Leggendo la trama del libro ero molto, ma molto scettica sul romanzo della scrittrice statunitense Lois Lowry, da cui il film è stato tratto. Ho pensato si trattasse di un romanzo distopico troppo simile a tanti altri in circolazione - vedi Hunger Games, Matched e seguiti di Ally Condie e in generale ogni altro romanzo del genere - per poter essere degno di considerazione. Ambientato in un futuro in cui ogni cosa è controllata, in cui le differenze sono annullate, in cui ciascuno deve seguire delle regole e non è padrone del proprio destino... non mi sembrava niente di nuovo. Avendo poi visto il libro direttamente in libreria, e avendone constatato la sottigliezza, avevo deciso di lasciar stare.
Però, lo ammetto, anche dal momento che del libro sentivo parlare abbastanza, il film mi incuriosiva, e così alla fine sono andata al cinema e me lo sono guardato con calma, come si può fare solo nella sala di un cinema.
Ora, io non ho mai recensito un film e non so esattamente quali caratteristiche dovrebbe avere una recensione del genere, perciò credo che mi limiterò più che altro a un commento. 
Ero un po' prevenuta ma al tempo stesso curiosa di cosa questo film mi avrebbe riservato. Ed è per questo che sono  rimasta molto sorpresa... perché, alla fine, il film mi è davvero piaciuto! Come possono piacere quei film che segui fino alla fine, senza staccare mai gli occhi dallo schermo, che ti emozionano e quasi ti commuovono in alcuni punti, e che ti lasciano andare decisamente soddisfatta della tua scelta.
 E' vero, alcuni punti sono abbastanza prevedibili, ma ho apprezzato anche altri elementi, oltre alla trama. Per esempio, i colori. Nel mondo di Jonas tutto è grigio, e lui solo, attraverso le memorie del Donatore ( The Giver) può vederli. Può vivere le feste, i balli, la musica, le emozioni, tutto ciò che noi consideriamo normale, ma che nel suo mondo è precluso. Personalmente ritengo che quelle immagini, quelle che Jonas vede attraverso i ricordi del suo mentore, siano state tra le più intense del film. Alcune, ripeto, sono state anche commuoventi. 

Come è ovvio, dopo aver provato queste esperienze, Jonas non può più accettare il mondo in cui ha vissuto fino ad allora. E anche se ha vissuto nei suoi ricordi il lato peggiore dell'umanità, non vuole comunque permettere che le cose vadano avanti così.

Il personaggio che più mi è piaciuto è stato proprio il Donatore. Non solo perché vive in una casa con le pareti completamente coperte di libri, oggetto praticamente sconosciuto nel futuro in cui la storia è ambientata, ma per la sua saggezza, e un po' perché ho trovato il suo ruolo molto, ma molto interessante.
Nel cast troviamo anche Meryl Streep, nel ruolo della più importante degli anziani. Come sempre quest'attrice si dimostra all'altezza della parte che deve ricoprire, in questo caso quella di una donna rigida e con una pseudomania del controllo, che non può permettere che Jonas riveli qualcosa del passato. Da un lato non posso dare torto al suo personaggio: ciò che ha portato a costruire le Comunità è stato il desiderio di raggiungere l'uguaglianza e la pace, dimenticando la guerra, l'invidia, l'odio, ma anche i colori, l'allegria, l'amore. Insomma, le emozioni e i sentimenti.

Il quadro dipinto all'inizio è parecchio inquietante, soprattutto perché, non so voi, ma io ho trovato anche alcuni piccoli particolari in comune con gli anni in cui stiamo vivendo noi. Per esempio, ogni unità familiare è composta da un uomo, una donna, un bambino maschio e un bambino femmina, che non sono loro figli, ma sono stati generati in provetta, partoriti da donne che di professione fanno questo e poi affidati a queste coppie. Ovviamente, nessuno saprà mai chi sono i veri genitori. Mi fa pensare un po' all'eterologa, e se fossi una fissata con la teoria del complotto, mi verrebbe anche qualche brivido... ma lasciamo stare le considerazioni fuori luogo!

Quindi, si arriva alla domanda finale: consiglio questo film? Sì, lo consiglio sicuramente, perché ritengo che sia ben fatto. La recitazione degli attori non è prodigiosa, la trama non è tutta questa originalità, ma ci sono delle scene, delle atmosfere che risollevano tutto il film, ci sono colpi di scena, c'è emozione, quindi direi che ci sono tutti gli elementi perché questo film possa piacere. E lo dico da iniziale scettica. Poi, ovviamente, la scelta sta a voi! Nel frattempo vi lascio con il trailer!








P.S. Altra cosa... il finale mi è piaciuto un sacco!!

sabato 20 settembre 2014

( Progetto trasloco # 13) [Recensione] Antarctica di Mario De Martino




TITOLO: Antarctica
AUTORE: Mario De Martino
CASA EDITRICE:  Casini Editore
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012
PAGINE:-

La storia comincia nel 1947, quando il sottomarino USS Rebecca, nell'ambito dell'Operazione Highjump, scopre qualcosa tra i ghiacci dell'Antartide, un velivolo nel quale è contenuto uno strano oggetto, che trasmette un messaggio in codice Morse.
Nel 1976, la dottoressa Judy Mitchell, viene assunta allo Sheppard and Enoch Pratt Hospital di Baltimora, un'ospedale psichiatrico nel quale è ricoverato Mark Weber, un bambino di soli 12 anni, i cui genitori sono stati assassinati e da cui il direttore dell'ospedale, Dean Gomez, sembra essere ossessionato.
Nel 2013, tre tra le menti più brillanti di tutti gli Stati Uniti vengono assasinati, uccisi da un proiettile calibro 38, da qualcuno che cerca qualcosa di importante, una formula.L'agente dell'FBI Norman White indaga sull'omicidio di uno di questi, Ethan Harris, convincendosi ben presto del collegamento con l'assassinio degli altri due scienziati, immischiandosi suo malgrado in una vicenda più grande di quanto possa immaginare. Nello stomaco di Ethan Harris viene ritrovata una microscheda, contenente una sequenza che nessuno è mai riuscito a decodificare, lo stesso codice che interessa al Lupo, il mandante degli omicidi, e a Eveline, entità misteriosa che si rivelerà diversa da qualsiasi cosa l'agente White potesse immaginarsi. Cosa può contenere di così importante quella piccola scheda di memoria d aspingere un uomo a diventare un killer? Chi è in realtà il Lupo, così scaltro e astuto da conoscere ogni più intimo segreto dell'agente White senza mai lasciare alcuna traccia di sè? E cosa si cela su quella piccola isola del Pacifico, cancellata da tutte le mappe?
In un continuo intreccio tra ciò che è stato e ciò che è , tra intrighi e tradimenti, tra il passato oscuro di Mark Weber e il presente insidioso dell'agente White e di altri personaggi, Mario De Martino conduce il lettore fino all'ultima pagina, fino a che tutti gli enigmi e i punti interrogativi saranno risolti... forse.

Non oserei dire di più per quanto riguarda la trama, anche perchè, trattandosi di un thriller, più si svela e meno si deve scoprire, quindi, per i curiosi...leggete il libro! Leggetelo davvero, perchè - anche se in effeti non sono un'esperta di thriller, per cui non ho materiale con cui fare confronti - ne vale davvero la pena.
All'inizio, in effetti, l'impronta mi è sembrata la stessa de " I Figli di Atlantide", già recensito in questo blog: due vicende che scorrono parallele sulle pagine - ma in questo caso, non nel tempo -, un'agente dell'FBI coinvolto in faccende di importanza mondiale e altri elementi che mi hanno fatto pensare alla prima opera che ho letto di questo scrittore. Se nel primo libro le vicende erano quelle dei Figli di Atlantide e dell'agente Robert Gray, in questo caso il lettore vive alternativamente la storia di Mark Weber e le vicende che invece si snodano nel presente - anzi, nel futuro visto che siamo nel 2013. Ma la somiglianza finisce qui, perché da un certo punto in poi ogni possibilità di paragone finisce e si assiste, a parer mio, ad un salto di qualità, non tanto nello stile, che rimane sempre essenziale, privo di fronzoli, "pulito", per così dire, anche se non per questo meno efficace, quanto piuttosto nella capacità di Mario De Martino di condurre il lettore attraverso i vari intrecci della trama, che sicuramente è molto più complessa di quella della sua precedente fatica. I personaggi sono meglio delineati, le varie scene sono archietettate ad opera d'arte e i colpi di scena non mancano.
Anche la copertina colpisce, in parte per quella specie di gioco di luci e ombre, che incuriosisce il lettore e lo porta a chiedersi quale mai sarà il contenuto, in parte per la bella idea di realizzarla "double face" ( spero di averlo scritto giusto;). E inoltre, sarà una particolarità della carta o semplicemente della mia copia, ma questo volume ha un buon odore, che accompagna il lettore divenendo presto familiare e che contribuisce a caratterizzarlo. E' una scemenza, o forse nemmeno poi tanto, ma vi immaginate dover leggere un libro che puzza? E' sicuramente molto meglio che profumi!
In due parole, se dovessi trovare un'immagine da associare a Mario De Martino, sceglierei quella di un burattinaio, che abilmente muove i fili delle sue marionette, ossia dei suoi personaggi, fino a creare un intrico di nodi e collegamenti che finisce per imbrigliare il lettore stesso.

- Dimmi, Mark, che cosa ricordi?
- C'è qualcosa che mi fa paura. Qualcosa di spaventoso. Tu cerchi di far finta di niente, speri con tutte le tue forze che i brutti pensieri vadano via. Vorresti essere lasciato in pace, e invece le paure sono sempre lì. Ti aspettano. Ti uccidono.
- Quali sono le tue paure?
- A volte mi sento osservato. E' come se qualcuno mi dicesse che non ho fatto la cosa giusta. Vorrei tanto ricordare ciò che è successo veramente, ma non ci riesco.
- Perché vuoi ricordare?
- Perché lui è tra quei ricordi. Io voglio sapere dov'è. Voglio vederlo un'ultima volta.


venerdì 19 settembre 2014

[Recensione] Diamond - Il mio miglior nemico di Erika Corvo

Senza perdermi un tanti preamboli come al mio solito, ringrazio Erika Corvo per avermi dato l'opportunità di leggere anche questo suo ultimo libro e passo subito alla recensione!


TITOLO: Diamond - Il mio miglior nemico
AUTORE: Erika Corvo
CASA EDITRICE: Youcanprint/ self-publishing
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 300

TRAMA

 "Anno 752, Federal Domini. La guerra tra Federati e pirati spaziali continua a suon di navicelle distrutte e pianeti conquistati. Sarà l'amore di Igrel, sorella di un imbattibile pirata, per il capitano federale Hermado a riportare l'equilibrio dopo una serie di avvincenti avventure."


Quando Erika Corvo mi ha chiesto se ero disponibile a leggere e rencensire anche questo suo libro, il terzo incentrato sulle avventure del pirata spaziale Brian Black dopo Fratelli dello Spazio Profondo e Black Diamond, inutile dire che ho accettato di buon grado. In parte perché ero davvero curiosa di reincontrare i protagonisti principali di questi romanzi, Brian e Stylo, e curiosa di sapere se avrei riletto dei personaggi degli altri volumi e che ruolo avrebbero avuto, in parte perché della Corvo ho ormai letto diversi libri e quindi sapevo che avrei trovato qualcosa di buono da leggere.
In questo nuovo episodio, Brian ritrova finalmente Igrel, la sorella che, dopo l'occupazione di Bagen, il loro pianeta natale, era stata deportata come schiava. Ma Igrel, dopo esssere stata liberata da dei pirati della Fratellanza, è caduta nelle mani dei federali; in particolare, viene affidata a Hermado, un capitano della Federazione che viene incaricato di scoprire qualcosa di più sulla staordinaria somiglianza tra questa ragazza e il Diamante Nero, uno dei capi più temuti della Fratellanza.

La strada di Diamond finisce quindi per incontrarsi inevitabilmente con quella di Hermado e di Igrel, ma la sorella non gli riserverà il benvenuto che Brian si sarebbe aspettato.
In fuga dai federali, Brian, Stylo, l'amico - coscienza del pirata, Hermado e Igrel, con qualche altro soldato della Federazione, dovranno cercare di sopravvivere su un pianeta sconosciuto e di non farsi catturare, mentre tutti faranno i conti con rapporti umani molto spesso difficili da gestire, tra antipatie, delusioni e amore.

Ancora una volta, con ritmo serrato e incalzante, Erika Corvo fa entrare il lettore nel mondo - anzi, nell'universo - di un personaggio incisivo come il Diamante Nero, dotato di un fascino che solo un pirata, e non un pirata qualunque, ma un pirata spaziale, può possedere. E' un personaggio dalle idee sempre brillanti, che per la loro originalità mi hanno fatto spuntare, durante la lettura, anche dei sorrisi compiaciuti, e dal carattere difficile ma mai crudele... a meno che non si tratti di federali, perché allora, si salvi chi può!

Invece devo dire che Igrel, la sorella di Brian, è un personaggio quasi assente nel corso della storia, nel senso che c'è ma non si fa quasi mai sentire, mentre alla fine sarà Hermado, che è anche il suo compagno, a vedere in Brian quello che fa di lui non un pirata, ma un uomo per cui molti sono disposti a dare la loro vita.
Il finale lascia aperta la strada a un proseguimento che, con le premesse che ha, si prospetta davvero interessante.
Tuttavia devo dire che, anche se il libro mi è piaciuto, mi aspettavo un qualcosa di più. Per essere un terzo libro è abbastanza lineare, nel senso che non succede nulla di davvero eclatante. C'è molta azione, ma è praticamente tutta legata al tentativo di salvare Igrel: insomma, è quasi tutta un'unica grande fuga, durante la quale succedono molte cose, non posso negarlo, ma praticamente per tutta la lettura sono rimasta in attesa di un colpo di scena di quelli coi  fiocchi, o semplicemente di una svolta che avrebbe cambiato non solo le sorti di Brian e dei suoi, ma anche quella di molte altri persone. Questo qualcosa in più rispetto agli altri libri non c'è stato, ma ripeto, qualche accenno alla fine del libro mi fa sperare che quello che cerco potrà arrivare in futuro. Per ora, quindi, aspetto!


giovedì 18 settembre 2014

[Recensione] Brilliant - Occhi nelle tenebre di M.P.Black

Neanche a farlo apposta, il tempo di lettura che mi dava il Kindle per Brilliant -Occhi nelle tenebre era praticamente uguale al tempo che il treno avrebbe impiegato da Roma a casa mia, quindi ne ho approfittato e l'ho letto tutto d'un fiato, come si può fare solo quando sai che hai davanti a te ore intere in cui nessuno ti potrà disturbare. E così, ho terminato anche questa duologia della ormai conosciuta autrice di fantasy in varie declinazioni M.P.Black.

TITOLO: Brilliant - Occhi nelle Tenebre (#2)
AUTORE: M.P.Black 
CASA EDITRICE: youcanprint.it/amazon
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014
PAGINE: 284 ( ed.cartacea)/279 ed elettronica

TRAMA

"Victoria è sopravvissuta all’attacco di Simon e ora vive alla Casa Famiglia, protetta da Jason e dagli Angeli Caduti del Professor Newton. Il suo cuore, però, si rifiuta di credere che Simon volesse veramente ucciderla per appropriarsi dei suoi poteri di Fata delle Quattro Arti. Victoria è perdutamente innamorata di lui e in ogni modo cercherà di convincere Jason a ricondurla da Simon. Il diabolico Arcangelo, però, trama alle sue spalle. La vuole con sé, per possederla e per farla sua per l’eternità. Così, durante una festa alla Casa Famiglia, Simon riuscirà a rapire Victoria, a condurla in un luogo nascosto e oscuro, e a raggiungere con lei l’apice di una passione devastante. Victoria e Simon, però, non potranno vivere in pace il loro travolgente amore. Un Arcangelo potente si riaffaccia con prepotenza dal passato di Victoria e lei si vedrà costretta a rifugiarsi nel Regno delle Fate, per acquisire le Quattro Arti e spiegare finalmente le ali, per ottenere l’immortalità. Jason le starà accanto, incapace di rinunciare a lei e convinto che l’amore che Victoria nutre per Simon sia solo frutto di un terribile inganno. E Victoria, tra Fate e Angeli che non conosce e che ambiscono al potere, riuscirà finalmente a ritrovare se stessa e a condurre una lotta terribile contro lo spettro del passato, che la condurrà infine a una battaglia terrificante, dove tutto verrà messo in discussione e dove, finalmente, la tanto temuta verità verrà a galla. Riuscirà la bella Victoria a vivere la sua appassionata e passionale storia d’amore con Simon? Nel capitolo finale della saga di Brilliant, la passione si sposa all’azione, alla magia e all’horror, in un mix adrenalinico, che lascerà il lettore senza fiato."


Ricordo che avevo letto molto volentieri il primo libro di questa duologia - di cui potete trovare la recensione qui - come del resto posso dire di aver sempre apprezzato le storie e i personaggi che la fantasia di M.P.Black è stata finora in grado di creare.
In questo secondo capitolo si riprende il filo principale del primo volume, il triangolo amoroso Jason-Victoria-Simon, ma anche, ovviamente, il fatto che la protagonista Vicky deve confrontarsi con una nuova realtà che ha sconvolto completamente la sua vecchia vita, coinvolgendo anche coloro che le sono più cari. Victoria è infatti la fata leggendaria, colei che può controllare le Quattro Arti, e che le fate e i mistici del Regno delle Fate reclamano come loro regina per governare sull'umanità. I poteri di Victoria, però, servono anche a Simon/Ismael, un Arcangelo intenzionato a ritornare in Cielo usando la forza straordinaria della giovane Fata.
Tuttavia, Jason, Victoria e Simon non si aspettano probabilmente di essere travolti da sentimenti tali da decidere il loro futuro e quello di quanti li circondano. E questa volta la scelta che Vicky farà tra Simon e Jason potrebbe essere proprio quella che il lettore meno si aspetterebbe, o almeno io non avrei mai detto, dopo aver letto il primo libro, che il secondo capitolo avrebbe riservato così tante sorprese a questo proposito.

Come nel primo libro, anche qui il ritmo è molto incalzante, si potrebbe parlare di un'azione continua che costringe i protagonisti a investire tutte le loro energie per la buona riuscita dei loro progetti e delle loro speranze. Anzi, se devo dirla tutta, ho avuto quasi l'impressione che M.P.Black andasse un po' di fretta in alcuni punti e questo, se da un lato fa sì che il ritmo sia molto veloce e nessuna tregua venga concessa al lettore, dall'altra mi ha dato l'impressione di uan certa incompletezza delle scene... non saprei neanche io come spiegarlo, solo che personalmente avrei preferito che, in particolare in alcuni punti, ci si soffermasse di più.
 I colpi di scena non mancano, e non solo per quanto riguarda i sentimenti di Victoria: non voglio assolutamente fare spoiler, ma anticipo solo che un nuovo personaggio entrerà in scena, e sfido chiunque a indovinare chi possa essere. Ve lo dico già, per quanto voi possiate tentare, è impossibile indovinare, e quindi complimenti all'autrice per questa intuizione davvero azzeccata.

Passando ai personaggi, ahimè, devo dire che non mi hanno convinta al cento per cento, anche se alla fine riacquistano un po' di punti. Ho trovato la figura di Jason un po' troppo fissa e monotona: è (quasi) sempre gentile e protettivo nei confronti di Victoria, in attesa che lei possa ricambiare appieno i suoi sentimenti. Insomma, è un Angelo tutto cuore ma che appare quasi debole di fronte al suo avversario, Simon, che invece mostra qualche sfacettatura in più.
La protagonista invece - e M.P.Black mi perdonerà su questo punto - non mi è piaciuta granchè. E' senza dubbio un'eroina fuori dal comune e anticonvenzionale, ma l'ho trovata un po' troppo indecisa al momento di fare la sua scelta tra Jason e Simon e a volte i suoi pensieri sono stati un po' superficiali e incoerenti. E' perfettamente consapevole di comportarsi in modo sbagliato, se ne rammarica, ma alla fine si comporta comunque come vuole, anche se il suo obiettivo è sempre quello di proteggere le sue amiche e sua nonna Paige.

Il finale si presenta come la degna e inaspettata conclusione di questa duologia in cui non manca nemmeno qualche piccante scena erotica. Il libro si legge molto velocemente, le pagine scorrono via che è una meraviglia e vi posso assicurare che se vi prendere qualche ora da dedicare alla lettura, non sentirete nemmeno una volta il desiderio di prendervi una picccola pausa.


mercoledì 17 settembre 2014

Cover post - Shadowhunters

Visto che sono a Pisa e l'Università deve ancora iniziare - leggi, non ho idea di come passare le giornate, perché non ho niente da fare - scrivendo la recensione dell'ultimo libro della trilogia The Infernal Devices mi è venuta l'idea di realizzare questo "cover post", giusto per passare il tempo. Di che cosa si tratta? E' un'idea molto semplice in verità: l'obiettivo è quello di realizzare un articolo in cui raccolgo tutte, o per lo meno, alcune cover delle diverse edizioni di una saga, in questo caso quella di Shadowhunters, per continuare a chiedermi perchè la Mondadori ha cambiato le copertine delle edizioni italiane.
Quindi cominciamo con la prima serie, The Mortal Instruments!







 Queste sono le cover delle edizioni inglesi, io le trovo semplicemente fantastiche, anche sono fatte in modo dale che la luce crei degli effeti particolari. Mi viene voglia di comprare tutti i volumi in inglese solo per poterle guardare ogni volta che voglio!

Queste sotto invece sono quelle delle edizioni italiane, decisamente qualche gradino sotto a quelle qui sopra:



Certo, anche queste hanno il loro fascino, ma andiamo, non sono paragonabili!

Queste invece sono le cover della serie The Infernal Devices in lingua originale, anche queste bellissime!!


 

E queste le corrispettive italiane:


In particolare, non posso pensare che l'illustratore abbia davvero voluto attribuire la faccia centrale a Jem, sicuramente non aveva la minima idea del personaggio che avrebbe dovuto rappresentare! Dal viso si direbbe un uomo di trent'anni, con uno sguardo duro e viola, mentre Jem ha gli occhi argentati, tratti orientali e diciassette anni... Will e Tessa, in qualche modo, potrei anche arrivare ad immaginarmeli così, ma Jem proprio no... Molto meglio quindi quello della cover in lingua originale!

  Queste invece sono le cover dei primi quattro libri dell'edizione tedesca, e, ehm, danno l'impressione che la storia sia un racconto per bambini. Non una scelta proprio azzeccata direi...

 Va bene, non chiedetemi che lingua sia questa, non nhe ho la minima idea... so solo che le copertine sono una pallidissima imitazione delle originali, meglio quindi le nostre italiane!


E poi ovviamente c'è questa, realizzata con le immagini del film. E parlando di film, spero proprio che si decidano a fare il seguito, anche se il primo lo hanno completamente stravolto, sono curiosa di sapere come pensano di portare avanti la storia!!

Dunque, che cosa dite di questo post? E' stata una perdita di tempo oppure anche voi andate matti per le cover originali, come me? Fatemi sapere che cosa ne pensate, se vi ha fatto proprio schifo la prossima volta troverò qualcos'altro da fare ( tipo studiare) ;)