mercoledì 26 novembre 2014

W...W...W...Wednesday #17

Bungiorno a tutti! Oggi mi rifaccio viva con la rubrica WWW Wednesday, che consiste nel presentare brevemente le proprie letture, passate, presenti e future! Se vi la, lasciate un commento con le vostre letture, oppure il link del vostro blog dove le avete pubblicate, e sarò lieta di passare a dare un'occhiata :)

 

Cosa stai leggendo?


La città nascosta - Alla scoperta del mondo parallelo di Melania D'Alessandro
Cosa hai appena finito di leggere?


 L'amante di Roma di Kate Quinn. Mi aspettavo un romance storico, invece purtroppo questa è stata una lettura molto deludente.

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?


Nurnberg Fallout 14/88 di Giuseppe Pasquali. La copertina è molto bella, ma ho sfogliato qualche pagina e così, a pelle ( e a occhio) credo di poter già dire che non sarà una grande lettura :( Ma ormai l'ho comprato e per correttezza voglio comunque leggerlo!

Ora è il vostro turno!


lunedì 24 novembre 2014

[Recensione] Legacy di Cayla Kluver

Buongiorno amici! Il libro di cui oggi vi propongo la recensione è Legacy di Cayla Kluver, vinto al Giveway di compleanno del blog Ombre Angeliche di Rowan, che ringrazio!
Non conoscevo nè questa trilogia nè questa autrice prima di ricevere il libro... a questo punto forse vi aspettereste che aggiunga che " è stata una graditissima sorpresa" ma non è stato proprio così. Legacy mi ha lasciata un po' in sospeso, non saprei nè dire qualcosa di male nè qualcosa di davvero buono... se volete altre delucidazioni, di seguito solo per voi la recensione!


TITOLO: Legacy
TITOLO ORIGINALE: Legacy
AUTORE: Cayla Kluver
CASA EDITRICE: Sperling & Kupfer
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2010
PAGINE: 467

TRAMA

 "Una cascata di capelli scuri, occhi neri come l’ebano e l’animo inquieto di chi guarda al futuro con trepidazione: è la giovane Alera, principessa di Hytanica.
Il suo diciottesimo compleanno si avvicina, e con esso il momento in cui – in base alle secolari tradizioni del regno – dovrà annunciare al popolo il nome del suo futuro sposo. Eppure non è felice, perché sa di essere destinata fin dalla nascita all’uomo che suo padre il re ha già scelto per lei: a Hytanica infatti la successione al trono può avvenire solo per via maschile. La ragione di Stato le impone di cedere al corteggiamento serrato del prescelto, il nobile e coraggioso Steldor, ma Alera non riesce a rassegnarsi: vorrebbe rimanere fedele ai propri sogni e sposarsi per amore. La decisione è quanto mai sofferta, tanto più che il suo pretendente, che la irrita con la sua insopportabile arroganza, è anche giovane, bello e affascinante, e quando sono insieme lei non può impedire al cuore di accelerare i battiti.
Finché, un giorno, a palazzo arriva Narian, un ragazzo dal passato oscuro e dal sorriso dolcissimo. Quando Alera lo incontra, le basta uno sguardo per innamorarsi perdutamente e accantonare gli obblighi di corte. Nel corso di lunghe chiacchierate notturne, Narian le racconta di essere cresciuto in una terra governata da leggi molto diverse da quelle di Hytanica, una terra in cui le donne sono libere di scegliere il proprio destino senza sottomettersi alla guida e al volere degli uomini, e le mostra un modo nuovo di affrontare la vita. Tanto che la principessa ora è pronta a tenere testa al padre per convincerlo a farle sposare il ragazzo dai magnetici occhi azzurri che le ha rubato il cuore.
Ma presto Alera deve fare i conti con un’amara verità: scopre infatti che Narian proviene dall’odiato regno di Cokyri e che il suo nome è legato a una terribile maledizione, capace di distruggere il futuro di Hytanica. Soltanto lei potrà salvare il suo mondo. E per farlo dovrà affrontare una dura battaglia interiore.
Primo volume di una trilogia, Legacy è lo straordinario debutto letterario di una scrittrice giovanissima che, grazie al passaparola, ha già conquistato schiere di lettori in tutto il mondo. Una entusiasmante storia romantica immersa in una cornice fantasy, piena di passione, avventura e intrighi."



Proprio perché non avevo mai sentito parlare di questa serie, ho iniziato la lettura senza pregiudizi, pronta a gustarmi una sorpresa completa e totale. In effetti, mi sono sentita subito piuttosto presa dalla curiosità, anche perché la cover è molto particolare, mi ha subito ricordato un libro antico, storico, fuori da comune. Quando poi ho cominciato a leggerlo, ho notato che ogni capitolo inizia con un disegno della prima lettera che in qualche modo è collegato al contenuto del capitolo, e devo dire che questo dettaglio mi è piaciuto fin da subito.

La trama non preannunciava chissà quale novità, infatti non c'è nulla di davvero nuovo in questo libro: una protagonista-principessa che deve scegliere il suo promesso sposo, un ragazzo misterioso che guarda caso è biondo con incredibili occhi azzurri, cattura subito l'attenzione della principessa ma è pur sempre un potenziale nemico, un'antica profezia e via di questo passo.
Eppure non si può definire proprio fantasy, come non lo si piò definire romanzo rosa. A un livello superficiale, si potrebbe pensare che ci siano elementi dell'uno e dell'altro genere, ma in realtà... che cosa c'è di fantasy?? Non basta mica ambientare la storia in un regno inventato (con evidenti inconguenze che si rivelano strada facendo) dal nome strano e dare nomi altrettanto inventati ai personaggi, per scrivere fantasy!! Non ci sono draghi, non c'è magia, non ci sono creature particolari... solo un ragazzo, Narian, il cui destino sembra già segnato, e alcune figure più o meno ambigue e misteriose, ma... questo non è fantasy, è solo invenzione!


La componente rosa, invece, c'è, ma non è così approfondita come mi sarei aspettata. In generale, Legacy ha questo difetto: troppe cose sono descritte in modo superficiale, dispersivo, e l'autrice stessa si perde nella descrizione di feste, abiti, eventi che non hanno alcun legame con la storia principale, o meglio, questa avrebbe potuto essere meglio definita se la Kluver avesse dedicato più attenzione al filo principale del discorso che a episodi fini a se stessi, riguardanti per lo più la vita di corte. Molte volte ho avuto l'impressione, anzi, che la Kluver abbia proprio voluto scrivere metà libro per spiegare come avrebbe potuto vivere una principessa nel passato, lasciandosi andare però, piuttosto spesso, a sue congetture personali e poco verosimili. In pratica, in quasi 450 pagine succedono pochissime cose davvero importanti, tutto il resto è occupato soltanto da parole, parole, parole, spesso e volentieri inutili.
Eppure l'ho letto di buona lena, perchè volevo assolutamente vedere se la conclusione avrebbe cambiato il parere che stavo già formulando. Purtroppo devo dire che la parte finale è tutto sommato piatta e affrettata, e questo è un gran peccato. Lo ammetto, volevo qualcosa di più!

Passando ai personaggi, poi, ciascuno viene designato in modo preciso, tavolta stereotipato, ma nessun personaggio è davvero profondo e ben caratterizzato. La protagonista, Alera, non mi è dispiaciuta, ma a volte l'ho trovata un po' scontata e prevedibile. Alcune volte, poi, si comporta in modo davvero stupido, scegliendo per esempio di fare una passeggiata in notturna e in segreto con Narian in giardino, quando il suo regno è pattugliato da guardie e soldati che tentano di ricacciare i cokyriani nelle loro terre. Anche Narian, che avrebbe potuto essere il tipico personaggio maschile strappacuore, è un personaggio delineato solo in superificie, e rimane a tutti gli effetti un enigma abozzato.
Un'altra cosa che ho notato, riguarda le incongruenze cui sopra accennavo. Mi spiegate come è possibile che, in un regno inventato, circondato da regni inventati, in un'epoca non specificata, ci siano persone che conoscono il latino??? E come spiegare il matrimonio di fronte alla Santa Chiesa?? Se la Kluver voleva creare un romanzo fantastico, tanto valeva che si inventasse anche una religione, no? Oppure che ambientasse la storia direttamente nel nostro mondo, magari in un Medioevo favoleggiante, ma così suona proprio da errore logico...

Nel complesso l'ho letto volentieri, ma le mie aspettative sono state un po' deluse. Non saprei in effetti che giudizio dare a questo libro. La lettura mi è piaciuta, lo stile è veloce e per nulla pesante, ma alla fine dei conti la Kluver spreca oltre 400 pagine per parlare di qualcosa che si poteva riassumere in 200... Insomma, ecco un libro che potrei definire "inconsistente", che regala un intervallo di relax ma non lascia grandi cose nè emoziona granché. E' evidente che è un romanzo d'esordio e non capisco il motivo per cui ha avuto tanto successo. Ci sono tanti, ma tanti, libri migliori di questo, però sicomme ce ne sono tanti, ma tanti peggiori, il mio giudizio resta così sospeso a metà, un "nè bello nè brutto".

Se anche voi lo avete letto non esistate a commentare con le vostre impressioni!

Nel frattempo vi auguro buona giornata.


venerdì 21 novembre 2014

[Recefilm] Hunger Games - Il canto della rivolta (Parte prima)

Carrissimi lettori e lettrici, torno da voi dopo un po' di giorni di silenzio. Siete contenti? No? Peggio per voi, perché è da ieri sera che aspetto di scrivere questo post e ho deciso di farlo questa sera, dopo una bella giornata passata in quel di Firenze.
L'argomento del post in realtà non ha niente a che vedere con la città toscana, come avrete capito. Ieri era il 20 novembre ( che scoperta, direte voi) e immagino che gli appassionati sappiano perfettamente che ieri è uscito nelle sale italiane la prima parte del terzo capitolo della saga di Hunger Games *-**-*!


(dati presi dal sito www.comingsoon.it)

 Nemmeno l'insistente vocina nella mia testa che mi diceva che dovevo assolutamente studiare è riuscita a trattenermi: ieri mi sono fiondata al cinema, ed ero più agitata di quanto lo sia stata a molti compiti in classe! Confesso che non ero sicura di quello che avrei trovato. Quando si tratta di trasposizioni cinematografiche, c'è sempre un grande interrogativo: quanto sarà fedele al libro? E soprattutto, si saranno limitati a seguire la storia del libro, o ci avranno ricamato su con effetti speciali in stile USA? Quindi quando mi sono seduta in sala ero leggermente preoccupata.

Lo dico: credo di non aver battuto ciglio per tutta la durata della proiezione! Non solo il film è molto fedele al libro ( certo, nei limiti e nelle possibilità di un adattamento cinematografico) ma è stata un'emozione continua. 
L'attrice che interpreta Katniss, Jennifer Lawrence, è una Ghiandai Imitatrice che brucia davvero di un fuoco interno dopo che questo viene ravvivato dai giusti stimoli, e  anche tutti gli altri personaggi/attori fanno la loro parte.
Dal momento che non sono un'esperta di film, non mi arrischio ad entrare in dettagli tecnici che altri più preparati di me sicuramente potrebbero commentare. Da spettatrice, posso dire che sono rimasta molto soddisfatta sotto ogni aspetto: non solo gli effetti speciali non erano eccessivi, ma anzi li ho trovati molto equilibrati, sicuramente ad effetto ( scusate il gioco di parole) ed emozionanti, ma non tali da risultare assurdi. Qualche piccolo dettaglio stonato secondo me c'è stato ( tipo macerie fumanti dopo settimane) ma si tratta davvero di piccolezze. Mi sono sentita coinvolta in ogni istante: avrei voluto piangere e gridare con Katniss, unirmi alla ribellione dei distretti contro Snow, mi sono sentita a tratti piena di rabbia, altre volte commossa... anche se il film è durato solo (si fa per dire) due ore, mi è sembrato molto,  ma molto di più. Mi sono davvero immersa nella storia. Una storia che è un'azione continua, e questa è una cosa che ho apprezzato tantissimo: non ho trovato tempi morti, ma anzi tutto è un continuo susseguirsi di eventi che ti fanno trattenere il respiro. Alcune scene sono state davvero intense, anzi, ancora adesso chiudendo gli occhi posso rivederle dietro le palpebre.

E poi la rivolta dei distretti... è un qualcosa che secondo me il regista e tutti gli altri sono riusciti a rendere in modo molto efficace e coinvolgente.
Rileggendo quello che ho scritto,  direi che sono rimasta decisamente soddisfatta dal film! Anzi, oserei fare due affermazioni: che questo è il migliore dei tre film, e che mi è piaciuto perfino più del libro!
Per cui, se anche voi siete appassionati di Hunger Games, che cosa aspettate a fiondarvi al cinema?























domenica 16 novembre 2014

[Recensione] Come lacrime nella pioggia di Sofia Domino

Buongiorno e buon inizio di settimana a tutti voi, lettori e lettrici! Oggi sono qui per parlarvi di un libro abbastanza particolare, Come lacrime nella pioggia di Sofia Domino, che mi è stato gentilmente inviato dalla stessa autrice per una valutazione. Fondamentalmente, il libro tratta della condizione delle donne in India, al fine di sensibilizzare il lettore su questo argomento attraverso un romanzo. Tuttavia, dal momento che io in questo blog recensisco libri e non i propositi degli scrittori, qualche appunto devo farlo.


TITOLO: Come lacrime nella pioggia
AUTORE: Sofia Domino
CASA EDITRICE: autopubblicato
NUMERO DI PAGINE: 282

TRAMA

A ventidue anni Sarah Peterson è una comune ragazza di New York, appassionata di fotografia e di viaggi.
A quindici anni Asha Sengupta è una giovane ragazza indiana, venduta come sposa da suo padre.
D’improvviso il presente di Sarah s’intreccia con quello di Asha. L’amicizia tra due ragazze, diverse ma uguali, spiccherà il volo. Non solo Sarah si ritrova, con il suo fidanzato, a vivere per lunghi periodi in un villaggio remoto dell’India, ma scoprirà che cosa si nasconde in un Paese magico e allo stesso tempo terrorizzante.
Asha farà di tutto per lottare per i suoi sogni, per avere dei diritti paritari a quelli degli uomini e per continuare a studiare, perché non vuole sposarsi così giovane, e non vuole sposare chi non ama. Sarah si schiererà dalla sua parte, ma nel suo secondo viaggio in India scoprirà che Asha è scomparsa. 
Liberarla dalla trappola in cui è caduta, per Sarah diventerà un’ossessione.
Un romanzo che fa luce su una verità dei giorni nostri, una storia di violenze, di corruzioni, di diritti negati. Una storia sull’amicizia. 
Una storia in grado di aprire gli occhi sull’India, il Paese peggiore in cui nascere donna.
 
Di solito non leggo molti libri "impegnati nel sociale", ma come sapete non ho, in genere, la tendenza a limitare le mie letture.
Devo subito ammettere che non sono partita al 100% convinta con questo libro, per una serie di ragioni. Innanzitutto, il titolo: poetico sicuramente, ma ormai trito e ritrito al punto da non essere più originale. Poi il fatto che si tratti di un'autopubblicazione - sì, recentemente ho sviluppato una certa avversione per questo campo dell'editoria, come saprete se avete seguito altri miei post - e il fatto che la protagonista fosse americana, che è anche questo un po' un cliché.
In ogni caso ho iniziato la lettura con l'intenzione di tenere a mente tutto quanto di buono e di meno buono avrei trovato in questo libro.
Purtroppo dico subito che non ne sono rimasta particolarmente soddisfatta, per una serie di motivi che ora vi spiegherò.

Da dove partire? Tra i primi appunti che ho preso per scrivere una recensione seria e oggettiva della storia figura la scritta spoiler. Si tratta di piccole cose in realtà, per lo più singole frasi, ma che anticipano scoperte che la protagonista Sarah, che racconta in prima persona la vicenda, farà soltanto in un momento successivo rispetto a quello di cui sta raccontando, e questo mi ha dato parecchio fastidio, perché fin da subito sapevo già che le cose sarebbero andate in un certo modo piuttosto che come sembrava dovessero andare.
Poi ho segnato un appunto sulla protagonista Sarah. Mi dispiace per lei, ma l'ho trovata, specialmente nella prima parte, assolutamente insopportabile. Arrivata in un paesino sperduto dell'India con il suo fidanzato indiano, presa consapevolezza della condizione delle donne si mette subito in testa di cambiare le cose. Scopo sicuramente nobile, ma alla fine lei è una turista capitata quasi per caso in quel paesino dove tali leggi durano da secoli, e in un mese crede di avere il diritto di dire a tutti come devono comportarsi... Chiariamoci, non sto difendendo chi maltratta le donne indiane, ci mancherebbe altro, ma l'ho trovata piuttosto irrispettosa delle tradizioni di quel paese. Forse Sarah non si rende conto che in un piccolo villaggio come quello in cui lei si trova, c'è anche una certa economia consolidata da mandare avanti, che c'è insomma un equilibrio da mantenere. Non stento poi a credere che si attiri l'ostilità degli uomini del villaggio: se un giorno qualcuno venisse a casa mia e mi dicesse come devo comportarmi e che devo cambiare le regole con cui ho sempre vissuto, e che ovviamente io ritengo giuste, m'incavolerei parecchio anche io. A questo si lega una differenza troppo marcata tra India e America- Occidente. Sembra quasi che tutti i mali siano da un lato, mentre in America le donne sono libere, rispettate etc, i genitori di Sarah sono ultracomprensivi, come il fidanzato Abhai e il padre di questo, ovviamente entrambi indiani. Ogni tanto Sarah si ricorda che nemmeno l'America è un paradiso, ma ecco, questa è l'impressione che mi è rimasta.
La prima parte è praticamente tutta dedicata agli sforzi di Sarah ed è, secondo me, la meno riuscita. La seconda parte invece ha un punto di vista diverso, quello di Asha, che neanche a dirlo è l'unica in tale villaggio sperduto a ribellarsi alle regole e a desiderare una vita diversa - anche qui ho avuto sentore di stereotipo. Anche se gli eventi da lei narrati non sono rosei, mi è sembrato quasi di scorgere un'eccessiva enfatizzazione dei fatti, come a sottolineare ancora una volta quanto l'India sia un Paese terribile. Per evitare equivoci, sottolineo ancora una volta che credo davvero che la condizione della donna sia particolarmente negativa, ma qui secondo me si tratta non di aver scritto un romanzo perché ispirati, ma di aver scritto qualcosa che fosse finalizzato puramente al messaggio che si voleva inviare, con tutti i limiti che questo comporta.
E quindi arriviamo all'ultimo punto negativo della recensione: lo stile. L'ho trovato, a dirla tutta, un po' anonimo e impersonale, molto simile ad altri che ho già incontrato nel mio percorso di lettrice. Non c'è niente che lo contraddistingua come uno stile che può essere solo e soltanto di Sofia Domino. L'ho anche trovato un po' inadatto al romanzo, un po' troppo freddo e piatto, mentre per la natura dei fatti narrati mi sarei aspettata un qualcosa di più emotivamente coinvolgente.

Tra gli aspetti positivi ci sono sicuramente i buoni propositi dell'autrice, impegnata in una campagna di sensibilizzazione per i diritti delle donne, e una ricostruzione più o meno accurata della vita del villgaggio indiano. Il lettore ha la possibilità di farsi un'idea precisa della differenza nello stile di vita degli uomini e delle donne indiane, delle loro idee, delle loro condizioni.
La storia, dopo le difficoltà delle parti iniziali, scorre più veloce e la lettura non mi è risultata pesante, anzi ho finito il libro in minor tempo di quanto avrei pensato, perché è inutile negare che malgrado i difetti sopra elencati, comunque non gravissimi, ero curiossisima di arrivare al termine e di scoprire se ci sarebbe stato il lieto fine che speravo. Quanto al fatto che poi ci sia stato o no, questo lo lascio scoprire a voi.



giovedì 13 novembre 2014

[Anteprima] Se mi innamoro di Bella Andre

Ben ritrovati a tutti voi! La cover di questo libro è molto carina, anche se ricorda un po' i romanzi sentimentali per giovani teenagers...


 Dopo Come nessun’altra e Da adesso in poi,
dalla regina del romance americana una storia d’amore che incendia il cuore

 TITOLO:se mi innamoro
autore: Bella andre
casa editrice: Tre60
pagine:288
PREZZO: 9,90 EURO
DATA DI USCITA: 27 NOVEMBRE 2014 


Gabe Sullivan rischia la sua vita ogni giorno per salvare quella di altre persone. E’ vigile del fuoco: il suo lavoro per lui è una missione, che svolge da sempre con passione, coraggio e dedizione. Ma se Gabe è disposto a mettere a repentaglio la propria vita, ciò che non intende più mettere in pericolo – dopo una forte delusione d’amore – è il suo cuore, soprattutto per la donna che, di recente, ha salvato da un incendio, una donna cui non riesce a smettere di pensare, un solo istante.
Megan Harris deve tutto all’eroico vigile del fuoco che ha salvato lei e la figlia dalle fiamme dell’incendio scoppiato nel suo appartamento. A quell’uomo deve tutto, tranne il suo cuore.  Dopo la perdita del giovane marito, Megan ha giurato a se stessa che non avrebbe mai più sofferto per amore. A nessun costo.

Ma il destino sembra volere tutt’altro. Rincontrarsi per loro, infatti, sarà fatale. Agli occhi di Gabe, Megan non è mai apparsa così bella e seducente: come farà a resisterle, a non cedere al suo fascino? E Megan, come potrà ignorare la dolcezza di Gabe nei confronti della figlia, ma soprattutto come potrà dimenticare la carezza dei suoi baci sulla pelle? 
Nulla è più fragile di ciò a cui si tenta disperatamente di resistere.


L’autrice: Con oltre due milioni di copie vendute Bella Andre può essere considerata il nuovo fenomeno della narrativa rosa americana. I suoi romanzi sono stati recensiti, segnalati e consigliati da tutte le più importanti testate, dal New York Times e a Usa Today – dove ha conquistato i vertici delle classifiche – dal Washington Post al Wall Street Journal, da Cosmopolitan a Time. Già tradotta e amatissima in 13 Paesi, Se m’innamoro è il terzo romanzo pubblicato in queste edizioni dopo Come nessun’altra e Da adesso in poi.


mercoledì 12 novembre 2014

W...W...W...Wednesday # 16

Come al solito, potrei sprecare un paio di righe lamentandomi e sorprendendomi di quanto in fretta passi il tempo, di come mi sembra ieri che ho scritto l'ultimo Wednesday e via di questo passo, ma siccome so che il vostro tempo è prezioso, passo subito al dunque e vi aggiorno sulle mie letture, passate, presenti e future. E mi raccomando, non mancate di mettermi al corrente delle vostre! Sono molto, ma molto curiosa!


Cosa stai leggendo?


L'amante di Roma di Kate Quinn

Cosa hai appena finito di leggere?


Onde di Sabrina Calzia, una raccolta di racconti autopubblicati

Quale sarà il prossimo libro che leggerai?
La città nascosta di Melania D'Alessandro

Ora è il vostro turno!

 

martedì 11 novembre 2014

Quel che c'è di nuovo sullo scaffale #6

Buongiorno lettori e lettrici! Oggi, se avrete un po' di tempo da dedicarmi e la pazienza di starmi a sentire, o meglio, a leggere, voglio illustrarvi brevemente quali sono gli ultimi libri che si sono aggiunti alla mia famiglia libresca. Sono curiosa di sapere che cosa ne pensate!

Il primo libro è una raccolta di racconti autopubblicati, Onde di Sabrina Calzia, che mi è stato gentilmente inviato dall'autrice per una recensione.


Venti racconti, alcuni molto brevi, narrano venti storie per voce di altrettanti uomini e donne, toccando svariati temi, tutti molto intimi. Dall'inquietudine alla nostalgia per l'infanzia, dal rapporto tra fratelli alle difficoltà nell'affrontare i condizionamenti esterni, siano essi le aspettative dei genitori o i conflitti socio-politici e generazionali. E poi l'amore, la maternità, la solitudine, la malattia, l'indifferenza, l'ingiustizia, l'ipocrisia, la capacità di perdono. Ogni vicenda ha un profumo tutto suo, un proprio colore, un preciso carattere; eppure, anche nelle diversità, da tutti i brani emerge una costante: l'attenzione rivolta a sensazioni e sentimenti, veri protagonisti di ogni storia. Sensazioni e sentimenti che, filtrati dalla memoria, pulsano come onde nel mare dei ricordi. Al ritmo del cuore.

Questi altri invece rappresentano il mio bottino del Pisa Book Festival, di cui vi ho parlato in uno dei post di domenica scorsa. 

Il fiume si rise, di Sergio Costanzo, di cui mi ha sempre incuriosito il titolo.

 Pisa è sottomessa a Firenze da quasi novanta anni, quando Carlo VIII di Valois, re di Francia, scende in Italia reclamando il regno di Napoli e generando alleanze e opposizioni: Firenze si schiera contro il re. 8 novembre 1494, re Carlo VIII entra in Pisa per farne sua alleata e il popolo si ribella all’usurpatore fiorentino. La città Alfea è di nuovo libera. Clemente Biccoli, esule pisano, rientra in città con la propria famiglia. Desidera essere libero cittadino ed offrire a sua moglie Aureliana e ai suoi figli Beniamino e Setembrina un futuro migliore. Corruzione, intrighi di corte, tradimenti; ben presto Pisa è sola e accerchiata dai mercenari al soldo di Firenze. Durante i quindici anni di assedio, ognuno è al contempo cittadino e soldato. La cerchia delle mura sarà il baluardo difensivo, ma anche il limite estremo dei sogni e dei progetti, il limite del mondo pisano. Beniamino e Setembrina, come tutti i loro coetanei, sapranno essere figli devoti e arditi combattenti, per meritarsi orizzonti più ampi. Non basteranno a piegare Pisa il genio di Leonardo da Vinci, l’astuzia di Machiavelli e la soverchiante forza degli eserciti mercenari al soldo di Firenze. Pisa, militarmente imbattibile, cederà solo perché vittima degli intrighi e dei tradimenti orditi dal nemico. Vite spezzate, amori impossibili, sogni infranti, atti di eroismo. In ogni famiglia lutti e sofferenze. Ma Pisa e le sue genti non chineranno mai la testa di fronte all’usurpatore fiorentino.

Zucchero e veleno, di Lisa Dalla Noce.

La vita nel momento più inaspettato e doloroso può riservarti novità ed emozioni che mai avresti pensato di vivere... Questo è successo ad Alexandra, una giovane donna di 22 anni che credeva nell’amore e ancora di più nel suo matrimonio con Stefano. Ma proprio nel momento in cui aspetta un altro figlio, scopre che lui la tradisce da tempo, dovrà quindi rimboccarsi le maniche e crescere velocemente assieme alle sue bimbe. Una sera, mentre guarda uno spot pubblicitario in TV, le stelle stanno decidendo del suo destino, e inaspettata sarà una telefonata che cambierà il percorso della sua vita e si intrecceranno emozioni, contraddizioni e problematiche, che renderanno il suo futuro tutto da ridisegnare, perché la vita di ogni giorno può riservarti qualcosa di nuovo, un’altra prima volta, una seconda possibilità... se la saprai vedere, e se la vorrai cogliere.
 
Nurnberg Fallout 14/88, di Giuseppe Pasquali.                                                                                                    La Storia è un fiume il cui corso non è possibile imbrigliare in alcun modo. Nessuno l’avrebbe mai predetto. Nessuno, nella Repubblica di Weimar, credeva a quelle parole, livide di rabbia e odio. Sarebbe stata neces­saria un’immane catastrofe perché un partito come quello nazista conqui­stasse il sostegno delle masse. E il disastro arrivò nel 1929 con l’improvviso collasso dell’economia, sulla scia del crollo della borsa di New York. Wall Street fu solo l’avvisaglia della tempesta. Dodici anni dopo, nel 1941, i primi ordigni atomici tedeschi cominciarono a cadere su tutta l’Eu­ropa. Due terzi della popolazione del continente perì nella prima settimana del conflitto. Tra le rovine di nazioni incenerite dal fallout atomico, una sola bandiera sventolava nei deserti radioattivi in segno di vittoria. La croce uncinata nazista. Il Nuovo Ordine voluto dal Terzo Reich aveva inizio. Fu allora che apparvero i Giganti. Sconosciuti. Feroci. Implacabili. Venuti dal nulla con un unico scopo: divorare gli esseri umani. Due secoli dopo, l’umanità si ritrova asserragliata dietro all’ultimo baluardo rimasto in Europa: l’immenso Muro di Berlino che taglia in due il continente. Siamo nell’anno 237 del Reich Mille­nario. La guerra volge al termine. Un conflitto, quello tra Dèi e Giganti, che distruggerà la vita di Gertrude “Trude” Schmitt, crudele ufficiale delle leggendarie Vergini Nere, ordine mo­nastico­guerriero composto unica­mente da donne. Quello del Male è un richiamo forte. È facile schierarsi dalla sua parte. Cosa può salvare gli uomini dal fasci­no delle tenebre?



E infine La città nascosta di Melania D'Alessandro.                    Attraverso un portale trovato in biblioteca, Sofia arriva in un mondo parallelo, uguale a quello dove è cresciuta, ma profondamente diverso. Una realtà che si distrugge in continuazione e che con eguale rapidità si ricostruisce, un susseguirsi del tempo irregolare in cui non si sa mai in quale epoca ci si possa ritrovare, un mondo nuovo, dove si possono incontrare personaggi strepitosi e posti al limite dell'impossibile. Un viaggio capace di ribaltare le certezze e creare legami indissolubili, ma non di lenire la nostalgia di casa.   
 Voi invece avete fatto acquisti di recente? Se sì, quali?



 

lunedì 10 novembre 2014

Month in review - Ottobre 2014

Aspettate tutti un secondo...Dite che siamo già al 10 di ottobre?? E io devo ancora fare il "Month in review"? Oh mamma, che testa che mi ritrovo... rimedio subito ( e in breve, purtroppo...).
 
Nel mese appena passato ho letto solo tre libri, e anche nei mesi futuri credo che, purtroppo, sarà molto difficile leggere più di così... io ce la metto tutta, ma seguo il vecchio proverbio: prima il dovere e poi il piacere, ossia, prima viene lo studio, poi la lettura. Dite quello che volete, sono diligente nel mio compito di studentessa! Ma passiamo ai libri. Dunque, ho letto:

Come lacrime nella pioggia, di Sofia Domino. Un libro scritto sicuramente con tante belle intenzioni, ma nel quale l'obiettivo che l'autrice si pone, ossia di denunciare la condizione della donna in India, si impone su tutto il resto, togliendo in alcuni tratti il piacere di un'autentica lettura... a breve pubblicherò la recensione.












Legacy, di Cayla Kluver. Un libro che ho letto con piacere e curiosità, ma in cui alla fine non si conclude nulla, per la serie "tanto fumo e niente arrosto". Non dico che sia brutto, però non è neanche un capolavoro...anche di questo ho già pronta la recensione, aspetto solo di smaltire quelle che ho ancora in arretrato.












La coscienza di Zeno e continuazioni. Ho già pronto un mio pensiero, scritto giusto giusto per voi!















Voi ad Ottobre invece quali libri avete letto? :)


[Recensione] Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi

Ben ritrovati su Libri del cuore e cuori di libri, amici lettori! Oggi sono qui per proporvi la recensione di un'autopubblicazione, dal titolo Il fiume scorre in te di Bianca Rita Cataldi. Questa volta niente paura, anche se il libro è stato autopubblicato la recensione è - finalmente - positiva. Quindi mettetevi comodi e buona lettura!


TITOLO: Il fiume scorre in te
AUTORE: Bianca Rita Cataldi
CASA EDITRICE: autopubblicato ( pubblicato anche con BookSprint Edizioni)
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2012

TRAMA

  "A pochi mesi di distanza dal suo trasferimento al nord per motivi di studio, Alessandro scompare.“Tornerò presto, questione di giorni. Tornerò con l’ultimo treno, quello della mezzanotte.” Queste le ultime parole che Alessandro rivolge a Dani, la sua ragazza, durante l’ultima conversazione telefonica tra i due. Poi, più niente. Dani, disperata, si racconta mille scuse per giustificare il comportamento del suo ragazzo e ogni sera si reca in stazione, si siede sul marciapiede e aspetta che passi l’ultimo treno, sperando di veder scendere Alessandro. “Mi aveva detto che sarebbe tornato con l’ultimo treno, quello della mezzanotte”. Passano i giorni, e di Alessandro non c’è traccia. Una notte, però, succede qualcosa d’insolito: Dani è lì, seduta sul marciapiede della stazione come tutte le notti, e l’ultimo treno è già passato da qualche minuto quando, all’improvviso, compare un ragazzo. E, di lì a poco, benché gli orari non prevedano più nessuna corsa fino al mattino successivo, un vecchio treno giunge in stazione, stridendo sui binari. Il giovane sconosciuto sale sul mezzo e, pochi secondi dopo, si sente male. Dani sale in carrozza per soccorrerlo ma, purtroppo, capirà ben presto che il malessere del ragazzo è solo una messinscena, una trappola architettata per farla salire sul treno. Ma chi è questo misterioso estraneo? Che legami ha con Alessandro, e perché sembra conoscere il motivo della sua scomparsa? Molte sono le domande alle quali Dani dovrà rispondere, affrontando le insidie di un pericoloso viaggio nel passato della persona che crede di amare e che non ha mai conosciuto per ciò che è realmente."


La prima cosa a colpirmi di questo libro è stata innanzitutto la copertina, ma devo dire che anche la trama mi aveva intrigato subito. Purtroppo ho lasciato passare parecchio tempo tra l'acquisto di questo ebook e l'occasione che ho avuto per leggerlo, e nel frattempo la mia opinione sulle autopubblicazioni era andata facendosi sempre più diffidente, per cui temevo che anche con questo romanzo avrei avuto dei rimpianti per l'acquisto. Fortunatamente così non è stato!

Partiamo innanzitutto con lo stile: si rivela fin da subito molto ricco e colorato, suggestivo, a volte perfino poetico. Fin dall'inizio ho quindi tirato un sospiro di sollievo, sicura di non aver preso un granchio, perchè ho capito subito che Bianca Rita Cataldi per lo meno sapeva scrivere, prima ancora di verificare se sapesse costruire anche una trama convincente. E' evidente il tempo, l'attenzione e la cura che l'autrice ha messo nella scelta delle parole, delle immagini che la protagonista Dani suggerisce al lettore, la poeticità con la quale sembra guardare a tutte le cose.
Eppure devo dire che, al tempo stesso, questo stile particolare è anche uno degli elementi che in alcuni casi mi hanno dato più fastidio. Visto che può sembrare una contraddizione, cercherò di spiegarmi meglio. Ci sono alcuni passaggi in cui uno stile così forbito risulta eccessivo, inappropriato e troppo pensato, poco spontaneo, fino a diventare ridondante. Bianca Rita Cataldi si sforza di mantenere questo suo particolare modo di scrivere per tutto il romanzo, e questo sicuramente denota un grande impegno da parte sua, come dicevo sopra, ma alla lunga appesantisce la narrazione, soprattutto in quei punti in cui avrei preferito che venisse posta più attenzione alla storia che alle parole. Ecco, questa è un po' la sensazione che ho avuto: anche se, ripeto, lo stile mi è piaciuto molto, ho avuto l'impressione di un qualcosa di troppo forzato, di teso, superfluo. Un po' di poesia va bene e ci sta, ma troppa rischia di far sembrare tutto il romanzo un esercizio di stile.

Ho trovato la trama molto originale e romantica, con momenti di grande intensità e profondità, anche se ho ravvisato anche delle pecche logiche: non vengono date delle spiegazioni davvero esaurienti sul come e su chi consenta a Dani di fare quello che fa. Si accenna alla Coscienza, ma senza dare troppe delucidazioni su questo punto. Il risultato è una storia concreta e viva ma dai contorni un po' sbiaditi, lasciati fuori dalla lente dell'osservatore.
Non mancano i momenti divertenti nè quelli che fanno prendere pieghe impreviste alla storia. Viaggiare nel passato di Alessandro per Dani sarà un'esperienza che non potrà fare a meno di cambiare il suo modo di vedere le cose, la porterà a conoscere aspetti del ragazzo che ama di cui lei nemmeno sospettava l'esistenza, e forse la porterà a rimettere in discussione tutto. Ho particolarmente apprezzato il modo in cui evolve e cambia il rapporto di Dani con determinati elementi del passato di Alessandro, ma oggi va così, non mi sento di fare spoiler, quindi non dico niente!

Il finale, infine, è in parte scontato e in parte no, ma personalmente sono rimasta soddisfatta, anche se avrei preferito avere la certezza matematica di quello che l'autrice invece lascia solo intendere, senza dirlo esplicitamente. 

E per questa volta è tutto, vi aspetto alla prossima recensione! E se volete lasciare un commento, sappiate che sono i benvenuti!



domenica 9 novembre 2014

Pisa Book Festival 2014

Quanti conoscono il Salone Internazionale del Libro di Torino? Tutti, immagino...Invece non tutti sapranno che tra le tante fiere della microeditoria, se ne tiene una anche a Pisa: è il cosiddetto Pisa Book Festival, (clicca per andare al sito ufficiale) che si tiene nel Palazzo dei Congressi dal 7 al 9 novembre 2014 ( per cui se siete della zona affrettatevi, siete ancora in tempo!).

Io ci sono stata venerdì e devo dire che ne sono rimasta molto soddisfatta: molti stand ( la stragrande maggioranza di case editrici che non avevo nemmeno mai sentito nominare, ma questi eventi servono anche ad ampliare la propria cultura in materia) e soprattutto tanti ( troppi!!!) libri, molti dei quali deveo dire davvero interessanti. Non ho partecipato a nessun evento particolare, perché non ne avevo il tempo e in fondo nemmeno un forte interesse, ma sfogliando il programma ho visto che è molto ricco e vario, con attività che non trascurano i più piccini, e questo sicuramente è un bene, perché se non si comincia a leggere da piccoli, è difficile poi apassionarsi da adulti. Comunque, dicevo, sono stata avvolta dai colori spiccanti delle cover, dal viavai delle persone, dal piacere di guardare e prendere tra le mani libri di cui prima ignoravo anche l'esistenza. Tante belle copertine e storie molto intriganti: fantasy, di narrativa, gialli, noir, a carattere storico o filosofico. A proposito di questi ultimi, ho trovato in particolare un libro sulla filosofia del Signore degli Anelli e sulla morte in Harry Potter... ma purtroppo gli ho lasciati lì, preferendo continuare il giro per poi eventualmente ritornare. 
Se ci sono ritornata?
Ehm, veramente no, perché poi sono incappata nello stand della Linee Infinite Edizioni, una piccola casa editrice di cui avevo già letto qualche cosa ( di qualità più o meno discreta) che dota i suoi libri di cover davvero bellissime, e non potrebbe essere altrimenti visto che molte sono realizzate da Corrado Vanelli, lo stesso che ora si occupa delle cover di Licia Troisi. In definitiva, anche se non avevo in progetto di comprare i libri che poi ho acquistato, mi sono lasciata tentare e ho acquistato due volumi, mentre uno mi è stato dato in omaggio :) Solo la scarsa capacità del mio portafoglio mi ha impedito di comperare a briglia sciolta!
E giusto un attimo prima di andarmene - perchè sì, sono dovuta letteralmente scappare perché il mio autocontrollo mi aveva già tradito una volta e minacciava di farlo ancora - si è aggiunto l'ultimo acquisto, uno a cui non potevo rinunciare visto che avevo già in programma di prenderlo prima di andare a questa fiera.
Siete curiosi di sapere quali nuovi libri si sono aggiunti alla mia libreria? Di sotto vi concedo una foto... se siete curiosi di saperne di più passate a leggere la prossima puntata di "Quel che c'è di nuovo sullo scaffale"!
Con affetto e quattro libri nuovi...



Pugni e tanto affetto al Lucca Comics&Games





Alzi la mano chi è stato al Lucca Comics&Games. Ed ora alzi la mano chi l’ha trovata anche quest’anno una fiera ben organizzata, gestita a meraviglia, con un’ampia disponibilità di servizi ….
Tutte emerite cazzate. O meglio precisiamo, la fiera in sé è stata fantastica, atomica, strepitosa, galattica ma anche quest’anno l’organizzazione è stata pessima. Dalla difficoltà a trovare parcheggio alle 3-4 ore di fila per il biglietto, fino al fatto che ho dovuto letteralmente fare a pugni per girare tra gli stand.


La fiera, svoltasi come sempre dal 30 ottobre al 2 novembre, ha contato quest’anno all’incirca 400.000 presenze, oltre le 100.000 presenze nella sola giornata di sabato. Non c’è da stupirsi, questa edizione proponeva diverse iniziative interessanti. Per fare qualche esempio: un’intera villa chiusa per l’uscita del nuovo capitolo della saga di “Assassin’s Creed”, l’inaugurazione della via dei Comics, lo stand della “Warner bross” per i 70 anni di Batman, i 40 anni di “Dungeons&Dragons” (mi sarei aspettata uno sconto sui manuali ma vabhè, non si può avere tutto) eccecc….
Il problema principale, di questa edizione e non solo, sta infatti nel modo pessimo in cui viene gestito il tutto. Sinceramente, non so chi abbia in mano la gestione della convention (se il comune, un comitato o altro), ma da tre anni a questa parte ho l’impressione che sia completamente impreparato a fronteggiare un sempre crescente afflusso di gente. Posso capire che non sia facile, ma cavoli, dato che pago 16 euro di biglietto (l’aumento in anno in anno del prezzo, altra nota dolente) mi aspetto almeno di trovare parcheggio o un bagno decente, di poter telefonare con il cellulare o di fare qualche ora in meno di fila (perché non aprire qualche altra biglietteria ad esempio?). Senza contare che negli ultimi anni dovrebbe essere possibile fare qualche previsione sulle presenze, grazie alla prevendita online.


Altro problema: gli stand e in particolar modo il padiglione dei Games. Voglio dire, era perfettamente comprensibile che ci fosse ressa, qualche accorgimento avrebbe migliorato la situazione. Per esempio, ho dovuto fare a spintoni per entrare nel padiglione dei Games (con il risultato di dover poi, ahimè, gettare via la parrucca) data l’assoluta mancanza di una vera e propria fila. Oppure, alcune zone dello stesso padiglione erano completamente inaccessibili a causa della folla davanti ad alcuni stand molto popolari (uno su tutti, quello di “League of Legends”), probabilmente una diversa disposizione degli espositori avrebbe migliorato un po’ la situazione.
Anche quest’anno quindi ho lasciato Lucca un po’ amareggiata, vuoi per il cosplay rovinato vuoi per tutto quello che non ho fatto in tempo a vedere. Ma si sa, Lucca è come il Natale. Lo aspetti con trepidazione tutto l’anno e quando arriva ti rendi conto che in fondo non è poi un gran che, eppure l’anno seguente non vedi di nuovo l’ora che ritorni.
Un abbraccio