lunedì 29 febbraio 2016

"Nel cuore di una donna" di Chiara Albertini

Buon inizio di settimana a tutti voi! Con la recensione di oggi vi lascio il mio personale parere sul libro che ha inaugurato il mio 2016. Ci ho messo un po' a leggerlo per esami e altre cose simili, a cui sapete che preferisco dare sempre la precedenza, ma ora sono qui e, appunti alla mano, sono pronta a scrivere anche questa recensione. Il libro è Nel cuore di una donna di Chiara Albertini, che ringrazio per avermene inviato una copia. 

TITOLO: Nel cuore di una donna
AUTORE: Chiara Albertini
CASA EDITRICE: Narcissus
PAGINE: 280
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2014



Ci sono verità difficili da rivelare, verità scomode a cui ci si vorrebbe sottrarre, verità amare che fanno così male da non riuscire nemmeno a scriverle nero su bianco... perché significherebbe viverle nuovamente, riflettersi in loro una seconda volta. E a nulla serve riconoscere che il cuore ha infinite ragioni, a volte taciute, altre sussurrate, altre ancora rivelate, quando le si scoprono in balia del destino: "lui" è una forza più grande, a cui non si può sfuggire.

Vorrei iniziare con una precisazione: quella che state per leggere non è in realtà una recensione negativa. Al di là del tono che userò e delle cose che dirò, Nel cuore di una donna non è un brutto libro, e chi mi segue saprà di sicuro che mi è capitato di leggere di peggio - ci sarebbe solo l'imbarazzo della scelta se volessi citare qualche titolo, giusto per darvi un'idea. Ma è anche vero che non è stata una lettura eccezionale, e ci sono state delle cose che mi hanno fatto storcere più volte il naso durante la lettura.
Inziamo dal buono: la storia è semplice, ha una piega molto intimista ed è centrata sulla figura di Susan, una donna sessantenne che si trova improvvisamente a dover fare i conti con la parte più oscura del suo passato, quella che non ha rivelato nemmeno alle persone che ama di più. Di fronte ad una rivelazione inaspettata fattale dalla sorella Beth, Susan deve fare i conti con quella parte di lei che non ha mai accettato, con una madre che ha per anni rinnegato e tentato di dimenticare. Sarà al tempo stesso la fine della vita che si è fino a questo momento costruita e, al tempo stesso, il primo passo per raggiungere un traguardo interiore che la cambierà per sempre. 
Una materia delicata, quindi, da affrontare con tatto.

Cominciamo ora con la parte "critica" di questo commento.
Partiamo dalla figura di Susan: il ritratto iniziale che ne fa l'autrice è bello, articolato ma a me è sembrato piuttosto contradditorio. Susan sembra avere tutte le qualità e al tempo stesso tutti i difetti, come dire che è "orgogliosa" ma anche "umile" (non sono questi gli aggettivi che usa la Albertini, ma è per darvi un'idea). Concretamente, non sapevo che cosa pensare della protagonista dopo il suo ingresso in scena, perché mi sembrava che fosse tutto e il contrario di tutto. Quello che è certo è che è una donna forte, che ha sempre cercato di affrontare di petto la sua vita, e che ha dovuto più volte negli anni fare i conti con dolore e sofferenza.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, mi sono sembrati un po' tutti uguali, tutti con la stessa voce. Togliendo un po' il marito di Susan e sicuramente uno dei figli, gli altri personaggi sono indistinguibili: parlano allo stesso modo, pensano allo stesso modo, di diverso hanno quasi solo il nome. Beth, la sorella, Carol, la figlia, in un secondo momento il marito di Susan... se non ci fosse stato scritto il nome accanto ai dialoghi, dubito che sarei riuscita a distinguere chi era a parlare. Sono tutti accumunati dal sostegno che danno a Susan, a volte usano quasi le stesse parole. 
Mi è sembrata evidente la simpatia dell'autrice verso la sua protagonista, e ho avuto la chiara impressione che si trattasse di un personaggio che, per forza di cose, doveva uscire bene dalla storia.

Passiamo ai dialoghi... li definirei un po' artificiosi. Credo sia davvero difficile che due persone, due sorelle, o una madre e una figlia, possano parlarsi davvero così. Questi continui appellativi "sorella mia", "figlia mia" credo siano passati di moda da moltissimi anni e contribuiscono a dare l'impressione di battute "finte", create a tavolino. Manca spontaneità, manca immediatezza. Sembra quasi che i personaggi recitino un copione su un palcoscenico, e più volte mi sono immaginata Susan e Beth illuminate da un fascio di luce su un palco, mentre con una gestualità accentuata interpretavano i loro rispettivi ruoli. Ho riscontrato, insomma, una certa teatralità, non solo nei dialoghi, ma anche nelle reazioni dei personaggi.
Alcune sono davvero spropositate ed eccessive rispetto alla causa: sembra che Susan abbia commesso chissà quale orrendo crimine a tacere una parte del suo passato, quando, secondo me, la sua omissione è sì consistente, ma non tale da sfasciare un'intera famiglia. Non mi sono sembrate reazioni verosimili, e questo è purtroppo un difetto di tutta la storia: manca di verosimiglianza e realismo. Le interazioni tra i personaggi mi sono sembrate troppo forzate, e anche l'episodio clou del romanzo mi è sembrato troppo semplicistico e veloce. E' un rapporto che viene recuperato in quattro e quattr'otto, come se quarant'anni di differenza non contassero nulla, e personalmente non so quanto questo possa effettivamente avvenire nella realtà. Non credo sia possibile far svanire il rancore praticamente di punto in bianco, prendere consapevolezza solo in seguito a poche parole dello sbaglio di una vita.

Oltre a questo, tutta la storia tende ad essere un po' ripetitiva: ci sono alcuni aspetti, alcune situazioni che vengono ricordate più e più volte, con parole diverse, ma la sostanza non cambia. Il passato di Susan viene rievocato innumerevoli volte, rendendo il tutto un po' troppo ridondante. Va bene richiamare alla mente del lettore alcuni punti salienti del passato della protagonista, ma ripeterlo troppo volte sembra solo un tentativo di riempire pagine.

Mi avvicino alla conclusione con una piccola nota di stile. "Nel cuore di una donna" è scritto in modo fondamentalmente corretto, con uno stile forse un po' monocorde ma sicuramente personale, ma ho notato che molto spesso l'autrice, dopo i dialoghi, interviene a spiegare il loro significato, perché un personaggio ha detto quello che ha detto, che cosa voleva dire e così via.

Ultimo appunto sulla conclusione: ecco, secondo me non è una conclusione adatta. E' vero che Susan arriva a una certa consapevolezza, ma dà l'idea di un qualcosa di interrotto, di troncato di netto. Ci sono diverse questioni che vengono lasciate in sospeso e non vengono risolte, e personalmente mi sarebbe piaciuto sapere come si sarebbero risolte certe "questioni".

Tutto il romanzo mi è sembrato un po' esagerato, troppo melodrammatico e inverosimilmente sentimentale (ma lo dice una che è abbracciobaciofobica, magari per un'altra lettrice è tutto nella norma XD), mi è parso tutto un girare attorno al succo della questione senza mai arrivarci davvero.

Ora, so che ho praticamente scritto un papiro da cui sembra che nel libro non ci sia nulla di buono, ma ho trovato molto più facile appuntarmi e condividere con voi i "difetti" piuttosto che i pregi. Il problema è che non è stata una lettura terribile come altre che mi sono capitate sotto gli occhi, ma nemmeno eccezionale, è c'è questa tendenza alla melodrammaticità che non mi è andata del tutto giù. E' un libro neutro per quanto riguarda il mio giudizio, ben scritto, anche se con qualche dettaglio da perfezionare (un po' di confusione con i tempi verbali in alcuni punti), ma per il resto non so che altro dire, e anzi mi pare di aver già detto abbastanza. E' una lettura, in ultima, che può piacere o non piacere a seconda del gusto personale del lettore, più che per altri aspetti.


Vi aspetto  alla prossima recensione, Il risveglio di Fahryon di Daniela Lojarro.

giovedì 25 febbraio 2016

"Libertà di scelta" di Laura Latini

Buongiorno lettori! Non so voi, ma io stamattina mi sono svegliata già KO, non so bene per quale motivo... dopo la colazione me ne sono praticamente tornata a letto fino a poco fa! Sperando che voi siate più in forma di me, vi lascio una brevissima segnalazione.

TITOLO: Libertà di scelta
AUTORE: Laura Latini
EDITORE: Youcanprint
DATA DI USCITA: 2014
PREZZO: 0,99 in promozione nel mese di febbraio



Loredana, Anna, Cristina, Daniela, Gabriella, Irina ecc.: giovani donne che con semplicità raccontano le loro storie, fatte di ansie, di gioie, di dolore, di trepidazione, di speranze e di volontà di riscattarsi da una condizione di subordinazione. Le loro vicende vi coinvolgeranno perché narrate con sincerità ed immediatezza. Sullo sfondo un'Italia che dagli anni Cinquanta ad oggi ha conosciuto profondi cambiamenti sociali e culturali.

 



mercoledì 24 febbraio 2016

W...W...W...Wednesday # 2

Ben ritrovati amici lettori con il secondo appuntamento del 2016 con il WWW Wednesday, la rubrica del mercoledì in cui vi aggiorno sulle mie letture passate, presenti e future!



QUALE LIBRO STAI LEGGENDO? 

Manga
Libro



















Per la prima volta in assoluto (o almeno credo) tra le mie letture della settimana figura anche un manga. Si tratta del secondo volume di Le leggenda di Arslan di Yoshiki Tanaka, che la mia coinquilina blogger mi ha gentilmente prestato. A brevissimo spero di iniziare anche I caduti di pietra di Giuseppe Russo, che ho messo tra le letture attuali perché spero di cominciarlo già oggi se riesco.

COSA HAI APPENA FINITO DI LEGGERE? 



Il risveglio di Fahryon di Daniela Lojarro.
QUALE SARA' IL PROSSIMO LIBRO CHE LEGGERAI? 
 
 
Non ne sono del tutto sicura, ma credo che il prossimo libro che leggerò sarà Chariza - Il Soffio del Vento di Francesca Angelinelli.

E PER VOI, QUALI SONO LE LETTURE DI QUESTA SETTIMANA?

martedì 23 febbraio 2016

"La collezionista di sogni" di Valentina Bellucci

Secondo giorno di lezioni per il secondo semestre, oggi il menu universitario prevede una bella lezione di letteratura italiana a tema "lettura politica della Divina Commedia". Prima però vi lascio una nuova segnalazione, La collezionista di sogni di Valentina Bellucci.

 
 

TITOLO: La collezionista di sogni
AUTRICE
: Valentina Bellucci
GENERE
: young adult/narrativa contemporanea
CASA EDITRICE
: self-publishing Amazon
PAGINE
: 428
PREZZO EBOOK
: € 3,99
PREZZO CARTACEO
: € 18,00
DATA DI USCITA
: 1 febbraio 2016
ISBN
:
978-1512286366 



Mary Lou Finger ha sedici anni, la passione per la lettura e di perfetto solo i voti che prende a scuola. I suoi amici, il suo ex ragazzo, sua madre, la sua migliore amica sembrano per lei i personaggi di quelle telenovele che tanto odia. Anche la sua vita sentimentale non va tanto a genio. Tristan Colin, il ragazzo più sfigato della scuola, ha intenzione di invitarla a uscire, ma cosa accadrebbe se lei accettasse? E come mai ogni sabato mattina Tristan scompare? Dove va? La sua vita sembra incasinata fino a quando un incontro inaspettato cambierà tutto il suo modo di vedere le cose. Sarà proprio lì, alla Boy and Dolphin Fountain in Hyde Park che conoscerà Anabel...


ESTRATTO
Suona la sveglia. La spengo. Passano cinque minuti e suona di nuovo.
Devo andare a scuola ma non ne ho voglia, mi tiro le lenzuola fin sopra la testa e la lascio suonare. Ma dopo un po’ mi infastidisce e allora allungo il braccio fuori dal letto per spegnerla, poi mi giro dall’altra parte con la faccia rivolta verso il muro.
Adesso c’è silenzio. Un silenzio che mi pesa. Che mi pesa da tre anni. Quel genere di silenzio che quando lo ascolti diventa assordante, e vorresti soltanto che sparisca dalla tua testa e ti accorgi che urlare è l’unico modo. Ma non lo faccio, non urlo, me ne resto zitto, per paura che mia madre mi senta. L’ultima volta che è successo e lei mi ha sentito, le sedute con la psicologa sono aumentate.
(Tristan Colin) 

Valentina Bellucci è nata il 13 novembre 1988 a Livorno, ma vive da tutta una vita a Santa Luce, un piccolo paesino medievale sperduto tra le dolci colline pisane. L'amore per l'arte e la letteratura la porta a dipingere e a scrivere racconti, poesie e romanzi. Gestisce alcuni blog letterari e gruppi su Facebook organizzando interviste, anteprime, recensioni e gare di cover.
La collezionista di sogni è il suo secondo romanzo.
Per contattare l'autrice scrivere a valentinabellucci.posta@gmail.com



lunedì 22 febbraio 2016

"Il profumo del mosto selvatico" di Deborah Chiel

Nonostante la data di pubblicazione di questa recensione, Il profumo del mosto selvatico di Deborah Chiel è stata la mia ultima lettura del 2015. Cercavo qualcosa di breve e non troppo pesante, che mi consentisse di aggiungere almeno un altro libro alla lista dell'anno passato. Ho puntato su questo romanzo, che si è rivelato corto ma intenso, e mi ha consentito di chiudere il 2015 con una bella ciliegina sulla torta. L'edizione che ho letto è del 1998, è un reperto scovato tra i libri di mia mamma, ma sono felice di essermi lasciata guidare dal mio intuito verso questo libro, perché ne è valsa davvero la pena!


TITOLO: Il profumo del mosto selvatico
TITOLO ORIGINALE: A Walk in the Clouds
AUTORE: Deborah Chiel
CASA EDITRICE: Sperling
PAGINE:201
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1998



Nell'incantevole cornice della Napa Valley, famosa per i suoi vigneti, la vita di Victoria, una giovane e seducente messicana, è turbata da tre uomini dal forte carisma: il padre Alberto, dispotico e autoritario, che pretende di educarla all'antica, ignorando il suo disagio; Tom, affascinante rubacuori, di cui Victoria diventa l'amante e che l'abbandona quando apprende che lei è incinta; e infine Paul, ex soldato ed eterno sognatore, che s'innamora della ragazza e per questo decide di prestarsi a una coraggiosa bugia riparatrice...

Non ho molto da dire, in verità, su questo libro, per cui questa sarà una recensione davvero breve. Ammetto senza mezzi termini che è stata una sorpresa. Ho scelto questo libro per la sua brevità e perché avevo più volte sentito menzionare il titolo, anche grazie al film omonimo, di cui tra l'altro credo di aver visto, qualche tempo fa, qualche scena. Ma non avevo mai letto una recensione, o avuto una discussione con altri lettori su quest'opera. Insomma, è stata una scelta un po' opportunistica, un po' dettata dalla curiosità, ma in ogni caso non me ne pento.

Quella tra Victoria, la giovane protagonista di origini messicane, che viene lasciata dall'amante-professore quando si scopre che lei è incinta, e Paul, un soldato appena rientrato dal fronte e che non vede l'ora di tornare tra le braccia della donna che ha sposato poco prima di partire, ma che gli riserverà un'amara sorpresa, è una storia dolcissima, immersa in un paesaggio da quadro e descritta a tinte favolistiche e favolose. Non è una storia, a dire il vero, realistica: è più una fiaba, appunto, in cui l'amore sboccia al primo sguardo, e che diviene indissolubile in pochi giorni, che però sembrano contare come una vita intera.
Accanto ai due personaggi principali troviamo, prima di tutti, Alberto, il padre di Victoria. E' il tipico padre messicano "vecchio stampo": severo e autoritario, rigoroso, che rispetta le tradizioni dei suoi avi e del suo popolo e nutre un amore sconfinato per la sua terra, per le sue vigne di cui si prendere cura come se fossero delle figlie, e forse ancora di più. Victoria trema al solo pensiero di doversi confessare con il padre e con il resto dela famiglia, e riesce a fare ritorno a casa solo grazie al sostegno di uno sconosciuto, Paul, che si offre di accompagnarla e di aiutarla con una "bugia riparatrice". Ma nessuno dei due ha fatto i conti con l'irresisteibile attrazione che nasce tra loro, e che non sfugge agli occhi attenti dei nonni di Victoria.

I contrasti con il padre sono invebitabili, ma c'è anche la speranza di riuscire a superarli. E forse, Victoria e Paul potranno avere il loro lieto fine, come in ogni fiaba che si rispetti.
Non la tiro per le lunghe perché tanto non c'è molto altro da dire, la storia è semplice e non è dispersiva. Ve lo consiglio, sia che siate amanti delle storie romantiche sia che preferiate altri generi. E' un libro che scorre veloce come un fulmine, non è per nulla pesante ed è molto delicato, diciamo "un libro a tinte pastello" se può servire a rendere l'idea, ma è al tempo stesso delicato e, neanche a dirlo, ben scritto. 

Prossima recensione: Nel cuore di una donna di Chiara Albertini

venerdì 19 febbraio 2016

"Wattpad, istruzioni per l'uso. Guida strategica per ottenere il massimo dai racconti online"

Buongiorno viandanti del mondo del web! Come state?
Il libro che segnalo oggi - ma sarebbe meglio parlare di una vera e propria guida - è stato un po' una sorpresa. Ho da poco iniziato a pubblicare un racconto/romanzo molto breve su Wattpad (trovate il link alla prima parte nel primo riquadro a sinistra) e la richiesta di questa segnalazione è arrivata proprio in quei giorni - un paio di giorni prima, credo, ma io l'ho vista il giorno dopo, quindi l'ho interpretato come un segno :). Come rifiutare quindi di dare un po' di spazio a un'opera tanto interessante e, spero, utile per molti?



 TITOLO: Wattpad, istruzioni per l'uso.
Guida strategica per ottenere il massimo dai racconti online.
AUTORE
: Sonia Lombardo (aka Scrid)
EDITORE: Smashwords, 2016
PAROLE: 8.390
CATEGORIA: Digital Media / Editoria Elettronica / Scrittura Online
LINGUA: italiano
ISBN: 9781310073496
PREZZO: € 3,99 

Sulla scia del successo ottenuto da Anna Todd, il social network per eccellenza della scrittura ha avuto una vera propria esplosione. Pare che se ogni storia pubblicata su Wattpad venisse stampata, la pila di carta raggiungerebbe le dimensioni di 1.000 elefanti! 

Eppure, a giudicare dal tono e dalla quantità di domande giunte su Storiacontinua.com all'indomani della pubblicazione della serie dedicata alla piattaforma, di cui questa guida vuole essere un ampliamento, non sempre gli scrittori provano a capire cosa c'è dietro il successo di fenomeni come "After". Wattpad è la prima piattaforma per scrittori e lettori dell'era post-computer, quindi, esige un nuovo approccio alla narrazione. 

Nel 4° ebook della serie "Guide alla Letteratura 2.0", troverete tutte le Istruzioni per l'uso di Wattpad, sia su Web che sui dispositivi mobili; le principali tecniche di scrittura per tenere il lettore incollato alla storia, episodio dopo episodio; alcuni consigli utili per guadagnare pubblicando i vostri racconti online.

DALLA PREMESSA 
Sono davvero decine le domande arrivate su Storiacontinua.com, dopo la pubblicazione della serie di articoli dedicati a Wattpad, di cui questa guida vuole essere un ampliamento.
Ma cosa suscita tanto interesse? E’ una piattaforma di scrittura, ce ne sono diverse in Rete. Eppure, Wattpad sembra offrire qualcosa di più. Non si tratta solo della gratuità dei contenuti.
Wattpad è la prima piattaforma per scrittori e lettori dell’era post-computer. (…) I Wattpadders sono gli stessi che amano guardare le serie TV, perciò alla piattaforma è stata applicata la stessa logica, permettendo agli utenti di abbracciare la scrittura episodica.
Ma c’è qualcosa di più: la generazione che gravita completamente attorno allo smartphone e ai social, è una generazione che non si accontenta di leggere una storia: vuol essere parte della storia stessa.
Bisogna, quindi, comprendere che Wattpad ha ridefinito lo Storytelling, consentendo alle persone di connettersi attraverso le parole, oltre ogni confine, interesse o linguaggio.

Disponibile su:Amazon Kindle Store; UltimaBooks; KoboBooks; Google Play; iTunes.

Link utili: 

giovedì 18 febbraio 2016

Intervista! Chiacchiere letterarie con Laura Simonatti


Buongiorno (lo so, è mezzogiorno ma per me è quasi un buongiorno XD) carissimi lettori! Ho ancora tante belle segnalazioni in serbo per voi, ma oggi rompo un po' la monotonia per proporvi l'intervista realizzata a Laura Simonatti, autrice di Pioggia rossa che ho segnalato un po' di giorni fa. Cominciamo!

               Per chi ancora non ti conoscesse: che cosa ci dici di te?
Sono una persona molto semplice ma a volte anche complicata, sognatrice ma anche realistica. Mi piace leggere, scrivere, viaggiare. Amo l’arte, la pittura, la musica, il cinema.

Forse è una domanda scontata, ma questo non significa che non sia importante: che cosa ti ha spinto ad avvicinarti alla scrittura?
Ho cominciato a scrivere articoli di tipo giornalistico per un giornale locale e da lì mi è venuta l’ispirazione di scrivere un giallo su un fatto di cronaca. Ho svolto un corso di scrittura dove ho elaborato un breve racconto e dal racconto è nato il libro “ Pioggia rossa”. 

 Parlaci un po’ dei tuoi libri: di che cosa trattano, qual è il genere, come sono nati… siamo lettori molto curiosi!
Pioggia rossa” è un giallo che tratta di un giovane serial killer che inizia ad uccidere giovani donne senza un motivo logico. Il libro, come ho accennato già nella domanda precedente, è stato scritto per raccontare uno dei tanti fatti di cronaca nera che realmente possono accadere sia in Italia che all’estero. 
L’altro libro da me autopubblicato è invece un saggio storico che parla della storia del Re Sole, di Luigi XIV dalla sua nascita alla sua morte, dei personaggi che ruotavano intorno a questa figura e degli stati italiani e europei in quel periodo storico.  
      Quali sono i tuoi modelli ispiratori, quali sono state le letture che più di tutte ti hanno formata?
Amo molto i gialli di Agatha Christie, per citarne alcuni: “ Assassinio sull’orient-express”, “ La dama velata e altre storie,” “ Hercule Poirot indaga”. Altre letture che mi hanno formata sono stati tutti i gialli di “ Giorgio Faletti”: “ Io uccido”, “ Pochi inutili nascondigli.”
          Nella tua esperienza editoriale, quali sono quegli aspetti che ti hanno soddisfatta e cosa, al contrario, cambieresti?
Gli aspetti che mi hanno soddisfatta nella mia esperienza editoriale sono stati prima di tutto arrivare tra i finalisti a un concorso letterario e partecipare personalmente alla premiazione. Un’altra soddisfazione è stata vedere la pubblicazione del mio romanzo sul sito della casa editrice del concorso. Ciò che invece mi piacerebbe cambiare nel mondo dell’editoria è una maggiore pubblicità da parte dell’editore verso i suoi autori e accompagnarlo in ogni passo della sua carriera. Questo purtroppo non è successo.
          A questo punto ti chiedo, che cosa ne pensi in generale dell’editoria italiana nelle sue diverse forme?
L’editoria italiana è un mondo molto difficile per un autore emergente soprattutto se non ha delle conoscenze nell’ambiente. Sono pochi, secondo me, gli scrittori emergenti che riescono a diventare famosi. Bisogna trovare i canali e gli agganci giusti per poter emergere.
  
 Il consiglio che non daresti a nessuno scrittore alle prime armi?
Di non affidarsi alle case editrici a pagamento perché se la tua opera ha un valore la prende in considerazione anche chi non chiede soldi.
          Se dovessi scrivere una storia in cui il protagonista è un animale, che animale sarebbe? Perché?
Sicuramente un gatto. Ho pensato subito al gatto di famiglia Arturo. Su di lui si potrebbe scrivere veramente un romanzo: dalla sua nascita a tutte le avventure che combina ogni giorno.
     Ti viene data la possibilità di compiere un lungo viaggio a tua scelta: dove ti piacerebbe andare e per quale motivo?
Mi piacerebbe andare in Australia perché dev’essere uno dei posti più belli del mondo.
         Per finire, hai attualmente altri progetti nel cassetto, libri da pubblicare, storie da raccontare, cose da dire?
Ho nel cassetto un altro romanzo di narrativa, questa volta un rosa molto passionale dove sfioro temi particolari come quello dell’adozione e del volontariato. E’ la storia di una donna che inizialmente si trova a vivere amori prima molto travagliati ma poi in finale trova quello della sua vita.

Grazie Laura per le tue risposte, in bocca al lupo per la tua attività!





mercoledì 17 febbraio 2016

W...W...W...Wednesday #1

Buongiorno lettori! Grazie al po' di tempo libero seguito alla fine della sessione invernale, mi sto dedicando al blog, e ho deciso quindi di riprendere il WWW Wednesday, la rubrica del mercoledì, ormai famosa in tutta la blogosfera libresca, in cui vi aggiorno sulle mie letture passate, presenti e future!


QUALE LIBRO STAI LEGGENDO?
 

Il risveglio di Fahryon
di Daniela Lojarro

COSA HAI APPENA FINITO DI LEGGERE?


Nel cuore di una donna di Chiara Albertini.
Recensione già pronta, in arrivo tra due lunedì!

QUALE SARA' IL PROSSIMO LIBRO CHE LEGGERAI?


 
 I caduti di pietra di Giuseppe Russo.


E le vostre letture quali sono?

 

martedì 16 febbraio 2016

"Sogni di Carta" di Melania D'Alessandro

Questa è una segnalazione speciale, e sono davvero felice di poterla condividere con voi! Si tratta di Sogni di Carta dell'autrice Melania D'Alessandro, di cui tempo fa ho letto e recensito La città nascosta - Alla scoperta del mondo parallelo. Oggi invece vi parlo della sua nuova opera, pubblicata ancora una volta dalla casa editrice Leucotea, e vi annuncio che fra pochi giorni ospiterò una tappa del blogtour dedicato a questo libro *-*


TITOLO: Sogni di Carta
AUTRICE: Melania D'Alessandro
PAGINE: 137
PREZZO: 13,90 euro formato cartaceo
GENERE: fantasy
EDITORE: Leucotea
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2016
CODICE ISBN : 9788897770398



Sogni di Carta è un negozio speciale. Tanto per cominciare, è gestito da un signore che veste sempre con abiti a quadretti e da un topo brontolone che va ghiotto di biscotti e viaggi fantasiosi. È una libreria magica, dove ogni parola scritta può diventare realtà e in cui i clienti vivono le avventure dei protagonisti delle storie come fossero proprie. Un giorno, tuttavia, libraio e topo di biblioteca si ritrovano ad affrontare guai seri: il mondo della fantasia è in pericolo e rischia di scomparire per sempre. Tra magici ripostigli, laboratori sognanti e personaggi straordinari si snoda la storia di Sogni di Carta, dove la magia diventa possibile e dove anche i lettori possono fare la differenza.

ESTRATTO

La libreria di Archimede era magica. Succedevano cose strane tra le sue quattro pareti e l’unico che sapesse destreggiarsi tra gli scaffali e la giungla di pagine era proprio lui, chi altri sennò? La procedura era sempre la stessa: un cliente entrava, chiacchierava un po’ con Archimede, e lui  subito sapeva quale libro facesse al caso suo. I libri lo chiamavano, affermava spesso, quando i  clienti rimanevano affascinati dalla sua infallibile tecnica. In alcuni casi, addirittura, il volume si muoveva da solo sullo scaffale, uscendo dall’ordine stabilito e gettandosi sul pavimento o, più facilmente, tra le braccia dell’abile proprietario del negozio. Una delle tante particolarità di Sogni di Carta era che nessun libro, ricordate, nessuno, aveva tra gli scaffali un gemello. Quelli che  Archimede custodiva erano pezzi unici nel loro genere, giunti fin lì appositamente per essere letti dalla persona giusta. E chi riforniva la strana libreria di tutti i suoi unici e insostituibili tomi? Non ci crederete, ma nessun furgone giungeva davanti al negozio, non ce n’era bisogno: quasi ogni mattina Archimede si recava nel piccolo ripostiglio sul retro, apriva la porta di legno verniciata di bianco  del bugigattolo e trovava sul pavimento una pila di volumi pronti per essere sistemati sugli scaffali. Archimede aveva imparato a non farsi troppe domande riguardo la libreria, d’altronde il nonno gli aveva detto che era un luogo speciale, prima di affidargliela, e lui sapeva che quando si trattava di libri niente era da considerarsi impossibile.


"In un paese lontano, che potrebbe essere il vostro così come il mio, un tempo esisteva un negozio speciale." Questo è il fiabesco incipit del romanzo, che fin dalle primissime righe permette al lettore di immergersi nel mondo incantato di Sogni di Carta; non esiste un luogo preciso per la sua ambientazione, il magico negozio potrebbe trovarsi a un passo dalla casa del lettore così come in una città non tanto distante da quella in cui abita. Ed è questa la magia più grande delle libreria protagonista del romanzo: essa è ovunque e allo stesso tempo in nessun luogo, per trovarla davvero bisogna avere bisogno di lei, come una sorta di Mary Poppins delle librerie.
In un'epoca in cui le distrazioni sono all'ordine del giorno e la tecnologia ha rimpiazzato il piacere di godersi la compagnia di un buon libro, il romanzo coglie la sfida e intende insegnare ai bambini il valore della lettura, ma anche l'importanza dell'intelligenza, della collaborazione, della fantasia, del gioco e del divertimento. L'accento viene posto anche sull'ecologia e sull'importanza del riciclo. Il libro si rivolge anche agli adulti che sanno ancora sognare, ai genitori che desiderano leggere in compagnia dei propri figli, ma anche ai librai, che tra le sue pagine sapranno ritrovarsi. Presente è anche il tema della scrittura e del rapporto tra libro e lettore, così come quello tra genitori e figli. Tra le altre tematiche si ritrovano il tempo, l'intraprendenza, la curiosità, la condivisione, lo spirito di squadra, l'amicizia, la determinazione.






Nata nel 1990, vive attualmente a Sanremo. Appassionata di libri fin dall'infanzia, trascorre il suo tempo libero dedicandosi allo studio della natura e delle antiche culture e tradizioni, curando il suo blog o sfornando golosi dolcetti. Nel cassetto della sua scrivania aspettano di prendere vita altre storie e nuovi mondi.
Con Leucotea ha pubblicato il suo primo romanzo, La città nascosta – Alla scoperta del mondo parallelo.

Link utili:
Il romanzo sarà inoltre ordinabile dal 23 febbraio in tutte le librerie del territorio nazionale e sui principali store online (La Feltrinelli, Amazon, Ibs, GoodBook, MondadoriStore)

lunedì 15 febbraio 2016

"Il serpente dorato" di Veronica Elisa Conti

Prima recensione del 2016 e prima recensione pubblicata con la nuova grafica! A proposito, che ve ne pare? Sono un disastro con queste cose, per cui ho puntato a qualcosa di semplice semplice, essenziale ma con un minimo tocco di eleganza, spero di aver fatto un lavoro quantomeno decente...
Passiamo quindi a parlare di questo nuovo libro, Il serpente dorato di Veronica Elisa Conti. Ve ne avevo già parlato un po' di tempo fa, quando l'ho segnalato e ho ospitato l'autrice, che ringrazio per avermi inviato una copia, per un'intervista. Bene, l'ho letto e ora sono pronta a parlarvene.


TITOLO: Il serpente dorato

AUTORE: Veronica Elisa Conti

CASA EDITRICE: Pegasus Edition

GENERE: Thriller/Noir

PAGINE182

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

Stati Uniti, fine anni Quaranta. Indagando sul caso della scomparsa misteriosa della figlia dei ricchi Beaumont, Darrel Faulkner, apatico investigatore privato, si muoverà in un labirinto di falsi medium, parassiti, dolori e ritualità sconosciute. Scoprirà che la vicenda è strettamente legata ad un fatto analogo avvenuto più di un secolo prima: la sparizione del giovane erede della famiglia Mayer. L’indizio che accomuna gli eventi è il simbolo del serpente che, emerso dai suoi sogni, si concretizza in una sequenza di segni che minano la ragione di Faulkner. Sarà proprio questo percorso di formazione da scettico a credente in ciò che va oltre lo spazio materiale, che gli aprirà gli occhi sulla verità.

Come ben sapete, non sono molto erudita su noir e thriller, ma in alcuni casi mi piace avventurarmi anche in "territori letterari" che non conosco - e ribadisco, a scanso di equivoci, in alcuni casi. Ovviamente vista la mia scarsa cultura in tal senso, non posso fare paragoni tra Il serpente dorato e altri libri dello stesso genere. Posso basarmi solo su quello che la lettura mi ha lasciato, ma ammetto che comunque non è una storia cupa né eccessivamente misteriosa, e forse rientra solo in parte nella definizione di questo genere letterario. Meglio per me, direi, perché la posso recensire senza grandi problemi!

Partiamo con qualche appunto su quello che "non va", o "potrebbe andare meglio".
Devo dire che l'inizio mi è sembrato un po' confusionario... un po' come se l'autrice non sapesse bene come impostare l'incipit, cosa dire subito e cosa lasciare per dopo, come se nelle prime pagine provasse in più modi diversi ad avviare la storia. Il risultato è che, a parer mio, ci sono degli aspetti e delle parti che hanno poco a che fare con la trama principale. Per fare un esempio, nella parte iniziale si fa più volte riferimento alla passione del protagonista per la recitazione, ai suoi tentativi di sfondare, ma alla fin fine è una caratteristica quasi irrilevante per la storia principale, e ha l'unico risultato, più che caratterizzare il personaggio, di rallentare l'avvio della trama vera e propria e di distrarre il lettore.
Anche nel resto del libro ho riscontrato delle "intrusioni" praticamente avulse dal contesto e che ho trovato fastidiose, perché non ne ho capito l'utilità ai fini della trama e le ho percepite come inutili, come qualcosa che si sarebbe tranquillamente potuto omettere senza che il libro dovesse risentirne.

Ci sono altri tre aspetti su cui, secondo me, Veronica Elisa Conti dovrebbe lavorare: l'ordine delle frasi, e quindi l'organizzazione del testo, i cambi di scena e la punteggiatura. 
L'ordine delle frasi a volte è troppo intricato e spezzettato e questo rende difficile per il lettore seguire il contenuto della frase principale. Sarebbe stato meglio optare per frasi magari un po' più brevi e lineari, non dico scrivere tutto usando solo coordinate e frasi da cinque parole, ma prestare un po' di attenzione a non cadere in grovigli di subordinate difficili da districare. Forse a questo proposito, la lettura a voce alta durante la fase di revisione potrebbe essere un valido aiuto. 

I cambi di scena: a volte sono troppo bruschi, si salta da una situazione all'altra con troppa facilità e senza rendere evidente lo stacco, magari all'interno dello stesso capoverso e questo può confondere un po'.
La punteggiatura...nulla di grave, ma personalmente avrei gradito qualche virgola in più, il libro me ne è sembrato un po' carente!

Passando oltre gli aspetti un po' più tecnici, Il serpente dorato si è rivelato una lettura piuttosto interessante. Quello che più mi ha colpito è la direzione presa dalla storia: abbiamo un investigatore, il caso di una bambina scomparsa misteriosamente mentre era nella sua cameretta e con la casa piena di ospiti, personaggi ambigui dalle teorie esoteriche parecchio inquietanti, un apparente tradimento coniugale... Sembra che, dopotutto, non ci sia nulla di particolare, e che il vero mistero sia come sia stato possibile, per una bambina, sparire senza lasciare traccia mentre era chiusa a chiave, dall'interno, nella sua camera.

Ma poi la storia prende, piano piano, una strada meno scontata, meno banale, più surreale, possiamo dire esoterica, una piega che porterà inevitabilmente il protagonista a fare i conti con se stesso e con le sue credenze, con il suo scetticismo.
Una piega che, lo ammetto, non avevo previsto all'inizio, ma che ho apprezzato proprio per la sua imprevedibilità. Dopo la parte iniziale, che, come ho scritto sopra, tentenna un po', il lettore viene catturato nelle spire (scusate il gioco di parole XD) della storia e non può fare a meno di continuare, di andare avanti, perché non si può lasciare questa lettura senza prima essere giunti alla fine, senza prima aver saziato la propria curiosità su quale misterioso legame ci sia tra due sparizioni di bambini lontane nel tempo e apparentemente scollegate, su chi siano davvero i personaggi che popolano questo libro, su cosa sia il misterioso serpente dorato e che influenza avrà sulla vita del protagonista e di chi gli sta attorno.

Dovendo fare un bilancio complessivo, direi che non è stato tempo sprecato. C'è del buono sicuramente, alcuni aspetti, sopratutto per quanto riguarda la forma e un po' lo stile di scrittura, possono essere migliorati, ma ho letto di peggio e credo che ci sia del potenziale, che Veronica Elisa Conti possa migliorare molto e dicendo questo non intendo dire che non sappia scrivere o gestire le fila di una trama, ma credo abbia la capacità per fare dei passi avanti e arrivare a scrivere qualcosa di ancora più meritevole.


Ci sentiamo alla prossima recensione, Il profumo del mosto selvatico di Deborah Chiel.


giovedì 11 febbraio 2016

[Segnalazione] "Pioggia rossa" di Laura Simonatti

Buongiorno, mondo del web! Questo per me è il primo giorno di relax dopo la sessione invernale, e ho intenzione di approfittarne, come al solito, per darci dentro con segnalazioni, interviste e recensioni! Cominciamo con Pioggia rossa di Laura Simonatti. Di seguito tutte le info!









TITOLO: Pioggia rossa
AUTORE: Laura Simonatti
CASA EDITRICE: Casa Editrice Marcelli
PAGINE: 130
GENERE: thriller
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015
PREZZO: 5 euro, edizione solo e-book

Il libro racconta la storia di un giovane serial killer, che inizia ad uccidere le sue vittime senza un motivo preciso. L’assassino non sceglie le prede femminili a caso, ma entra nelle loro vite in punta di piedi, con savoir-faire e galanteria. Protagonista della storia è anche Elena, una ragazza di diciannove anni che scompare senza lasciare tracce in una giornata di settembre. Il giallo è ambientato inizialmente ad Olbia, poi nell’incantevole cittadina di Parma in Emilia Romagna, per poi catapultarsi nella caotica Londra.


https://www.facebook.com/pioggiarossa/

L'AUTRICE

LAURA SIMONATTI, nata a Monza, laureata in materie umanistiche, ha scritto una tesi dedicata al personaggio del Re Sole, auto pubblicata. Ha sempre lavorato presso giornali locali scrivendo articoli di ogni genere, dalla cronaca, alla cultura, ai viaggi. Nel 2013 s'iscrive ad un corso di scrittura creativa, dove ha imparato a scrivere un racconto breve di narrativa. In seguito al corso ha scritto un romanzo giallo, “ Pioggia rossa”, un thriller di narrativa che ha partecipato ad un concorso letterario ed è arrivato nella rosa dei finalisti. La stessa casa editrice che ha organizzato il concorso ha pubblicato il libro in edizione e-book sul suo sito. Attualmente sta lavorando su una nuova storia, una love story ambientata tra New York e Istanbul, oltre che partecipare a altri premi letterari. 

A breve l'intervista all'autrice!