giovedì 30 giugno 2016

"Cupido in Love" di Alessandro Mazzurana

Sono viva! Sì lo so, non ho dato segni di vita per parecchio tempo, ma se a qualcuno di voi è mai capitato di passare per la pagina Facebook del blog, avrà letto il perché...In aggiunta a questo, sono in piena sessione di esami, e anche se devo dire che sto leggendo un po' più di quel che mi sarei aspettata, non ho davvero il tempo di scrivere qualcosa per il blog. Tuttavia ho ancora qualche recensione che attende di essere scritta, e prima di accumulare troppi libri letti in attesa di essere commentati, ho deciso di dedicare questa sera (perché sì, mentre scrivo è sera ;) ) a questa recensione. Il libro di cui vi parlo è Cupido in Love - Un amore impossibile di Alessandro Mazzurana, un autore esordiente che per fare il suo ingresso nel mondo dell'editoria ha scelto il self-publishing. Purtroppo, devo dire che entrambi questi fattori, l'essere alle prime armi e il non aver avuto, probabilmente, un editor professionista alle spalle, si fanno sentire.


TITOLO: Cupido in Love - Un amore impossibile
AUTORE: Alessandro Mazzurana
CASA EDITRICE: Self publishing
PAGINE: 222
PREZZO: € 0,99
FORMATO: e-book
DATA DI USCITA: 10 febbraio 2016


Leo è un giovane Cupido di Verona, consapevole del proprio ruolo e dei propri poteri. La sua vita è basata sul rispetto delle regole che ne derivano, con gli annessi privilegi o i conseguenti sacrifici. Deve favorire le infatuazioni e sposare una perfetta sconosciuta appena incontrata a Milano, per sistemare vecchi dissapori, sorti prima che entrambi nascessero, tra la sua famiglia di Cupidi e quella della futura sposa. È proprio tornando in treno dopo aver pranzato con la famiglia milanese che si imbatte in Luna, rimanendone affascinato come non dovrebbe accadere con una persona comune. Allora chi è questa ragazza che lo ha abbagliato pur mostrandosi da subito sgarbata e distaccata? È un’improbabile Cupida mai vista prima oppure fa parte dei Cinici, gli odiati nemici aventi obiettivi opposti a quelli dei Cupidi? Lo scoprirà nei giorni seguenti, così come verrà a conoscenza della ragione che sta all’origine del suo matrimonio combinato, mettendo a rischio equilibri consolidati e in dubbio il suo futuro designato, tra fughe e combattimenti, morti e rapimenti, passioni e innamoramenti in una Verona che sembra essere tornata ai celebrati fasti di Romeo e Giulietta.



La trama di fondo offre spunti molto interessanti, e la sua promettente originalità è stata una delle ragioni che mi aveva convinto, mesi fa, ad accettare in lettura questo libro, anche se, ormai lo saprete, storgo sempre il naso quando sento parlare di self-publishing, e nonostante il fatto che stessi già all'epoca pensando di ridurre al minimo, se non del tutto, le letture per conto degli autori.
Siamo a Verona, nella storica città della coppia di innamorati più celebre di tutti i tempi. Un punto a favore del romanzo, dal momento che troppo spesso anche gli autori italiani privilegiano location più cool e raramente, per quanto ho potuto vedere negli ultimi tempi, capita di leggere storie ambientate in una delle nostre belle città italiane.
Protagonisti sono Luna e Leo. Lui è un Cupido, appartenente a una delle famiglie più importanti di Cupidi d'Italia  (altra idea che mi è molto piaciuta), lei, beh, lei all'inizio è scontrosa e riservata, alle prese con i preparativi del matrimonio della sorella, con cui non è in buonissimi rapporti. Ma da quando, per caso, lei e Leo si incontrano su un treno che da Milano li porterà a Verona, non potrà fare a meno di pensare a lui. E lui a lei.
Insomma, le premesse per una bella storia d'amore ci sono, complicate solo dal fatto che Leo è già fidanzato. Con una ragazza, una Cupida di Milano, che è stata scelta per lui prima ancora che nascesse, ma questo è un destino da cui non può scappare se vuole salvare l'onore della sua famiglia. E qui si apre un piccolo giallo: perché questo matrimonio è necessario? Perché è stato concordato prima ancora della loro nascita? E ancora, chi è Luna? E' una Cupida, o una Cinica, una nemica giurata dei Cupidi? Comunque sia, l'attrazione tra i due non può essere trattenuta.

Gli ingredienti per una buona storia ci sono tutti...l'unica cosa è, forse, la fretta: succede tutto nel giro di pochi giorni, la scintilla tra i due diventa una fiamma troppo grande dopo appena due-tre incontri casuali, e va bene che stiamo parlando di Cupidi e Cinici, ma far sviluppare le cose con più calma non sarebbe stato male. Inoltre, mi è sembrato che molti punti della trama vengano lasciati oscuri, ci sono indizi che non vengono spiegati appieno.
L'aspetto che mi ha lasciato più insoddisfatta da questo punto di vista è il finale. Perché non è davvero un finale...sembra una storia troncata, come se mancasse un capitolo. Non è nemmeno il classico "the end" che lascia aperte possibilità per un seguito (che comunque ci sono), è proprio un taglio netto, senza una frase significativa a conlcudere la vicenda, senza che si sia davvero arrivati al punto della storia in cui chiudere il racconto. E' vero, qualcosa di importante succede, ma forse si poteva lavorare di più sulle ultime righe per renderle più dense e significative...così come la storia viene fatta terminare, mi è rimasta la sensazione di qualcosa di incompiuto e incompleto. Quando ho voltato l'ultima pagina e non ho trovato un nuovo capitolo, ne sono rimasta davvero sorpresa.

Due altre cose mi hanno disturbata durante la lettura: la storia viene raccontanta dal punto di vista di Leo e da quello di Luna, a capitoli alternati, ma questo non viene segnalato, e all'inizio mi sono un po' confusa perché non riuscivo a capire subito chi stesse parlando. Consiglio all'autore, per i prossimi lavori, di indicare, magari a inizio capitolo, chi sia la voce narrante.
Veniamo ora all'aspetto che più ho trovato pesante: ossia lo stile. E' uno stile che in parecchi punti stona: vorrebbe essere alto e curato, ma la scelta di molte parole è discutibile e il risultato non è dei migliori. Rende troppo evidente lo sforzo dell'autore e fa sembrare la scrittura artificiosa e non spontanea.  Senza contare che a volte le parole scelte non sono adatte al contesto, vengono usate con un significato che non è il loro, neanche se andiamo a vedere possibili sensi figurati; altra cosa, difficilmente, davvero difficilmente degli adolescenti parlerebbero e si esprimerebbero con discorsi così altisonanti e una scelta così ricercata delle parole. Non lo farebbero con una persona appena conosciuta, figuriamoci nei loro stessi pensieri (dove dubito che chiccessia si soffermerebbe a scegliere le parole più eleganti). Risultato: personaggi poco spontanei e attuali, poco verosimili.
Riporto alcuni esempi, giusto per darvi un'idea:

"L'alto volume della musica sembra disturbare i miei vicini di posto. Lo denoto dai loro sguardi..."
"Non ottengo nessuna replica e non comprendo con precisione la derivazione del suo astio."
" 'Non lo trovi un po' inconsueto?' esprime con fare che perseguita ad essere poco conciliante."
"Mi resta l'amaro in bocca per non poter protrarre la conversazione e per non comprenderne il motivo.
Il quesito sulla natura della sua reticenza prosegue a ronzarmi in mente. Anche se non mi turba molto a dire il vero. Non mi ha fatto piacere essere trattato in malo modo, senza apparente giustificazione, ma la situazione creatasi non merita ulteriori patemi d'animo. Abbozzo un nuovo sorriso, avendo ristabilito l'equilibrio interno, che rivolgo ai signori, più intimoriti di me dall'idiosincrasia della ragazza, ora incollatasi al vetro".
E tante altre frasi sulla stessa onda, che ho salvato nelle note del Kindle ma che per ovvie ragioni non posso trascrivere

Con uno stile così, la trama può essere avvicente quanti sia vuole, ma alla lunga la lettura diventa lenta e pesante, controbilanciata solo dalla curiosità di sapere quale sorte toccherà ai nostri protagonisti. Sembra più lo stile per un saggio che per un romanzo per ragazzi, per una storia che dovrebbe essere leggera e regalare qualche ora di evasione. 
Il consiglio che do all'autore, per i suoi prossimi libri, è quello -paradossalmente - di sforzarsi di meno: cercare di essere più spontaneo e naturale possibile - non so se questo sia effettivamente il suo modo di scrivere, ma io l'ho percepito molto forzato - senza andare alla ricerca perenne delle espressioni più altisonanti. Lasciar semplicemente scorrere la penna, o le dita sulla tastiera, cercando di seguire nella propria mente che cosa i personaggi fanno e dicono, e pensando solo in un secondo momento a rendere il tutto in modo elegante. La vera eleganza è quella che non si fa sentire, che si apprezza senza chiedersi quante volte è stato usato un dizionario o quanto a lungo una certa frase è stata meditata. E un altro piccolo consiglio è quello di evitare battute di soli punti di domanda, del tipo "???", che ricorrono qualche volta...non è un qualcosa che si dovrebbe trovare in un libro stampato in generale.

E' evidente che si tratta di un autore ancora alle prime armi. La materia c'è, ma ancora a livello grezzo. Le idee anche, anche se sembra che a un certo punto si siano bruscamente interrotte. Ora bisogna solo affinare la tecnica!